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“Cibo come cultura”: nuovo appuntamento alla biblioteca comunale di Petritoli

PETRITOLI - "Ad ogni incontro - spiega la De Carolis -  sono presenti tre produttori del nostro territorio di cui uno del nostro paese alfine di mettere a confronto esperienze e ricerche svolte nei vari settori produttivi di competenza
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“L’idea di questo ciclo di eventi, legati ai prodotti della terra, nasce con l’intento di voler diffondere la cultura del cibo trasformato dal lavoro dell’uomo in relazione alle sue tradizioni , conoscenze e stili di vita”. Così la presidente del Comitato Biblioteca di Petritoli Daniela De Carolis presenta il quarto evento di una rassegna di grande successo in programma oggi, domenica 5 settembre,  a partire dalle 19.

“Ad ogni incontro – spiega la De Carolis –  sono presenti tre produttori del nostro territorio di cui uno del nostro paese alfine di mettere a confronto esperienze e ricerche svolte nei vari settori produttivi di competenza. Dai loro racconti si scopre un mondo di passione, conoscenza e tradizioni che possono offrire quel valore aggiunto di cui parlava il professor Montanari per creare un prodotto finale buono e sano, sintesi unica e pregiata , come la cultura dei nostri territori suggerisce. I precedenti eventi sono stati dedicati al vino, all’olio, al pane(grano) i tre simboli per eccellenza della produzione e commercio dei popoli che si affacciavano sul Mar Mediterraneo( Mare Nostrum) Il prossimo incontro sarà dedicato alla pesca della Valle dell’Aso, prodotto d’eccellenza del quale attraverso esperti e produttori esamineremo la situazione attuale produttiva mettendo i risalto i punti di criticità e i punti di forza. Cosa vogliamo intendere per “Cibo come Cultura”. Cuocere il pane, conservare la frutta, apparecchiare la tavola, ogni atto legato al cibo porta con sé una storia ed esprime una cultura complessa”. Con queste parole tratte dalla quarta di copertina, Massimo Montanari ci parla nel libro “ Il Cibo come cultura”. Lo scopo dei nostri incontri è quello di evidenziare il rapporto esistente tra cibo e natura e si pone il problema di come l’uomo sia l’unico animale in natura che non consuma il cibo come gli si presenta davanti in natura, ma al contrario lo modifica , lo trasforma a seconda delle sue esigenze, delle sue preferenze, della sua identità. Ecco che allora il cibo da elemento della natura diventa elemento della cultura in quanto inventa e trasforma il mondo. Un piatto di spaghetti al pomodoro non è solo un cibo, ma è il simbolo dell’identità culturale di un paese. E’ l’unione tra la tecnologia produttiva di un alimento nata nella Sicilia Araba unita ad un prodotto americano importato in Europa dai conquistadores spagnoli, “ Il cibo è cultura quando si prepara perché una volta acquisiti i prodotti base della sua alimentazione l’uomo li trasforma mediante la sua tecnologia. Il cibo è cultura quando si consuma perché l’uomo sceglie con criteri legati sia alla dimensione nutrizionale, sia ai valori simbolici”.

 


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