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“La Sibilla ha pianto per te”: il mondo della montagna si stringe nel ricordo di Mattia

MONTEFORTINO - Un gruppo di amici ha lanciato la proposta di installare una croce o  una pietra ricordo, nel punto della drammatica caduta a Montefortino. Una presenza indelebile che continua a vivere nei luoghi che Mattia amava e nei ricordi di coloro che hanno avuto la fortuna di condividere con lui la grande passione per la montagna
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di Paolo Paoletti

La grande famiglia della montagna piange Mattia, il 30enne di Fabriano morto ieri a seguito di una tragica caduta da oltre 100 metri, durante un’arrampicata a Pizzo Berro, nella gola dell’Infernaccio, nel territorio di Montefortino. 

Una notizia a cui nessuno voleva credere ma che poi, con il passare delle ore, si è trasformata purtroppo nella drammatica realtà. E proprio il mondo della montagna si è mobilitato in queste ore per ricordare la grande energia e passione per la natura di Mattia. Una celebrazione di un giovane amato e ben voluto da tutti e della sua grande passione.  

Centinaia i messaggi apparsi sui social dedicati al giovane 30enne fabrianese. I Sibillini erano la sua seconda casa. “Il giro di oggi lo dedico a te Mattia Orsi…la Sibilla ha pianto per te”  scrive un gruppo di appassionati di mountain bikeE ancora: “Abbiamo fatto tante belle camminate insieme, mi mancherai“; “Caro Mattia Orsi, nel leggere la notizia della tua morte..Mi si è stretto il cuore. Ero sempre affascinata dalle tue avventure, ricche di bellissimi momenti e posti meravigliosi. Attraverso le foto trasmettevi la tua spontaneità. Continua a trasmettere queste bellissime passioni che abbiamo entrambi anche da lassù..R.I.P“.

Proprio grazie ai social, da Facebook ad Instagram, fino ai vari gruppi dedicati alla montagna che lui chiama  ‘the queen, la regina’, Mattia era diventato un punto di riferimento molto apprezzato e allo stesso tempo un amico fidato,  con scambi di consigli, itinerari, foto di panorami mozzafiato e racconti di avventure in grado di conquistare anche chi non lo aveva mai conosciuto di persona.

Anche in questo caso sono stati molti i messaggi toccanti arrivati: “Ciao Mattia ci sono persone che non hai mai conosciuto dal vivo, ma con cui hai un rapporto social che dura da anni, al punto che ti sembra di conoscerle da sempre. Una persona eccezionale per la sua passione smodata per la montagna…a seguire bicicletta e fotografia. Un autentico vulcano. Questa notizia, oggi, mi ha lasciato un segno. Rimango così, incredulo, non so cosa dire. Se non…ciao”.

Ieri è morto Mattia; 30 anni aveva Mattia. Non lo conoscevo se non tramite social, ma ci seguivamo e ci scrivevamo da più di sei anni ormai. Mattia era un ragazzo meraviglioso, amante della natura, della fotografia, della montagna e della bici. Ho sempre pensato che prima o poi ci saremmo conosciuti, che sarei passato dalla sua amata Paterno a salutarlo, a vedere i “suoi” barbagianni e che gli avrei portato la mozzarella. Non sarà così. Mattia è morto. Se l’è preso la montagna, che tanto amava e rispettava e di cui si sentiva parte. Mattia è in debito con questa vita bastarda e io ho il petto che non riesce a contenere questo profondo senso di ingiustizia”.

E intanto un gruppo di amici ha lanciato la proposta di installare una croce o  una pietra ricordo, nel punto della drammatica caduta a Montefortino. Una presenza indelebile che continua a vivere nei luoghi che Mattia amava e nei ricordi di coloro che hanno avuto la fortuna di condividere con lui la grande passione per la montagna.

 

 

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