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L’associazione quartiere Faleriense a fine mandato:”A dicembre cambierà il direttivo, ma la festa tornerà”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il presidente Tiziano Giosuè:"A dicembre decade il direttivo, non mi ricandido ma resterò per aiutare. La Faleriense in festa impossibile con la pandemia, c'è tanta voglia di tornare nel 2022"
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Terminerà a fine anno il suo mandato, il direttivo dell’associazione quartiere Faleriense. Un periodo fortemente segnato dal Covid che ha impedito lo svolgimento delle iniziative che l’associazione organizzava nella zona sud della città, a partire dalla Faleriense in festa, uno degli appuntamenti più longevi di Porto Sant’Elpidio.

Ultimi mesi di lavoro per il presidente Tiziano Giosuè ed il suo staff. Non verrà meno l’impegno per il quartiere, ma assicura Giosué, “non mi ricandiderò alla presidenza, pur rimanendo come socio, garantendo come sempre il mio impegno, per portare avanti quanto realizzato negli anni passati. Lasciamo un’associazione ben organizzata, con uno statuto chiaro, tanti collaboratori. Non toccherà a me decidere ma sono certo che chi verrà dopo manterrà l’impegno ad organizzare di nuovo la Faleriense in festa, in collaborazione con la parrocchia, dopo due anni in cui non è stato possibile farla”.

E quello della festa è un aspetto che Giosuè, come anche il segretario Marco Ballatore e Gioia Giandomenico, presidente del sodalizio di commercianti Faleria Enjoy, tengono a puntualizzare. “Abbiamo sentito delle critiche fuori luogo – nota il presidente – non fare la festa non è stata una scelta, ma una presa d’atto. Non c’erano assolutamente le condizioni, viste le limitazioni vigenti, per organizzare il ballo, nè la degustazione di maccheroncini, nè soprattutto il concerto. La nostra manifestazione non ha mai proposto spettacoli da 100 persone, è un format diverso e non era possibile proporla in questi due anni”. Giandomenico aggiunge che “con una pandemia che ha pesantemente penalizzato i commercianti, andare a chiedere soldi per le sponsorizzazioni sarebbe stato a mio avviso inopportuno, come anche organizzare una sagra che poteva penalizzare i ristoranti. Noi non facciamo parte della festa, ma se ce lo chiedono siamo sempre pronti ad aiutare”.

Giosuè ricorda di aver preso in mano la festa di quartiere e “pensiamo di averla portata ad un livello alto. Gli stand gastronomici sono gestiti con grande attenzione, nonostante la grande affluenza da noi non si sono mai superati i 20 minuti di attesa massima, diversamente da quanto accade in tante altre sagre. Per allestire questa festa ci vuole un equipe di 80 persone e per ogni aspetto c’è un professionista del settore a garantire che tutto sia preparato al meglio. C’è tanto lavoro dietro ed appena si potrà, c’è senza dubbio l’intenzione di tornare a proporre questo appuntamento a cui la cittadinanza è molto legata, non vogliamo disperdere questo patrimonio”.

Per il futuro, si aprono le porte “alla collaborazione di tutti. Non c’è bisogno di costituire un’altra associazione o un comitato per organizzare la festa, in passato ci sono stati tentativi in questo senso, ma alla fine, se non ci fossimo messi in gioco noi come associazione di quartiere, l’evento rischiava di saltare”.

 


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