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Con la contrada Castello ‘vestiamo la storia’ nelle serate a Corte

FERMO - "Le serate a corte proseguiranno con un secondo appuntamento fra due settimane (giovedì 29 luglio) in cui il professor Temperini farà una bella sorpresa: una visita virtuale all'interno di un palazzo storico che oggi non esiste più"
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Venerdì sera presso la sede della Contrada Castello si è svolta la prima delle due Serate a Corte intitolata “Vestiamo la Storia”.

“Il professor Massimo Temperini, architetto, storico del costume ed esperto d’arte, ha tenuto un’interessantissima relazione – spiegano proprio dalla Contrada – nel corso della quale è stato delineato il quadro storico, sociale e culturale del periodo 1360-1446 che è stato reputato il più significativo dal quale riprodurre abiti, colori, stemmi e tradizioni su cui è stata forgiata la versione moderna della Cavalcata dell’Assunta. Tutto rigorosamente autentico, come da numerosi fonti storiche e severe ricerche di archivio, in primis lo stupendo e pregiatissimo manoscritto fermano risalente al XV secolo (conservato nel Museo Diocesano di Fermo) che venne miniato da Giovanni di Ugolino da Milano nel 1436 su commissione del vescovo di Fermo Giovanni de Firmonibus, da cui il messale prende il nome. Era l’ambiente delle corti, chiuse nei loro castelli, che sono sorti quasi tutti nel tardo medioevo, e non nell’alto medioevo, come invece di solito si tende a credere. Era il periodo delle signorie, che dai loro castelli dominavano e opprimevano il popolo, l’epoca delle dame e dello sfarzo di corte”.

“In questo contesto le manifestazioni come la Cavalcata dell’Assunta di Fermo e tutte le altre già esistenti nel medioevo – rimarcano dalla Contrada Castello – erano un raro momento in cui popolo e signori festeggiavano insieme. Non erano solo eventi storici, rievocativi o folkloristici, come li intendiamo noi oggi: all’epoca erano vissuti allo stesso modo in cui oggi si percepisce una vittoria calcistica, ad esempio quella del recente trionfo dell’Italia ai campionati europei. La differenza era che in quel tempo la meta (il goal) era il maggior gesto di devozione alla Madonna (vedi la barca portata in spalla dal Porto di Fermo fin dentro la cattedrale), protettrice delle messi e della pesca e garante della salute dell’anima e anche dal corpo, per via delle – ahimè – ricorrenti epidemie di peste che proprio in quelle epoche ebbero la loro maggiore propagazione. Le serate a corte proseguiranno con un secondo appuntamento fra due settimane (giovedì 29 luglio) in cui il professor Temperini farà una bella sorpresa: una visita virtuale all’interno di un palazzo storico che oggi non esiste più. Come si suol dire: restate sintonizzati”.


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