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Obbligo di Green pass a lavoro:
“Ecco cosa cambia tra una settimana”

DAI CONTROLLI alle sanzioni, le linee guida spiegate in un incontro di Confartigianato. I suggerimenti alle aziende di Pierluigi Rausei, dirigente Ispettorato nazionale del Lavoro
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Pierluigi Rausei (a destra) durante l’incontro di oggi pomeriggio

di Mauro Giustozzi

Non importa quella che sarà la quantità dei controlli a campione eseguiti agli ingressi delle aziende ma se vengono adottate le procedure previste e incaricato come da normativa i verificatori del Green Pass. Chi si presenta privo della carta verde non può essere fatto accedere in nessun modo alle strutture. Ad una settimana dall’obbligo del Green pass per tutti i lavoratori Confartigianato ha organizzato un incontro informativo sul tema del Green Pass e il sistema sanzionatorio, dedicato a imprese e lavoratori. Appuntamento al quale è intervenuto Pierluigi Rausei, dirigente Ispettorato nazionale del Lavoro, ed è stata l’occasione per approfondire tutti gli aspetti e le implicazioni dell’obbligo della certificazione verde in vigore a partire dal prossimo 15 ottobre.

All’iniziativa, sia in presenza che online con oltre 200 partecipanti, sono intervenuti anche Enzo Mengoni, presidente interprovinciale Confartigianato che ha portato il saluto ai partecipanti, Giorgio Menichelli segretario generale Confartigianato e l’avvocato Enea Olimpi consulente dell’associazione che ha introdotto i passaggi che hanno portato all’adozione della carta verde obbligatoria anche nei luoghi di lavoro. «Il Dl 52/2021 di aprile ha visto l’adozione del Green pass in corso di validità che viene controllato attraverso l’applicazione apposita –ha ricordato l’avvocato Olimpi- e riguarda chi è stato vaccinato, chi ha ricevuto una sola dose di vaccinazione, chi ha il tampone molecolare o chi fa il test rapido e chi è guarito dal covid. E’ altrettanto evidente che la durata della carta verde cambia a seconda dei casi: è di 12 mesi per i vaccinati, di 6 mesi per chi è guarito dal covid, tamponi molecolari di 72 ore e test rapidi di 48 ore. Inizialmente questo strumento fece il suo esordio lo scorso agosto per poter accedere ad alcune strutture come ristoranti, musei, fiere, eventi sportivi. Successivamente a settembre ha riguardato tutto il personale scolastico e coloro che dall’esterno devono accedere negli istituti. E sempre in questo mese il governo ha deciso di estendere l’utilizzo del Green pass al lavoro privato, con l’obbligo di possederlo per poter accedere al proprio posto di lavoro. Il tutto nel pieno rispetto della privacy come sancito dal Garante».

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Al centro Giorgio Menichelli

Sono esclusi tutti quei luoghi di lavoro dove non c’è interazione con altre persone mentre coinvolge non solamente i lavoratori subordinati ma anche il mondo del volontariato e della formazione. Gli unici ad essere esenti sono quei soggetti che presentano un certificato medico sanitario che dovranno esibirlo per entrare in azienda. Obbligo del dipendente sarà quindi esibire la carta verde mentre sarà obbligo del datore di lavoro verificare che sia munito di certificazione. Ad entrare nel dettaglio di procedure e sanzioni è stato lo stesso Pierluigi Rausei. «Tutte le aziende sono obbligate dal 15 ottobre a controllare che chi entra abbia il Green pass –ha ribadito il dirigente Ispettorato nazionale del Lavoro- sia dipendenti che fornitori o collaboratori. Il titolare dell’attività deve entro il 14 ottobre realizzare e diffondere a tutti gli interessati una specifica procedura aziendale, la quale contiene e definisce le modalità operative per l’effettuazione delle verifiche, tenendo conto delle peculiarità della singola realtà aziendale, ma anche in ragione delle specifiche caratteristiche dell’organizzazione del lavoro, dei processi produttivi e dei layout aziendali, per cui le procedure possono essere differenziate anche in base ai flussi di ingresso in azienda. Designare e comunicare a tutti gli interessati i soggetti incaricati del controllo, gli unici autorizzati ad effettuare i controlli, detti anche ‘verificatori’».

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A sinistra Enea Olimpi

Le sanzioni a cui vanno incontro lavoratori e titolari sono abbastanza salate. Può accadere che un lavoratore si rechi comunque al lavoro in mancanza di valido Green Pass o che non lo esibisca o che anche ne sia in possesso, ma rifiuti di esibirlo. In tal caso se con controllo successivo viene accertato che il lavoratore non è in grado di esibire una certificazione verde in corso di validità, il lavoratore è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 600 a euro 1.500 che viene irrogata del Prefetto. La sanzione si raddoppia in caso di violazioni reiterate da 1.200 euro a 3.000 euro. Per i titolari di azienda, in caso di mancato rispetto della procedura, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 400 euro a 1.000 euro, che si raddoppiano in caso di violazioni reiterate da 800 euro a 2.000 euro.

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Al centro Enzo Mengoni

«Voglio dare indicazioni ad imprese e lavoratori su come dovranno essere effettuati i controlli agli ingressi –ha detto poi Pierluigi Rausei-. Innanzitutto invito le aziende a dotarsi di device aziendali e non usare quello proprio del titolare d’impresa. Poi dove fare i controlli: sempre ai tornelli di ingresso della struttura. Come fare il controllo: il parametro che consigliamo quello del 30% dei lavoratori, la stessa percentuale della Pa. Il che equivale ad 1 lavoratore su 3 a campione, non sempre gli stessi ovviamente nel corso della settimana. Può essere un lavoratore si e l’altro no, poi decide l’azienda. Ma la percentuale può essere anche del 20% o 10% importante è che sia indicato nella procedura. Un’operazione da fare assolutamente all’ingresso, anche perché in caso di lavoratori che non possono entrare in azienda devono essere sostituiti e bisogna trovare altra forza lavoro. Quando effettuare i controlli: tutti i giorni. Lo può fare direttamente il titolare dell’impresa o delegare un verificatore o più in casi di lavoro su più turni. Il tempo del controllo è conteggiato come orario di lavoro. Il verificatore può chiedere solamente in più l’esibizione del documento di riconoscimento che corrisponda con il Green pass. Se il Green pass mostrato non è valido il lavoratore va allontanato subito e registrato su un apposito modulo per il provvedimento successivo in cui incorrerà». La procedura di accesso all’azienda dovrà essere comunicata anche a tutti coloro che, fornitori, collaboratori, trasportatori, imprese delle pulizie dovranno comunque entrare in quegli spazi e questi potranno farlo solo se in possesso della carta verde. Infine i controlli. Dal 15 ottobre verranno effettuati nelle aziende a campione i controlli da parte di Nas, Ispettorato del lavoro, vigili del fuoco.


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