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“I cittadini del Fermano non vogliono rassicurazioni fini a se stesse ma servizi sanitari in linea con le altre province”

SANITÀ - Il segretario regionale Cisl replica agli annunci dell'assessore regionale Saltamartini: "Gli operatori ed i professionisti, dopo 18 mesi di prima linea contro il Covid, vorrebbero poter lavorare con organizzazione, qualità e serenità, facendo i riposi quando toccano e vivere una loro vita fuori dall'ospedale"
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Giuseppe Donati

“Sempre mezze verità da parte della politica regionale vecchia e nuova, sulla sanità del Fermano. È cambiato il colore della Giunta ma il vizio di ‘non ammettere le cose come stanno’ resta sempre lo stesso”. E’ quanto mai dura la replica del segretario regionale della Cisl Giuseppe Donati alle parole dell’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini dopo l’incontro con i sindaci di giovedì sera.

“Caro Assessore – scrive Donati –  potrà forse illudere o ammansire i Sindaci ma non riuscirà a convincere operatori sanitari, cittadini e pazienti con le sue tesi del “non siete la cenerentola”. Certo, al Murri ci sono alcune eccellenze ma non dovrebbe, come purtroppo sta facendo in piena continuità con chi l’ha preceduta, svicolare davanti a numeri e dati di fatto. Non è assolutamente un attacco al suo lavoro, questo comunicato della CISL FP, semmai un richiamo al realismo dei fatti. Non siamo abituati a mandarle a dire ma siano sempre pronti al confronto. L’accesso alle cure del Servizio Sanitario Pubblico per i fermani è molto più difficile che per altri cittadini marchigiani. Perché?La spesa privata dei residenti in AV4 per le cure effettuate presso strutture private, negli ultimi anni è fortemente in crescita. I fermani non amano spendere i soldi a vanvera. Evidentemente non riescono a trovare adeguate risposte sanitarie nel Servizio Pubblico. In Area Vasta 4 mancano all’appello decine e decine di professionisti. Mancano medici, infermieri, OSS, Tecnici di Laboratorio, Tecnici della prevenzione, assistenti sanitarie. Addirittura rischiano la chiusura i Cup del territorio perché mancano pure gli Amministrativi. Attualmente, a vario titolo, ne mancano almeno 10 all’appello. Come crede, caro Assessore, vadano avanti i reparti, gli uffici e gli sportelli? Con il pilota automatico ? Vogliamo parlare della prevenzione di cui tanto ci si riempie la bocca? In AV4 ci sono pochi e stremati ispettori per migliaia di piccole, piccolissime aziende presenti sul territorio. Drammatico il numero di infortuni sul lavoro al cui contrasto deve fare fronte uno sparuto manipolo di ispettori dello Spsal. La matematica non mente mai. Il rapporto tra numero di residenti nel territorio fermano e numero di professionisti previsti dal piano di fabbisogno 2021, relega Area Vasta 4 in fondo alla classifica. Non ci vuole tanto, basta fare una divisione matematica. La spesa per il personale prevista per il 2021, nonostante la tragedia del Covid, è inferiore di 1 milione di euro rispetto a quella del P.F. 2019. Non ha senso”.

Donati aggiunge: “La sanità poi, egregio Assessore, non è solo quella dell’ospedale come c’insegna lei. L’area territoriale viene quasi mai considerata ma è quella di prossimità per il malato cronico ed anziano. Eppure, anche in questo, Fermo resta ultima. Il rapporto tra posti letto di residenze ,post acuzie, riabilitazione ed i residenti in AV4, rimane drammaticamente penalizzante. Vede Assessore, non serve nemmeno tirare fuori l’ormai scandalosa assenza di Emodinamica ( Fermo unica provincia delle Marche a non averla), della centrale 118 ( unica provincia a non averla), della carenza di medici al pronto soccorso, di cardiologi in Utic-Cardiologia, di una geriatria all’interno del Murri, ecc per dimostrare che le sue asserzioni di mercoledì sera davanti ai Sindaci, sono da considerarsi ” mezze verità”. L’altra metá della verità nuda e cruda, quella che non le ha fatto comodo dire, è che il famoso gap storico della sanità fermana rispetto agli altri territori delle Marche, è lungi dall’essere colmato. Per certo versi con il Covid s’è pure allargato. I cittadini del fermano non vogliono rassicurazioni fini a se stesse ma servizi sanitari ospedalieri e territoriali in linea con altre province, che per altro, hanno 3 o 4 ospedali pienamente attivi. Gli operatori ed i professionisti, dopo 18 mesi di prima linea contro il Covid, vorrebbero poter lavorare con organizzazione, qualità e serenità, facendo i riposi quando toccano e vivere una loro vita fuori dall’ospedale. Tutto questo sembra scontato ???? Mica tanto, visto, che grazie al personale che non viene assunto, in tantissimi, sono costretti a dare precedenza al lavoro piuttosto che a famiglia ed affetti. I turni vanno coperti e qualcuno deve rinunciare ai suoi diritti pur di non lasciare i malati senza assistenza. Normale tutto questo ? No, non è normale caro Assessore. Almeno ne prenda atto la prossima volta che verrá a parlare di sanitá a Fermo. Magari oltre ai Sindaci, ascolti pure quelli che nell’ospedale o sul territorio ci lavorano. Sicuramente avrà le idee più chiare, dopo”.

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