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Loira-commercianti, summit in Comune. “Contro la delinquenza non serve spegnere le nostre luci”

PORTO SAN GIORGIO - Incontro stamane in Comune tra il sindaco Nicola Loira ed una folta rappresentanza di operatori commerciali capitanati da Teresa Scriboni della Confcommercio. Sul tavolo l'ordinanza che potrebbe anticipare l'orario di chiusura dei pubblici esercizi. "Non spegnete le nostre luci" l'appello al primo cittadino.
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di Sandro Renzi

I commercianti fanno quadrato. “Non spegnate le nostre luci” è il grido quasi di dolore che si è alzato in queste ore, dopo aver appreso che tra i provvedimenti suggeriti per arginare i fenomeni di microcriminalità che hanno funestato i weekend sangiorgesi, c’è anche la chiusura anticipata delle loro attività. Ne hanno discusso questa mattina in un incontro al quale hanno preso parte il sindaco Loira oltre ad una folta rappresentanza di operatori capitanati da Teresa Scriboni della Confcommercio Marche centrali. Palpabile la tensione tra chi non intende cedere neanche un metro alla criminalità e non è disposto a dover subire le conseguenze di episodi, come risse ed atti vandalici, compiuti da altri.

Tra loro c’è Loris Falzolgher che insieme al fratello gestisce la pizzeria Cip e Ciop in viale Oberdan. “E’ sbagliato farci spegnere le luci –racconta- siamo noi infatti il primo presidio contro questi fenomeni. Ogni attività controlla i suoi spazi, se invece ci facessero chiudere alle 23, ad esempio, chi ci assicura che i nostri locali non subirebbero danni? Ci impediscono di lavorare per colpa di altri. A Lido Tre Archi non è stato mai fatto. Invece qui a Porto San Giorgio vogliono farci chiudere e paradossalmente si finisce sotto scacco della microcriminalità che la farebbe da padrone senza la nostra presenza come sentinelle”. Loris ricorda come anche sotto il periodo più duro della pandemia l’attività abbia continuato a fornire un servizio a domicilio. “Forse qualcuno dimentica che dietro ad una attività ci sono organizzazione, gestione del personale e famiglie da mantenere? Siamo qui per lavorare”.

Va giù duro anche Francesco Baldassarri del Puerto Banana. “Una sconfitta per le istituzioni ed un danno per gli esercenti” tuona “l’immagine della città è stata già compromessa e ci sono clienti che ci chiedono se e quando saremo aperti. Sono proprio curioso di vedere se controlleranno il rispetto dell’ordinanza, personalmente ritengo che chiudendo prima le attività si lasci spazio alla delinquenza. Spesso sono proprio i titolari dei locali i primi ad intervenire per riportare la calma come è successo a noi proprio due settimane fa, quando è scoppiata la rissa. Non vogliamo chiudere e non lo faremo. Nessuno ci toglie il diritto di lavorare dopo che abbiamo investito tante risorse”.  Sulla stessa linea pure Leonardo Fernandez del Calypso. “Siamo contrari e lo abbiamo detto al sindaco –spiega- non possiamo essere sotto scacco di 5 o 6 delinquenti minorenni. Chiudendo prima subiremo danni economici rilevanti. Ci vogliono invece più controlli estesi a tutto il territorio e non alle nostre attività che subiranno il dispositivo dell’ordinanza”.


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