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Torneo Cavalleresco, l’attore Manu Latini è l’Abate di Farfa

SERVIGLIANO - Rievocazione nel vivo, gli animi dei rioni si scaldano con le cene propiziatorie
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Manu Latini

Il 53esimo Torneo Cavalleresco è pronto a vivere gli eventi clou. Nei singoli Rioni si stanno consumando le attese cene propiziatorie: dame, consoli e cavalieri sono i veri protagonisti. Nelle contrade ci sarà massima attenzione in fatto di disposizioni anti covid: in ogni ambiente e per ogni iniziativa è richiesto il green pass.

Venerdì 20 agosto, spazio alla rievocazione storica curata fin nei minimi dettagli dal regista Gianluca Viozzi. Una delle novità è data dal fatto che per la prima volta sarà l’attore Manu Latini a leggere l’antica pergamena del 1450 che dà origine alla manifestazione. Latini, reduce da un decennio di successi a teatro, vestirà i panni dell’Abate di Farfa.

“Sono entusiasta, contento del ruolo affidatomi dal regista Viozzi e dall’Ente Torneo. Ringrazio per questa opportunità. Per me, un onore. Il legame con Servigliano è fortissimo: dopo tanti anni a Roma, ho deciso di tornare a vivere a Servigliano, in piazza, il cuore pulsante, proprio per l’attaccamento verso il mio paese”. Così Latini spiega il motivo che l’ha spinto a fare l’attore: “Avevo dentro un fuoco che bruciava e la mia fortuna è stata quella di essere riuscito a sentirlo, poi quella di coltivarlo. Ho iniziato nei villaggi turistici continuando all’Accademia di Arte Drammatica, dove mi sono preparato con un percorso di studi. Subito dopo ho iniziato a lavorare a Roma, per poi tornare a Servigliano, iniziando a creare una mia realtà”. Il lockdown è stato difficile: “Sinceramente l’ho vissuto male. La vita mi è cambiata in pochi giorni, all’improvviso si è interrotto tutto. Ci sono stati momenti parecchio difficili, di sconforto, ma quando uno cerca sempre di fare e di dare il meglio, non si riparte mai da zero, è come se tutto si mettesse in pausa ma poi ripartisse da quell’esatto istante. Tutto questo ci ha cambiati, come lavoratori, artisti, come persone, ci ha aiutati a capire cosa vogliamo e cosa no. Forse quando arriverà la tanto sognata normalità ci ritroveremo in un mondo migliore, più maturo, più grato”. Due anni fa, lo stesso Manu Latini venne chiamato a raccontare il momento storico del Torneo Cavalleresco, ovvero la cessione della piana di San Gualtiero, come fosse un musical… “Ricordo quel momento come fosse oggi. L’emozione è sempre grande, qualsiasi cosa faccia… Il giorno in cui l’emozione non ci sarà più significherà che sto sbagliando qualcosa. Tutto nella vita deve emozionarti e darti quel pizzico di tensione capace di farti migliorare e di non farti mollare mai. Certo, il progetto di due anni fa se parliamo di difficoltà aveva l’asticella un po’ più alta, considerando che bisognava creare tutto da zero e coordinare oltretutto tante persone. Stavolta mi dedicherò più a me, da settimane sto valutando ogni aspetto della pergamena del 1450. Il Torneo Cavalleresco per chi è cresciuto a Servigliano ti entra nel sangue. Ecco perché per me sarà un onore, venerdì sera, indossare le vesti dell’Abate di Farfa. Mi auguro di suscitare emozioni e di essere all’altezza dei miei predecessori”.


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