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Veterani e nuove leve: i medici tra medaglie, giuramenti e richieste: “Sanità pubblica da rilanciare”

FERMO - Oggi pomeriggio al teatro dell'Aquila i riconoscimenti e il giuramento per i nuovi camici bianchi. La presidente Calcagni: "Il disinvestimento nel pubblico è stato massiccio, in 10 anni è stato chiuso il 15% degli ospedali. L'emorragia del sistema nazionale pubblico non è stata solo strutturale ma anche nella presenza del personale assistenziale, percentuale diminuita del 6% negli ultimi 10 anni"
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di Serena Murri

I nuovi medici che ufficializzano l’inizio della loro professione con il giuramento d’Ippocrate, i camici bianchi con decenni di esperienza alle spalle che ricevono il giusto riconoscimento con le medaglie ‘alla carriera’. Tutto oggi al teatro dell’Aquila di Fermo in un pomeriggio in cui protagonisti sono stati ovviamente loro, i medici del Fermano. Una manifestazione durante la quale tutta la categoria sanitaria si è stretta attorno alle nuove leve e a chi, per raggiunti limiti di età, ha appeso il camice al chiodo, oltre che alle due dottoresse che hanno celebrato i 25 anni di professione. Un’iniziativa particolarmente difficile da organizzare, a detta della presidente dell’Ordine dei Medici, Anna Maria Calcagni, ma ancor più sentita poiché “ci ridà entusiasmo per affrontare le nuove imprevedibili sfide”. Presenti le istituzioni locali con in testa il sindaco Paolo Calcinaro e il prefetto Vincenza Filippi, e alcuni rappresentanti politici, fra i quali l’onorevole Mauro Lucentini e i consiglieri regionali Andrea Putzu e Jessica Marcozzi.

Il primo intervento è stato quello del sindaco, Paolo Calcinaro: “La mia presenza è un dovere visto quello che è successo in questo periodo. Lo posso rimarcare come esperienza personale (Calcinaro è stato ricoverato al Murri per il Covid), per sottolineare la vicinanza del mondo sanitario percepita come fruitore del sistema. Ci siamo sentiti protetti, appunto, da questo sistema. I fronti erano tanti e la conoscenza del fenomeno non era affatto completa. Voglio ricordare l’impegno dei medici di base e ospedalieri nell’importantissima campagna vaccinale. Dovremo continuare a far fronte comune, per la nostra sanità fermana, unica e peculiare con un unico punto di accesso per un’unica provincia che dovrà affrontare altre sfide, come la costruzione del nuovo ospedale”.

Era presente ed ha risposto all’appello, si diceva, anche il Prefetto Vincenza Filippi: “Riconoscenza per i medici in quest’anno difficile. Con innumerevoli comitati abbiamo affrontato un momento storico che non sapevamo che direzione avrebbe preso. Abbiamo lavorato insieme alla sanità fermana. A voi – rivolgendosi ai medici – va un ringraziamento forte per quello che continuerete a fare”.

Il discorso della presidente dell’Ordine, Anna Maria Calcagni, in occasione del giuramento d’Ippocrate, è partito menzionando il “pesante tributo” di vittime per il Covid: “Abbiamo avuto due decessi, il dottor Abdullah Makki e il dottor Tolmino Rossi. Molti i medici ospedalieri che si sono ammalati” ha ricordato, prima di chiedere un minuto di raccoglimento. Poi, la presidente Calcagni è tornata a rivolgersi ai giovani: “Con il giuramento d’Ippocrate, entrate ufficialmente nella vita professionale. Servirà una visione olistica del paziente”. Tante le debolezze del sistema sanitario, emerse durante la pandemia: “Il disinvestimento nel pubblico è stato massiccio, in 10 anni è stato chiuso il 15% degli ospedali. L’emorragia del sistema nazionale pubblico non è stata solo strutturale ma anche nella presenza del personale assistenziale, percentuale diminuita del 6% negli ultimi 10 anni. Il sistema sanitario è sempre meno pubblico e il territorio non è stato potenziato. Preoccupante la fuga dei medici dal lavoro senza raggiungere il pensionamento. Passano al privato. Le Marche sono la terza regione in Italia a mostrare il fenomeno. Non si favorisce il ricambio generazionale nel settore pubblico”. Come ha sottolineato la Calcagni, il fenomeno della povertà è aumentato e la sanità pubblica dovrebbe garantire proprio ai più poveri il diritto alla salute. “Il servizio sanitario pubblico deve essere efficiente, gratuito, tempestivo e di prossimità – ha ricordato la Calcagni – Nel prossimo futuro, le risorse saranno destinate più alle strutture che al personale. Questo è il momento per ricreare un nuovo sistema sanitario pubblico” esortando i nuovi giovani medici seduti in platea.

Sul palco, è stata la volta di Massimo D’Onofrio Presidente del Cao (Commissione Albo Odontoiatri) che conta 153 iscritti: “La commissione ha iniziato il suo mandato 6 mesi fa, con gli odontoiatri fin da subito in prima linea, fra mille difficoltà, per l’esposizione diretta al Covid. Abbiamo messo tutto l’impegno nel garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori. Nella nostra realtà fermana, la sinergia tra Ordine e Area Vasta ha dato efficacia in tempi brevissimi. In questa fase delicatissima della nostra storia professionale, siamo riusciti a lavorare insieme superando le difficoltà e i momenti critici come in una famiglia. Invito i colleghi più giovani, a trovare nell’ordine la loro casa professionale”. È seguita la celebrazione, prima per le medaglie d’oro ai medici con 50 anni di professione, poi quella per i 25 anni. Infine, è toccato alle giovani promesse mediche salire sul palco uno alla volta, per poi leggere il giuramento d’Ippocrate al quale tutti, all’unisono hanno risposto: “Lo giuro”.

Per i 50 anni di servizio sono stati premiati i medici Luciano Alessandrini, Armando Benedetti, Massimo Concetti, Vincenzo Palomba, Gianfranco Politini e Elio Carlo Restuccia. Per i 25 anni Sandra Di Marco e Patrizia Iacopini. Festeggiati anche i nuovi iscritti all’Ordine, ovvero Adele Agostini, Riccardo Amatucci, Mara Barchetti, Alessandro Burgio, Matteo Catani (odontoiatria), Elisa Cimadamore, Kimberly Coscia, Crizia Cruciani, Andrea Di Flavio, Beatrice Donati, Irene Fioravanti, Giulia Grisostomi, Irene Lubinski, Marianna Lupinetti, Carlotta Mancusi, Rossella Millevolte, Fabio Mori, Eleonora Romitelli, Jasmine Saee, Sara Santarelli, Mario Simonetti, Giulia Spadavecchia, Paolo Tofoni, Maria Vittoria Tosco (odontoiatria) e Cristina Vesprini.


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