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Salviamo i borghi: un patrimonio da tutelare e mettere a frutto

Tra gli obiettivi che l’Italia dovrebbe avere pensando ad una ripresa, spero ci sia il recupero dei piccoli centri storici. Un museo a cielo aperto, tesoro che tutto il mondo ci invidia, tanto che rischiamo di diventare terra di conquista straniera. E’ d’obbligo un appello ai politici: alzate lo sguardo, difendete le radici e progettate il futuro!
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di Nunzia Eleuteri

In una nuova forma di schiavitù del nostro secolo, sono sempre più rari i momenti di tranquillità e riflessione che riusciamo a ricavarci. Presi dalla continua lotta per la sopravvivenza (intesa oggi sotto i diversi punti di vista che abbracciano la salute come il lavoro) dimentichiamo troppo spesso di alzare lo sguardo e godere della bellezza che ci circonda. Quella bellezza di cui la nostra Italia è particolarmente ricca e di cui sottovalutiamo il valore. Basta fare una passeggiata in un qualsiasi paesino per restare sorpresi: c’è sempre un motivo per tornare a casa soddisfatti. E, purtroppo, anche amareggiati perché ci si rende conto di come un tesoro resti praticamente nascosto e infruttifero.

Mi sono trovata, quasi per caso, a girare tra le colline fermane, incantata da un panorama che conosco bene ma che ogni volta mi sembra nuovo, tanto è incantevole. Così passando per Ponzano di Fermo, ha catturato la mia attenzione lo storico castello medievale con una vista mozzafiato. Ancor più suggestivo è il panorama a 360° del Belvedere di Monte Giberto dalla cui terrazza, sulla cinta muraria anch’essa medievale, si ammirano i Monti Sibillini come il nostro mare adriatico e la curata campagna fermana.

Il castello merlato di Monsampietro Morico

Ma la bellezza non finisce qui. Uscendo da Ponzano, non si può non restare colpiti dalla chiesa romanica di S.Maria Matris Domini (oggi Chiesa di San Marco) purtroppo ancora puntellata dopo il sisma del 2016. Così come risulta puntellato l’ingresso del vicino castello merlato di Monsampietro Morico risalente all’anno 1000, altra chicca dei borghi fermani…

Ma la bellezza non è solo in superficie. A Montottone ho avuto la fortuna di incontrare il sindaco che, nonostante gli impegni, non ha esitato a farmi da guida mostrandomi un tesoro sotterraneo. Triste dirlo ma, per la prima volta, ho potuto visitare la cisterna medievale di Santa Maria Ausiliatrice, profonda 15 metri, sviluppata su due piani interamente restaurati. Un vero esempio di ingegneria idraulica che, visto il ricorrente problema di siccità dovremmo “copiare”. In tutto ciò, non sono certamente da relegare in secondo piano le opere artistiche di cui questi paesini sono ricchi spaziando, nel caso fermano, da Pagani a Crivelli senza dimenticare, sempre a Montottone, l’arte della ceramica. Tutte realtà che l’associazione Marca Fermana tenta di promuovere ogni anno, lottando per reperire fondi che invece, per questi obiettivi, sarebbe opportuno arrivassero a iosa.

Parte della cisterna medievale di Montottone

Peccato per me aver avuto poco tempo. Avrei voluto raggiungere altri piccoli centri storici, e mi sono ripromessa di farlo quanto prima, ma da questa breve passeggiata è riemersa l’esigenza di fare un appello: mettiamo a frutto la ricchezza che abbiamo e che gli stranieri ci invidiano!

A proposito di stranieri, proprio a Montottone, ne ho visti numerosi. Pensavo di trovare un paesino deserto vista la popolazione di appena 890 abitanti, invece la sua vivacità mi ha stupito: bimbi che giocavano nella piazzetta, anziani seduti sulle panchine a godere il fresco del tramonto, una pizzeria già piena alle 19. Ma appunto, quasi solo stranieri.

E c’è anche un’altra faccia della medaglia. Tutti questi paesi sono accomunati dal proliferare di cartelli “vendesi” appesi sui portoni delle case nei centri storici. Quei centri che sembrano cartoline di presepi di Natale e che potrebbero essere certamente recuperati. Non è possibile che non si trovi il modo di ridare vita a questi nostri tesori. Chissà se tra i tanti fondi che stiamo aspettando e su cui speriamo, riusciremo a destinarne un po’ a progetti di ripresa dei borghi?! Non sprechiamo occasioni. Chi è del mestiere si muova! A buon intenditor…

Il castello di Ponzano di Fermo

Vista dal castello di Ponzano di Fermo

Chiesa romanica S.Maria Matris Domini (oggi Chiesa di San Marco) a Ponzano di Fermo

Panorama dal Belvedere sulla cinta muraria medievale di Monte Giberto

Cisterna medievale di Santa Maria Ausiliatrice a Montottone profonda 15 metri, sviluppata su due piani

 


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