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“Sono fatto lu virus”, il nuovo spettacolo di Degrado Postmezzadrile partirà da Villa Vitali

FERMO - Domenica 4 luglio, alle ore 21.30, gli attori Rebecca Liberati, Mirco Abruzzetti e Michele Gallucci interpreteranno lo show scritto dagli autori della pagina Facebook Dpm. Sul palco si intrecceranno tre storie che avranno come filo conduttore il lungo tunnel della pandemia tra paure, deliri, speranze, psicosi e abitudini rivoluzionate, cercando sempre una ragione per ridere
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di Leonardo Nevischi

La comicità è un ottimo rimedio per far metabolizzare al meglio gli effetti del Covid a chi lo ha vissuto in maniera tragica”. È questo l’antidoto proposto dagli autori di Degrado Postmezzadrile che, domenica 4 luglio, alle ore 21.30, debutteranno con il primo spettacolo dal titolo “Sono fatto lu virus” nella splendida cornice di Villa Vitali. 

Sul palco si intrecceranno tre storie attraversando il lungo tunnel della pandemia. Una coppia marchigiana, Peppu e Marì; un terzetto di studenti universitari, composto da un marchigiano, un pugliese e un italofrancese; una famiglia composta da un padre e due figli indaffarata in oscure teorie. Gli attori Rebecca Liberati, Mirco Abruzzetti e Michele Gallucci interpreteranno lo spettacolo scritto dagli autori della pagina Facebook Dpm, dando vita ad un viaggio dantesco tra paure, deliri, speranze, psicosi e personaggi improbabili. Abitudini rivoluzionate di colpo, aperture e chiusure, tutto quello che ciascuno di noi ha vissuto nell’ultimo anno e mezzo, dalle prime notizie su un misterioso virus cinese fino ai giorni attuali: il tutto raccontato con una buona dose di satira ed ironia, avendo come obiettivo quello di intrattenere e far divertire il pubblico regalandogli qualche ora di spensieratezza.

“Partendo dai social fino ad approdare nei teatri, Degrado Postmezzadrile ha avuto parecchio successo in questi anni. Sono certa che ci sarà molto da ridere” – ha dichiarato l’assessore alla cultura di Fermo, Micol Lanzidei, alla quale hanno fatto seguito le parole del sindaco Paolo Calcinaro, che si è rivelato un frequentatore assiduo della pagina social di Dpm: “Degrado è la storia delle Marche. Sono contentissimo che loro possano partire con il loro spettacolo dalla nostra città. È un evento che fa ridere ma anche non ci fa prendere troppo sul serio riportandoci alla sana ‘marchigianità’ fatta di concretezza e valori umani”.

Lo spettacolo sarà sia in italiano sia in dialetto fermano-maceratese, ma l’obiettivo è quello, pian piano, di esportare lo spettacolo anche nell’ascolano e nell’anconetano, dove gli autori di Dpm hanno già ricevuto molte richieste. “Il dialetto fermano-maceratese è molto apprezzato e noi attori dovremo darci il ritmo e i tempi delle battute di alcune gag complesse ed allo stesso tempo esilaranti che avranno lo scopo di illustrare delle verità legate al tema universale del virus – spiegano i due attori Rebecca Liberati e Michele Gallucci -. Lo scopo è quello di alleggerire lo shock che abbiamo vissuto in questi ultimi due anni con comicità, leggerezza e divertimento”.

La produzione dello spettacolo è affidata alla ‘Eclissi Eventi’ in collaborazione con Lagrù, mentre la redazione è affidata totalmente agli autori di Degrado Postmezzadrile che, pur rimanendo anonimi, hanno voluto chiosare la conferenza stampa di presentazione con queste parole: “Restano poche decine di biglietti per arrivare al sold out e non abbiamo neanche iniziato a reclutare i parenti – hanno esordito nella loro lettera ringraziando anche i giornalisti -. Facciamo fatica a contenere la soddisfazione, perché riempire le due più grandi arene all’aperto delle Marche zozze, Fermo e Civitanova, con la selva di appuntamenti di questi tempi, è un piccolo miracolo.

In scena vedrete il nostro racconto di quest’ultimo, irripetibile, allucinante anno e mezzo di pandemia. Sarà uno sberleffo alla paura, una festa per tutti quelli che sono riusciti ad attraversare questo pezzo di strada che è stato peggio della A14, senza perdere il sorriso.

Non è stato difficile trovare l’ispirazione. Il racconto è germogliato da sé, tra lockdown e psicosi, bombardamento mediatico e grotteschi personaggi, risse tra virologi e tanto altro. Il difficile è stato portare avanti l’allestimento nei mesi più bui del Covid, quando rivedere dei teatri pieni sembrava un’utopia. Stavolta il dialetto si  mescolerà all’italiano. Insomma, stu spettacolu lu capisce pure li rpuliti.

Sperando di non dimenticare nessuno, ringraziamo il comune di Fermo per averci consentito di esordire in una location fantastica come l’arena di Villa Vitali. Mattia Liberati per le grafiche, Simone Agostini per il service, Giacomo Pompei per le scenografie, Lagrù che coproduce lo spettacolo con Eclissi Eventi che lo spaccia in giro per le Marche, a partire da Maria Teresa Virgili, la prima a credere, con “Essere postmezzadri” che Degrado a teatro avrebbe funzionato. Grazie a Roberto Rossi che ci ha detto: “Ma come, uno spettacolo su lu virusse? La jente s’è rotta!” Perplessità legittima, ma aspettate di vedere come lo racconteremo.

Grazie a Francesca Travaglini per la voce fuori campo e un grazie enorme ad un’altra voce, specialissima, che ascolterete e riconoscerete, appena prima che si apra il sipario.

Il grazie più grande va a Rebecca, Mirco e Michele, tre artisti, ma anche tre sognatori spericolati che hanno creduto totalmente in questo spettacolo. Non potevamo trovare volti e compagni di viaggio migliori. Questo percorso è cominciato un anno fa, avanzato tra aggiunte, limature, prove, dubbi e correzioni, perché l’attualità offriva continuamente nuovi spunti.

Grazie alla tribù dei postmezzadri, che dopo averci premiato con tutti sold out col vecchio spettacolo, ancora una volta sta rispondendo in modo straordinario.

Noi siamo entità immateriali, tipo Takagi e Ketra. Come Cyrano non si rivela alla sua Rossana, pure noi abbiamo deciso di rimanere delle ombre, in cambio della libertà di prendere in giro chi vogliamo quando vogliamo, senza che qualcuno ci chiami dicendo “Ma che ce l’hai con me?” o ci ammonisca: “Ce si jitu pesante, cancella ssu post”. Ma domenica sera, vedendo un’arena piena ridere e magari liberarsi da tutta la pesantezza di questi mesi, in qualche angolo della platea si agiteranno delle ombre contente“.

 


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