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Ragazzina si allontana dal Fermano, i segugi della Polizia la trovano dalle ‘orme’ sui social: da Venezia alla Campania, due uomini in arresto

FERMANO - Storia a lieto fine grazie alla tenacia e alla professionalità dei poliziotti della Squadra Mobile e della Scientifica di Fermo. Ruolo importante, nel gioco di squadra, quello dei colleghi di Bolzano, Venezia e Caserta. La ragazzina ha potuto riabbracciare i suoi genitori e i due uomini che erano con lei sono stati arrestati
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di redazione CF

Una ragazzina si allontana da una Comunità per Minori del Fermano. La Polizia della Questura si mette sulle sue tracce. E alla fine la giovane può riabbracciare i suoi genitori. Questa, sì, è in sintesi l’operazione condotta dagli agenti della Squadra Mobile e della Scientifica della Questura di Fermo, un’operazione, fortunatamente a lieto fine. Ma nel mezzo c’è altro, molto altro. Sì perché in due mesi di indagini i poliziotti non hanno mai mollato le ricerche. Indagini complesse, che li hanno portati a visionare ore e ore di immagini di videosorveglianza, ma anche a ‘navigare’ virtualmente sui social in ‘borghese’ come pure materialmente, fisicamente, da Venezia alla Campania, nel Casertano per la precisione, dove la ragazzina è stata trovata con due uomini a cui le divise hanno anche trovato della droga. Insomma solo la tenacia, la professionalità e, perché no, anche il tatto degli agenti ha consentito di poter scrivere un lieto fine a una storia difficile da trattare, prima ancora che da risolvere.

LA SCOMPARSA

La Polizia di Stato, infatti, dopo un’intensa attività di indagine ha rintracciato, nella giornata di ieri, una minore scomparsa da oltre due mesi da una Comunità per Minori della provincia di Fermo.
Il 21 giugno scorso, una minore straniera proveniente dalla città di Bolzano si è, infatti, allontanata da una Comunità per Minorenni, facendo perdere le sue tracce.

“Fin dalla prima comunicazione della scomparsa, che avrebbe potuto anche essere non volontaria – spiegano proprio dalla Questura fermana – sono state immediatamente attivate le ricerche della giovane che era stata collocata presso la struttura dal Tribunale per i Minorenni di Bolzano circa due mesi prima”.

SCATTANO LE RICERCHE
Tempestivamente è stato attivato dalla Prefettura di Fermo il Piano di ricerca per le persone Scomparse e la Squadra Mobile di Fermo ha avviato una intensa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo per il reato di sottrazione di minorenni. In particolare sono state visionate le immagini dei sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, in prossimità della Comunità, delle strade adiacenti e delle stazioni ferroviarie del Fermano. Decine di ore di video di numerose telecamere analizzate meticolosamente dagli investigatori della Squadra Mobile fermana, controllando mezzi e persone in transito per tentare di rintracciare la ragazzina scomparsa nel nulla. Nelle ricerche ha collaborato anche la Squadra Mobile di Bolzano che ha svolto mirati accertamenti nei luoghi abitualmente frequentati dalla minore nel Comune altoatesino e raccolto informazioni dalle persone che la giovane frequentava prima di giungere a Fermo.

DALLA STRADA AI CONTATTI SUI SOCIAL

Considerato che la ragazzina non era in possesso di un cellulare con una scheda sim localizzabile, sono state effettuate ricerche finalizzate a verificare l’esistenza di eventuali profili in uso alla minore sui social network, fruibili tramite wi-fi liberi o in uso ad altri soggetti. Dalle incessanti ricerche effettuate è emersa l’esistenza di un profilo riconducibile alla minore e così, analizzando le sue amicizie e i suoi contatti, sono stati individuati alcuni giovani sui quali si è concentrata l’attenzione degli investigatori. Sono state quindi svolte indagini tecniche per individuare gli utilizzatori di tali profili. Dopo tali riscontri, sono stati avviati contatti tramite conversazioni sui social con la minore accertando così che uno degli account era effettivamente utilizzato da lei stessa. In particolare gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti ad instaurare con la giovane una conversazione con lo scopo di convincerla a fornire maggiori informazioni su di lei e sul luogo in cui si trovava, per risalire alla sua utenza cellulare purtroppo con esito negativo in quanto la giovane, ad un certo punto, ha inviato una ‘nota audio’ interrompendo la conversazione. A quel punto non era più possibile avere contatti con la ragazza, in quanto la stessa ha bloccato, volontariamente o costretta, il profilo utilizzato dagli investigatori rendendo il suo account invisibile e inaccessibile.

