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“Ada Natali: donna, partigiana, parlamentare e prima sindaca d’Italia”, l’evento Spi Cgil al teatro dell’Aquila

FERMO - Al teatro dell'Aquila l'evento organizzato il primo ottobre scorso da Spi Cgil con la presentazione del libro dall’autore professor Giuseppe Fillich, responsabile provinciale per la formazione e la comunicazione dello stesso sindacato
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Al teatro dell’Aquila di Fermo il primo ottobre si è celebrato un grande e importante evento in onore e memoria di Ada Natali, donna, partigiana, parlamentare e prima sindaca d’Italia, organizzato dallo Spi Cgil  sindacato di memoria e di lotta per i diritti dei pensionati e dei lavoratori” con la presentazione del libro dell’autore, il professor Giuseppe Fillich, responsabile provinciale per la formazione e la comunicazione dello stesso sindacato, nonché storico, giornalista iscritto all’albo e già autore di libri sulla Resistenza nel Piceno.

“In questo teatro, tutti insieme, riviviamo – le parole di Paolo Filiaci, segretario generale provinciale  Spi Cgil nella sua toccante introduzione – le vicende personali e familiari della ‘maestra Ada’ che si scontrarono con quelle del fascismo generando un perenne conflitto di ideali culturali e politici. Uno scontro che provocò ad Ada umiliazioni, sofferenze e il confino. Comunista e cattolica praticante, lottò, insieme alla Cgil Camera del lavoro provinciale, per il superamento dei contratti mezzadrili nell’agricoltura e per i diritti e ‘l’umanizzazione’ del lavoro delle operaie e degli operai dei cappellifici del suo territorio, per i diritti delle donne, dal diritto al voto, al lavoro e ai diritti nel lavoro. Continuò, dunque, per tutta la sua lunga vita, nella sua missione di maestra, a diffondere gli ideali di emancipazione e di libertà. La vita di Ada Natali (ricordando una celebre frase di Sandro Pertini) è  ‘un esempio di onestà, di coerenza e di altruismo’ per i posteri, per i giovani e le generazioni future. Un esempio da far vivere quotidianamente nelle scuole, tra i giovani e nella società. Un doveroso grazie alla sua esistenza da parte dello Spi Cgil e a nome di tutti i cittadini fermani, marchigiani e nazionali, auspicando una maggiore presenza di donne nelle istituzioni anche nel nostro territorio provinciale. La maestra Ada, come amava farsi chiamare, aveva la  capacità di parlare un linguaggio semplice e comprensibile a tutti; capacità affinata nell’insegnare a persone umili e poco scolarizzate. Imparare a comunicare nelle modalità indicate e rese operative da Ada Natali, con un linguaggio chiaro, semplice e comprensibile a tutti è sinonimo di piena comprensione, democrazia e libertà. Nonostante le difficoltà personali e dell’epoca riuscì a laurearsi in Giurisprudenza”. Alle parole di Filiaci è seguito l’intervento di Gilberto Caraceni, sindaco di Massa Fermana, città natale di Ada Natali.

“La grande e appassionata partecipazione al grande evento in uno dei più grandi e prestigiosi teatri d’Italia – continua Filiaci – è dovuta anche alla partecipazione di autorevoli rappresentati delle istituzioni. In videoconferenza il presidente della Camera, l’onorevole Fico. In presenza, il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, Sua Eccellenza il Prefetto di Fermo,  Filippi, il senatore Verducci, il consigliere provinciale Malvatani per la Provincia di Fermo, il presidente Anpi Scipioni, il segretario generale Marche, Cerri, Micheleic per la Cgil Fermo, la professoressa Corradini. Poi è stato presentato il libro dall’autore, il professor Giuseppe Fillich, l’intervento di Barbaresi, segretaria generale Cgil Marche. Sono seguite le testimonianze di Maurici, nipote di Ada, Serafini conoscente e amica di Ada, Persechini, conoscente di Ada. E, soprattutto alla presenza per le conclusioni di Pedretti, segretario Spi Cgil nazionale (del più grande sindacato italiano dei pensionati con tre milioni di iscritti) che ha rimarcato come la vita di Ada Natali è un esempio di onestà, di coerenza e di altruismo per i posteri, per i giovani e le generazioni future.  Inoltre ha anche parlato della necessità di riformarsi per meglio fronteggiare il mondo del lavoro che è cambiato, soprattutto a favore dei giovani e dei disoccupati (ricordando che le pensioni vengono pagate dai lavoratori) istituendo la pensione di garanzia per i giovani attraverso la copertura con contributi figurativi dei periodi di discontinuità nel lavoro per i lavoratori precari, riconoscendo il lavoro di cura ai fini pensionistici e, infine, un richiamo al Governo a stanziare più risorse finanziare per la non autosufficienza”.

(articolo promo-redazionale) 

 

                                                               


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