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Area Vasta 4, l’appello della Cisl: “Mancano medici, personale e posti letto”

SANITÀ - Donati: "Se la politica non porrá al centro della propria agenda, la situazione in cui versa la sanità nella provincia di Fermo, dovranno muoversi i cittadini, organizzandosi fattivamente in modo costruttivo e propositivo. La Salute infatti è un diritto non una concessione solo per alcuni bacini elettorali".
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“Non se ne può piu’. Questa è la frase che troppo spesso viene ripetuta dagli operatori sanitari e dai dipendenti degli altri settori, che operano all’interno dell’Ospedale, Servizi del Territorio ed Uffici di Area Vasta 4. I numeri ed i fatti sono impietosi e rappresentano un quadro drammatico della sanità fermana, nonostante il lavoro quotidiano egregio ed estremamente professionale di tutti quelli che lavorano per salvare vite ed alleviare sofferenze. Questi ‘coraggiosi’  tentano però di vuotare il mare con il secchiello”. Sono le parole del segretario regionale Cisl Giuseppe Donati che lancia un appello sul futuro della sanità fermana.

“L’ospedale Murri è in grande emergenza – scrive Donati –  il Pronto Soccorso è al collasso. Sono rimasti solo 5 medici. Dovrebbero essere 22. In aiuto ci sono le Cooperative ma non può essere la soluzione. Questa storia va avanti da tre anni, ben prima quindi del Covid. Al P.S. devono fronteggiare punte di accessi giornalieri che superano i 100 pazienti, con medie di permanenza all’interno del Pronto Soccorso molto alte. Del resto, non andrebbe mai dimenticato, che tante cose nella Sanità di Fermo è precario. Pure il posto di Direttore Sanitario ( Direttore DMO) resta scoperto.
La Potes non sta meglio per quanto riguarda la carenza di medici. Arriva quindi la soluzione al ribasso. Trasformare alcune Potes da medicalizzate ad infermieristiche. Nessuna discussione sulla professionalità degli infermieri ma quando decisioni di questo tipo si prendono per emergenza e non per scelta, va mai bene”.

Donati parla anche di carenze di personale in altri reparti come Cardiologia, Pediatria, Centro Trasfusionale, criticando anche le scelte del precedente direttore di Area Vasta. “Per mesi si è parlato in AV4 di potenziamento del territorio. Chi l’ha visto? Se il Murri ha perso la metà dei posti letto a causa del distanziamento, le Residenze territoriali non hanno scherzato. La Residenza Riabilitativa di Porto San Giorgio è chiusa da novembre 2020. La RSA di Montegranaro, riconvertita negli ultimi mesi, ora è anch’essa tristemente chiusa. Queste Strutture territoriali sono chiuse per mancanza di infermieri ed OSS.   La Direzione di Area Vasta 4 ha dichiarato di avere un saldo positivo di circa 25 unità tra le uscite e le entrate di personale infermieristico ed OSS. Dimentica però, che prima dello scoppio della pandemia, Area Vasta 4 soffriva giá di una carenza di circa 40 unità tra infermieri ed OSS rispetto alle effettive necessità assistenziali”.

Segretario Cisl che conclude: “Poi una domanda sorge spontanea: quale ruolo dovrebbe coprire la struttura Inrca di Fermo all’interno dell’area territoriale del fermano? Sembra, che i più abbiano dimenticato, che il Reparto di Geriatria è ancora all’interno del Geriatrico e che in una realtà in cui si vive a lungo come quella fermana (per fortuna) questa specialitá dovrebbe ricoprire un ruolo centrale nell’offerta sanitaria. mIn campo della Prevenzione anche qui tante belle parole sulla strategicità della prevenzione ma pochi fatti.  Se la politica non porrá al centro della propria agenda, la situazione in cui versa la sanità nella provincia di Fermo, dovranno muoversi i cittadini, organizzandosi fattivamente in modo costruttivo e propositivo. La Salute infatti è un diritto non una concessione solo per alcuni bacini elettorali”.


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