LA POLIZIA A VENEZIA
Gli investigatori fermani, quindi, hanno concentrato la loro attenzione sulle fotografie e i video pubblicati dalla giovane ma anche sui contatti che intratteneva con altre persone. Da una meticolosa attività di indagine condotta anche con gli specialisti della Polizia Scientifica è stato possibile risalire al fatto che la minore si era trasferita a Venezia; pertanto sono state svolte attività di indagine finalizzate ad individuare il luogo preciso in cui la ragazzina si trovava. Dopo aver individuato l’abitazione e le persone che la ospitavano la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo ha emesso decreti di perquisizione personale e locale presso le abitazioni di tali soggetti. Con l’ausilio della Squadra Mobile di Venezia i poliziotti fermani hanno effettuato le perquisizioni delegate ed accertato che la giovane aveva da pochi giorni lasciato la città lagunare in compagnia di due uomini sconosciuti e si era diretta verso una destinazione ignota.

DAL VENETO A CASERTA
“Gli investigatori hanno continuato a monitorare i social network utilizzati dalla minore ed è emerso che – spiegano dalla Polizia di Stato di Fermo – si era trasferita o era stata portata in Campania. Analizzando i cosiddetti ‘followers’, gli investigatori fermani sono giunti alla conclusione che potesse trovarsi in provincia di Caserta. I poliziotti, anche questa volta, sono riusciti ad instaurare una conversazione con la minore fingendo di essere suoi coetanei, apprendendo, in tal modo, che la stessa si trovava in una condizione di difficoltà e di pericolo in quanto i soggetti con i quali si accompagnava potevano essere in possesso di armi.
A quel punto è stata richiesta la collaborazione della Squadra Mobile di Caserta che, al fine di rintracciare la giovane, sulla base delle informazioni ricevute dalla Questura di Fermo, è riuscita ad individuare l’area del Comune nel quale la ragazza era trattenuta. Gli investigatori di Caserta hanno predisposto un serrato servizio di osservazione che ha consentito di individuare la giovane mentre viaggiava a bordo di un’auto in compagnia di due uomini, rivelatisi suoi connazionali”.

LA POLIZIA FERMA UN’AUTO: A BORDO C’E’ LA RAGAZZINA

“Fermato il veicolo e sottoposto a controllo, gli operatori della Squadra Mobile campana hanno proceduto a effettuare perquisizioni domiciliari presso lo stabile nel quale vivono i due soggetti insieme alla giovane scomparsa e ad altri connazionali. L’attività di ricerca – l’epilogo della vicenda raccontato dalla Questura fermana – ha portato, tra l’altro, al rinvenimento di oltre 320 grammi di marijuana, detenuta certamente dai due uomini in questione ai fini di spaccio. Il ritrovamento della droga ha determinato l’arresto dei due soggetti che erano in auto con la minore. La ragazza, come disposto dall’autorità giudiziaria minorile bolzanina, è stata dapprima collocata per poche ore presso una casa famiglia per poi, nella stessa sera, affidata ai propri genitori che avevano raggiunto Caserta”.

Un’attività di indagine incessante e complessa, condotta e portata a termine grazie ad un esemplare gioco di squadra nel quale gli investigatori fermani hanno profuso e dimostrato ancora una volta la loro elevata professionalità e tenacia. Attività investigativa senza sosta durata quasi due mesi con l’imprescindibile e preziosa collaborazione delle Squadre Mobili di Bolzano, Venezia e Caserta ma che ha ulteriormente evidenziato che la sinergia operativa tra gli Uffici della Polizia di Stato del territorio nazionale è in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati.
“Quello che forse all’inizio della vicenda è stato un allontanamento volontario –  concludono dalla Polizia di Stato – si era trasformato in una situazione di pericolo per la giovane, dal desiderio di libertà alla negazione della stessa. La passione ed il cuore dei poliziotti fermani e dei colleghi delle altre Questure interessate ha consentito di riunire la minore scomparsa ai suoi genitori”.


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