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Biodigestore: il ‘no’ della Valdaso arriva in Europa, presentato un ricorso al Tar

VALDASO - Il tema è stato affrontato ieri, alle 16, presso la sala consiliare di Ortezzano, co Sandro Bisonni, ex Consigliere regionale, Maria Rosa Conti, consigliere comunale di Pesaro e responsabile della Provincia di Pesaro-Urbino per Europa Verde e, in collegamento da Bruxelles, Eleonora Evi, europarlamentare
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di Serena Murri

“Biodigestore, la legge che ci tutela c’è”. A parlarne ieri, alle 16, presso la sala consiliare di Ortezzano, c’erano Sandro Bisonni, ex Consigliere regionale, Maria Rosa Conti, consigliere comunale di Pesaro e responsabile della Provincia di Pesaro-Urbino per Europa Verde e, in collegamento da Bruxelles, Eleonora Evi, europarlamentare. Da mesi 19 sindaci della Valdaso si battono, infatti, contro l’installazione di un Biodigestore in Valdaso.

Il sindaco Giusy Scendoni, ha così introdotto il dibattito: “Abbiamo voluto organizzare questo incontro su un tema che in Valdaso ci sta molto a cuore. Vogliamo far sentire il nostro no al Biodigestore in Valdaso anche in Europa. Per il progetto del Biodigestore, qui in Valdaso, abbiamo già fatto ricorso al Tar. Non vogliamo aspettare la pronuncia ma tentare tutte le strade per ribadire il nostro no”. Fra i sindaci presenti, vi erano anche il sindaco di Montelparo Screpanti e quello di Campofilone Cannella.

La consigliera comunale di Pesaro e responsabile di Europa Verde, Maria Rosa Conti ha portato l’esperienza della sua provincia: “Penso che il problema nelle Marche sia l’assenza pressoché totale della politica sul tema. I sindaci che hanno voluto fare ricorso, scelgono di stare dalla parte dei cittadini e del territorio, cosa che da noi non è avvenuto. Questa mancanza della politica e il ritardo sul piano politico dei rifiuti, ha comportato un buco nero nel quale il privato, con le finalità locali di utilizzare i finanziamenti europei, ha potuto proporre soluzioni per la gestione dei rifiuti non conformi al territorio marchigiano, con aree naturalistiche da proteggere e tutelare. Per questo motivo il problema deve essere portato a conoscenza dell’Europarlamento. Voi la vostra risposta l’avete data, noi nel nostro territorio no”.

In realtà una legge a tutela del territorio di impianti simili al Biodigestore che si vuole installare a Force, nel quartiere di San Salvatore, c’è già come ha ricordato Sandro Bisonni: “La legge regionale 18 febbraio 2020, di cui sono stato promotore nella scorsa legislatura, disciplina i biodigestori e dice esattamente il contrario di quello che sostengono le Ata in materia di compostaggio. La legge, disciplina e incentiva il compostaggio aerobico e ci fa capire la direzione che la Regione Marche vuole prendere, non sostiene la gestione anaerobica ma quella aerobica con la finalità di ridurre gli impatti sull’ambiente derivanti dalla gestione dei rifiuti urbani”.

Si è parlato anche dell’impatto ambientale degli impianti. “Invece -ha spiegato Bisonni- la finalità della legge è di ridurre l’impatto derivante dalla gestione degli impianti, favorendo impianti aerobici di compostaggio. Tra l’altro, il principio di prossimità, dice che i rifiuti andrebbero trattati quanto più vicino possibile a dove vengono prodotti. Quindi la legge, esorta i Comuni alla realizzazione di orti o giardini sociali per il compostaggio a chilometro zero, con tanto di sconti sulla tassa dei rifiuti. In pratica – ha precisato Bisonni – oltre ai fondi europei, la Regione mette a disposizione l’8% delle risorse previste per la gestione dei rifiuti, a questo scopo”.

“Le Ata che dovrebbero andare nella direzione di questa legge stimolando il compostaggio aerobico, invece vanno nella direzione opposta, quando una legge regionale che -ha aggiunto Bisonni- invita ad andare verso una direzione precisa del compostaggio aerobico con l’intento di ridurre gli impatti ambientali. Con l’organico siamo a 50 anni fa, con percentuali esigue di gestione di organico. Per questo serve il compostaggio che serve ad evitare il mega impianto. Invece Ata e province, vanno nella direzione opposta. Come sindaci siete nelle Ata – ha concluso Bisonni- sappiate che c’è già una legge che vi sostiene dal 2020, iniziate percorsi e progetti che la regione vi finanzierà e forse così riuscirete a ridimensionare chi ha intenzione di fare mega impianti”.

Da Bruxelles, Eleonora Evi ha presentato in questi giorni un’interrogazione urgente in Parlamento: “Strumenti per disegnare un mondo diverso, li abbiamo già. Mi ha sconvolta sapere della realizzazione di una rete d’impianto che sarebbe di 5 o 6 volte superiore al fabbisogno effettivo. É un elemento che fa drizzare le antenne. I freddi numeri ci dicono molto della realtà, il biodigestore produrrà 400 tonnellate all’anno di rifiuti mentre attualmente, se ne producono una settantina. Entro un mese avremo risposta all’interrogazione, per poi attivare un percorso di riflessione e di ripensamento che va attuato sul territorio”. In chiusura, Luigi Sciamanna, Presidente Associazione Tutela e Valorizzazione della Valdaso ha fatto sapere che lo scorso lunedì è stato presentato un altro ricorso al Tar del quale si avrà l’esito non prima di novembre.


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