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Politica e imprese a confronto sul calzaturiero con Confindustria: “Più filiera e meno campanili, così si vince”

FERMO - Tavola rotonda su imprese e competitività, si parla anche di green pass, Fenni: "Favorevole ad introdurlo per i dipendenti delle aziende, troppi dubbi sulla campagna vaccinale"
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di Pierpaolo Pierleoni

I vertici dell’imprenditoria calzaturiera e quelli istituzionali delle Marche a confronto sulle prospettive per il distretto calzaturiero. Un dibattito di un paio d’ore, oggi pomeriggio all’Hotel Royal di Casabianca di Fermo, con una doppia tavola rotonda incentrata su nuovi mercati ed accesso al credito.

C’è anche il governatore della Regione, Francesco Acquaroli, per ribadire che “il nostro territorio non può che partire dalle eccellenze, il manifatturiero è senza dubbio una di queste. Se non recuperiamo competitività andiamo verso un’economia assistenzialista o colonizzata. Abbiamo bisogno di potenziare la capacità e di sostenere accesso al credito, digitalizzazione ed internazionalizzazione. Risorse si trovano ma non vanno sprecate. Dobbiamo saper fare filiera. Negli ultimi anni abbiamo affrontato diverse crisi e non dimentichiamo quanto abbia pesato la caduta di Banca Marche, che ci ha privato di un grande istituto di credito di riferimento per il territorio”.

Tra i presenti il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, il direttore generale di Uni.Co Confidi, Paolo Mariani e l’assessore al Bilancio regionale, Guido Castelli.

Insiste sul termine filiera, il presidente Acquaroli. “La prima filiera è istituzionale, significa non mettersi in competizione realizzando 10 progetti diversi di internazionalizzazione, spendendo le risorse solo per interventi in gradi di incidere in completo. I campanili sono tanti: territoriali, settoriali, politici, ma qui ci giochiamo la sopravvivenza di un sistema e dobbiamo metterli da parte, lavorando in rete. La filiera è anche produttiva e la Regione sta lavorando su macrosistemi economici che si integrano e convivono”. Acquaroli chiude con l’auspicio di una crescita del turismo della moda e promette, attraverso l’Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione, “di cogliere tutti gli strumenti possibili per promuovere e vendere le Marche nel mondo”.

Dall’imprenditoria alla debolezza infrastrutturale delle Marche il passo è breve e il Governatore fa sapere che la prossima settimana incontrerà ancora Società Autostrade sulla questione cantieri in A14 ed assicura di “esercitare la massima pressione con Anas per progettare le infrastrutture. Società Autostrade ha inserito lo studio di fattibilità per terza corsia a sud di Porto Sant’Elpidio ed arretramento dopo Pedaso. Stiamo tentando anche di inserire la Monti Mare nel Recovery Plan legato alla ricostruzione. Sulle Marche in questo momento c’è un grande faro acceso. Stiamo anche lavorando con le altre Regioni della dorsale Adriatica per ottenere l’alta velocità.

Il presidente nazionale di Assocalzaturifici, Sirio Badon, sottolinea “il peso del distretto calzaturiero marchigiano, una delle territoriali più importanti d’Italia per il manifatturiero. Veniamo da anni difficli, prima con le sanzioni alla Russia, da sempre terreno di battaglia per le aziende marchigiane, poi con questa pandemia”. Sul Micam di settembre, Badon nota che “le adesioni ad oggi sono circa 500, ci puntiamo molto. La nostra prerogativa è salvaguardare il Made in Italy e non far entrare una certa tipologia di aziende e di prodotti per salvaguardare le nostre imprese, il bello e il ben fatto”.

Il problema cruciale, per il presidente calzaturieri di Confindustria centro Adriatico Valentino Fenni, è “sempre il costo del lavoro. Combattiamo nel mondo, ma anche in Italia, perchè non dimentichiamo che le regioni del sud hanno un 30% in meno di costo del lavoro, un gap difficile da recuperare”. In vista del Micam, sul quale gli imprenditori ripongono grandi speranze per settembre, Fenni cerca di strappare una promessa ad Acquaroli: “Ci porta il ct della Nazionale Roberto Mancini? Per noi sarebbe importante”. Richiesta di fronte alla quale il Governatore promette di fare il possibile.

Tocca ai saluti istituzionali, col sindaco di Fermo Paolo Calcinaro che elogia Confindustria, a livello nazionale, “per aver aperto un dibattito auspicando il green pass per andare al lavoro. Può anche essere una posizione estrema, ma ha fatto benissimo a porre un tema perchè oggi l’unica prospettiva di tenuta del sistema è quella della vaccinazione”. Spunto a cui si accoda Fenni, favorevole al green pass per i dipendenti: “Troppi dubbi e cavilli, bisogna vaccinarsi”. Badon vedrebbe bene “un tampone obbligatorio ad ogni inizio di settimana per il personale”. Il prefetto Vincenza Filippi vede nell’incontro odierno “un ritorno alla coesione di cui c’era bisogno”, mentre la presidente  della provincia di Fermo, Moira Canigola, ricorda “il lavoro svolto dal tavolo provinciale per il lavoro, che ci auguriamo possa essere la cabina di regia per programmare la crescita e lo sviluppo del tessuto economico”.


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