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Ciclabile e non solo, lo sfogo del presidente Catalini: “Deluso dal secondo mandato Loira”

PORTO SAN GIORGIO - Corsia ciclabile e non solo, piovono critiche sull'operato dell'Amministrazione Loira dal Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Catalini. "Resto nella coalizione fino alla fine ma il secondo mandato mi ha deluso. Non ci sono i presupposti per riproporre tra un anno questa esperienza".
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di Sandro Renzi

L’accelerazione impressa dalla giunta Loira al progetto per la corsia ciclabile sul lungomare Gramsci è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso e perdere la pazienza alla componente civica della maggioranza. Via Valerio Vesprini, che con le sue dimissioni ha dato una spallata all’esecutivo di centrosinistra, a lottare al suo interno è rimasto il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Catalini, deluso per alcune scelte fatte dal sindaco e dai suoi assessori e sempre più critico verso questa esperienza amministrativa.

Che giudizio si è fatto del secondo mandato Loira?

“Non ne vado fiero –spiega Catalini- ci sono stati e ci sono ancora troppi motivi di incomprensione che ci mettono in contrasto più sui metodi che sugli obiettivi strategici”

Qualche esempio?

“Mi riferisco alla corsia ciclabile, per dirne uno, chi non è d’accordo per dotare la città di una corsia o di una pista ciclabile? Anzi, sono tra quelli che vorrebbero piste anche a pettine per collegare le vie del centro al mare. Ma al contempo sono realista e prendo atto della complessità del contesto urbanistico in cui dobbiamo operare. Ripeto, tutti siamo favorevoli alla ciclabile, però dobbiamo prima vedere quali effetti produrrà sul sistema della nostra viabilità”.

Cosa suggerisce quindi?

“Non era necessario accelerare subito sulla sua realizzazione. Si poteva e si può effettuare prima una sperimentazione delle modifiche che andranno apportate e testarne sul campo gli effetti al traffico della città. Istituire un senso unico nord-sud sul lungomare comporta delle conseguenze importanti. Pensiamo ai turisti che uscendo dal casello dell’A14 si troveranno a dover transitare su via XX Settembre o ad intasare la statale Adriatica per raggiungere le strutture alberghiere. A nord intanto ci troveremo senza sbocchi. Insomma bisogna soppesare pro e contro prima di decidere”.

Contesta allora il metodo e non l’obiettivo?

“Certo -prosegue il Presidente del Consiglio comunale- perché invece non pensiamo di lavorare subito per la pista ciclabile e trovare le risorse da chi spinge per la Ciclovia Adriatica? Con la corsia perderemo tra i 100 ed i 200 posti auto sul lungomare, sarà il caso allora di fare un passaggio anche con le categorie? Mi riferisco in primis ai balneari. Il rischio insomma è di fare un flop di cui ne pagheremo le conseguenze anche nelle urne elettorali”.

Eppure c’è una fetta di popolazione che la corsia la vuole.

“C’è anche un comitato che spinge per averla e gli va riconosciuto il merito di aver tenuto alta l’attenzione su questo argomento. Tuttavia, come già detto, bisogna fare prima i conti con la realtà e con chi è costretto a muoversi in auto. Sono quasi certo che tante persone favorevoli alla corsia ciclabile si lamenteranno poi delle modifiche alla viabilità. A Porto San Giorgio abbiamo tre direttrici principali, anzi due e mezzo: lungomare, statale Adriatica e via XX Settembre. Se il lungomare lavorerà a metà con l’istituzione del senso unico tutto l’anno va da sé che gran parte del traffico finirà per intasare via XX Settembre e viale Cavallotti, per non parlare della statale che è già soffocata normalmente dal traffico soprattutto d’estate”.

Pare di capire insomma che ai civici non vada proprio giù il progetto varato dalla giunta Loira.

“Non perdiamo tempo con la corsia ciclabile, con il rischio peraltro di vederla subito cancellata se andranno altri ad amministrare la città, e concentriamoci subito sulla pista che deve essere realizzata come prevede il piano di spiaggia”.

C’è però dell’altro che alimenta le critiche all’operato dell’esecutivo?

“Anche su Piazza Mentana non ci piace il metodo seguito. Sono state prese decisioni prima che ne sapessimo qualcosa. Vogliamo poi parlare della mozione sul 5G? Nulla di fatto. Non c’è lo spirito di condivisione che aveva contraddistinto il primo mandato Loira quando eravamo riusciti a far risorgere la città dopo Agostini ed un complesso periodo di commissariamento del Comune. Pensiamo a Piazza Bambinopoli, alla ciclabile di viale Cavallotti o alla riqualificazione di Piazza Matteotti. Opere che possono piacere o non piacere ma hanno lasciato un segno. Oggi viale Cavallotti è forse la zona più frequentata dai cittadini. Sia ben chiaro,  comunque, perplessità e critiche le ho sempre esplicitate in maggioranza”.

Qualcosa è cambiato allora in questi ultimi anni?

“Sì, non si condividono più le scelte e terminato questo lustro non potremo certo vantarci di quanto fatto. Il gruppo di cinque anni fa non c’è più”.

Parole dure che lasciano intendere forse un suo addio prematuro alla coalizione? 

“La giunta è ormai monocolore dopo l’uscita di Vesprini, personalmente resterò in questa maggioranza fino alla fine del mandato. Cosa accadrà poi? Sinceramente non lo so, i cittadini si lamentano, e le condizioni per riproporre l’esperienza del secondo mandato non ci sono più”.

 

 


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