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Monti Mare, Lucentini e il sistema sanitario suonano la carica: “La prima emergenza è il collegamento viario”

AMANDOLA - Il consigliere Marinangeli ha assicurato che il progetto è argomento della maggioranza regionale. Da Bertolaso l'appello a sistemare la viabilità lungo la Salaria
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di Andrea Braconi

“Bellissima iniziativa, ma se non facciamo le strutture e le infrastrutture non serve assolutamente a niente”. A Mauro Lucentini la chiarezza non difetta mai. Nel giorno del taglio del nastro del presidio integrato Croce Azzurra dei Sibillini – Soccorso Alpino, l’onorevole leghista ha manifestato in maniera inequivocabile il proprio pensiero sulla cosiddetta Monti Mare. “Questi sono territori che hanno un potenziale enorme. Ma se noi non ce la mettiamo tutta e ci fermiamo sulla costa, dimentichiamo l’entroterra. E non possiamo permettercelo”.

Un invito, il suo, immediatamente raccolto dal consigliere regionale e collega di partito Marco Marinangeli. “Lucentini ci ha sollecitato sulle esigenze del territorio. Noi non promettiamo nulla, ma vi assicuriamo che la Monti Mare è sul tavolo ed è argomento di questa maggioranza regionale”.

Per un professionista esperto come Flavio Paride Postacchini, direttore della Centrale operativa 118, la prima emergenza è il collegamento viario con la costa. “Lavoro su due province e vi posso assicurare che Ascoli come tutte le altre ha una spina dorsale di viabilità che trasforma i servizi. Perché avere un infarto ad Acquasanta è meglio che averlo a Montappone o Servigliano: nel primo caso in un quarto d’ora sei in Emodinamica a Ascoli, nel secondo no. E il tempo di percorrenza fa veramente la differenza. Per questo, e non solo, abbiamo bisogno di metterci alla pari con tutte le altre province”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Guido Bertolaso, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione del presidio. “Amandola è un po’ la metafora dell’Italia. Ieri ero a Milano per organizzare la somministrazione della terza dose di vaccino che partirà alla fine di questo mese e per rientrare nelle Marche, tra cantieri e mancate segnalazioni, ci ho messo oltre 8 ore. Ma penso anche ai collegamenti da Roma verso queste zone: con tutti quei semafori installati dopo il sisma la Salaria è una via Crucis. Ma quanto ci vuole per ripristinare un doppio senso in un tratto di 100 metri? I problemi di una piccola comunità sono i problemi di una piccola provincia e di una regione che è stata importante per la Protezione Civile. Qui, però, manca la voglia di essere presenti sul pezzo”.


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