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Del Vecchio e Cencetti shock: “Da Lido Tre Archi un cancro che deve essere estirpato, siamo stanchi di essere la discarica di Fermo”

PORTO SAN GIORGIO - "Vogliamo parlare dei fossi a cielo aperto, come quello di Santa Petronilla, giusto per citarne uno? O quello di Vallescura? Oppure citare anche Ete Vivo? E' chiaro che Porto San Giorgio perde la bandiera blu e invece Fermo che fa?”
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“Che fa il sindaco di Fermo? Come sono stati utilizzati gli 8 milioni di euro che il Comune di Fermo ha ricevuto per migliorare la situazione di Lido Tre Archi, di cui 639.248 stanziati per la videosorveglianza? quali lavori sono stati fatti? In concreto, quali azioni sono state messe in campo per migliorare la ormai drammatica situazione?” Carlo Del Vecchio e Stefano Cencetti, rispettivamente capogruppo a Porto San Giorgio e segretario Udc, interrogano il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro sulla situazione del quartiere Lido Tre Archi. Gia il sindaco sangiorgese Nicola Loira aveva chiamato in causa il primo cittadino del Comune capoluogo dopo la violenta maxi rissa di sabato scorso. Secondo molti infatti, l’ultima parola spetta alle indagini delle forze dell’ordine, molti dei soggetti coinvolti arriverebbero proprio dal quartiere Tre Archi.

Stefano Cencetti

“Intendiamo ritornare sulla questione che ha scatenato la maxirissa di sabato notte sul lungomare sangiorgese, aggiustando il tiro – evidenziano Del Vecchio e Cencetti –  Dopo le dichiarazioni del sindaco Loira, che condivido e approvo, occorre superare le divisioni politiche, agendo con decisione per garantire la sicurezza dei nostri concittadini. E’ ben noto che il punto debole della costa sia Lido Tre Archi e che sia sempre di più un ricettacolo di personaggi che si rendono protagonisti di risse e di innumerevoli altri episodi di violenza e atti vandalici rendendo problematico, quanto non impossibile, anche solo fare una passeggiata o far uscire i propri figli la sera. Per non parlare dei danni che ne conseguono ai commercianti e alle varie attività, visto che da Lido Tre Archi arriva la maggior parte delle bande che infestano Porto San Giorgio. Parliamoci chiaro: abbiamo un cancro che deve essere estirpato. Allora torno a chiedermi, che fa il sindaco Calcinaro? Come ha utilizzato gli otto milioni ricevuti per la riqualificazione e la messa in sicurezza di quel lembo di territorio fermano?”

I due componenti dell’ UDC sangiorgese non usano mezze parole: “Siamo stanchi e stufi di essere la discarica di Fermo e non solo per le bande che arrivano da Tre Archi che minacciano la sicurezza di cittadini, commercianti, turisti, ma parlo anche in senso letterale. Vogliamo parlare dei fossi a cielo aperto, come quello di Santa Petronilla, giusto per citarne uno? O quello di Vallescura? Oppure citare anche Ete Vivo? E’ chiaro che porto San giorgio perde la bandiera blu….. A Porto San Giorgio, dal Teatro in giù sono stati attivati tutti i controlli, e invece Fermo che fa?”

“Ma tornando alla sicurezza. Sono solidale con le Forze dell’Ordine, che però hanno poche pattuglie per garantire i controlli necessari e con l’impegno sul territorio del Prefetto.. Occorre prendere presto provvedimenti decisi e di ampio respiro perché la sicurezza e la tranquillità dei cittadini non sono solo la mia battaglia primaria, che perseguirò sempre con maggior forza, ma un diritto di tutti e che sia la politica, che tutti gli organismi preposti, debbono prefiggersi con decisione. Occorre mettere in campo subito mezzi e iniziative idonee. Dalle telecamere alla sorveglianza, alla creazione ad esempio di una postazione di Polizia Ferroviaria. Le ferrovie hanno diversi locali vuoti. Utilizziamoli! E’ noto che la zona della Stazione sia un punto estremamente sensibile. Insomma attiviamo tutto quanto necessario per disincentivare una situazione che sta esplodendo. Prima che accada qualcosa di irreparabile. Concludo ricordando inoltre che la sicurezza è una esigenza tutto l’anno. No allora ai 30mila euro spesi per la Fi.Fa Security per la sorveglianza nei mesi estivi. Il turismo a Porto San Giorgio dura tutto l’anno e i residenti hanno diritto alla sicurezza 365 giorni l’anno”.

 


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