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Addio al maestro Giuseppe Olivieri Pennesi, anima della Croce Azzurra

SANT'ELPIDIO A MARE - Cordoglio nel comune elpidiense per il primo storico presidente della pubblica assistenza e insegnante elementare, la commozione dei militi della Croce azzurra
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Un protagonista della città, del mondo della scuola, del volontariato. Un generoso che ebbe l’intuizione e la tenacia per realizzare una realtà di pubblica assistenza diventata un pilastro. Se n’è andato stanotte, ad 85 anni, Giuseppe Olivieri Pennesi, per molti il maestro Peppe, come in tanti lo chiamavano affettuosamente, ricordando i trascorsi da insegnante elementare. Era malato da tempo e ricoverato a Villa Verde. Al suo fianco la moglie Livia con cui ha condiviso più di mezzo secolo di vita insieme.

Olivieri Pennesi è stato il primo storico presidente della Croce Azzurra, che ha contribuito a costituire, nel 1988, insieme ad un gruppo di soci fondatori, guidandola fino agli albori del terzo millennio. La chiamava sempre con affetto “la mia associazione”, a rimarcare un legame rimasto indelebile dopo oltre 30 anni di attività. Giuseppe è stato anche un punto di riferimento per la scuola elpidiense. Aveva insegnato per diversi anni al plesso del capoluogo, dove è rimasto poi fino al pensionamento dirigendone la segreteria.

Non si sono fatte attendere le reazioni, per una figura conosciutissima e stimata a Sant’Elpidio a Mare, a partire dal sindaco Alessio Terrenzi, che lo definisce “una colonna della comunità, che ha fatto del volontariato il suo scopo di vita. Ha dato corpo ad una realtà consolidata e riconosciuta. Mi piace pensare che nel 1988, quando fondò la Croce Azzurra, avesse in mente un sogno che ha dato speranza a tante persone. Non è stato solo un grande presidente, ma un uomo che ha dato il suo esempio concreto. La malattia ne ha rallentato il cammino ma non lo ha fermato, il suo esempio resta tra noi”.

Commozione anche da parte della Croce Azzurra, che promette: “Il suo ricordo rimarrà, a araccontarci l’amore per la vita, la forza di un uomo, la bontà del cuore, un cuore grande per gli ultimi della terra. La sua auto era l’auto di tutti, sempre carica di pacchi, sempre a disposizione per tutte le necessità. Lo troveremo sempre nel suo ufficio, tra le sue cose. Un Presidente ideale, uomo di grande buon senso, che cercava il dialogo, sapeva mediare, ma che alla fine prendeva le sue decisioni con coraggio e fermezza. Un Presidente che amava fare discorsi, punto di riferimento per tutti. Ciao Peppe, continua a guidarci”.


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