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La Fermana suona il violino, è 1-1 contro il Siena di Alberto Gilardino

SERIE C - Al "Bruno Recchioni" gli uomini di Riolfo danno continuità al successo casalingo con il Grosseto e fermano sul pari la corazzata toscana guidata dal campione del Mondo 2006, farcita di tantissimi giocatori ex Serie A e Serie B. Decidono le reti di capitan Urbinati e Alberto Paloschi
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di Leonardo Nevischi

FERMO – La vendetta è un piatto che va servito freddo e così nel nubifragio di viale Trento, anche se avremmo volentieri fatto a meno del clima gelido del “Recchioni”, la Fermana rivanga la sconfitta in Coppa Italia ai calci di rigore dello scorso 21 agosto e stoppa sull’1-1 un Siena super farcito di big ex Serie A e B. Decidono le reti nella prima frazione di capitan Urbinati e Alberto Paloschi.

Alberto Gilardino in una delle sue celeberrime “sviolinate” con la maglia della Nazionale

IL TABELLINO

FERMANA 1 (4-3-1-2): Ginestra; Rossoni, Urbinati, Blondett, Sperotto; Graziano, Capece (42′ st Rodio), Mordini (18′ st Mbaye); Frediani (18′ st Bugaro); Cognigni (42′ st Corinus), Marchi (32′ st Nepi). A disposizione: Moschin, Bolsius, Pistolesi, Alagna, Lovaglio, Rovaglia, Pannitteri. All. Giancarlo Riolfo

SIENA 1 (3-5-2): Lanni; Milesi, Terzi, Terigi; Mora, Bianchi (42′ st Cardoselli), Pezzella (37′ st Guberti), Acquadro, Disanto; Paloschi, Varela. A disposizione: Marocco, Caccavallo, Karlsson, Rodriguez, Zaccone, Marcellusi, Morosi, Peresin, Darini. All. Alberto Gilardino

RETI: 25′ pt Urbinati, 44′ pt Paloschi

ARBITRO: Luca Zucchetti della sezione di Foligno; assistenti Marco Cerilli di Latina e Emanuele Spagnolo di Reggio Emilia; quarto ufficiale Dario Acquafredda di Molfetta

NOTE: Ammoniti Mora, Rossoni, Milesi, Terigi, Mbaye, Paloschi, Blondett. Corner 2 – 10. Recupero +1′ +4′. Spettatori 597 (di cui 34 abbonati). Incasso 3800 euro (di cui 374 euro rateo abbonamenti)

Alberto Paloschi

LA CRONACA

Dal freddo dei bassifondi della classifica, dove la Fermana è ferma a quota 4 punti, al clima gelido del “Bruno Recchioni” il leitmotiv climatico non cambia. Ecco allora che per tornare a vedere un raggio di sole di speranza al cospetto del blasonato Siena, mister Giancarlo Riolfo si affida all’ormai collaudato 4-3-1-2 che tanto aveva portato bene a Fermo nella sua sfida d’esordio contro il Grosseto. Rispetto a dieci giorni fa, l’undici iniziale subisce solo due variazioni di tema: il rientrante Sperotto riprende il suo posto da terzino sinistro e Mordini avanza mezzala di centrocampo ai danni di Mbaye, mentre in avanti fuori il baby Lovaglio e spazio al tandem pesante composto da Cognigni e Marchi. Confermato l’estro di Frediani sulla trequarti.

Di contro, un Siena che poco c’entra con la Serie C (il campione del mondo Gilardino in panca, un mostro sacro da 155 presenze in B con l’Ascoli come Ivan Lanni tra i pali, un veterano della Serie A come Claudio Terzi a dirigere la difesa e un Alberto Paloschi che non necessita di presentazioni a reggere il peso dell’attacco in coppia con l’ex Palermo Varela) risponde con un 3-5-2 che in fase di non possesso diventa un 5-3-2, come a voler già mettere in chiaro il perché fin qui in trasferta non abbia mai subito alcun gol.

Nelle prime battute di gara è il timore reverenziale dei gialloblù a farla da padrone, con il Siena che colleziona angoli a iosa e sfiora il vantaggio (17′) con una bomba dal limite dell’area di Pezzella, giunto a rimorchio dopo che Varela in precedenza aveva pettinato bene la sfera.

Tuttavia, nel miglior momento dei toscani, è la Fermana a passare in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio di punizione di Mordini, che sembrava rappresentare un semplice momento di puro ossigeno per la formazione canarina, capitan Urbinati approfitta di un colpo di testa di Marchi per risolvere la mischia.

L’esultanza di Paloschi

Il vantaggio rovescia totalmente gli equilibri, perché la Fermana sboccia come un fiore in primavera ed inizia a mettere all’angolo la formazione bianconera. Ad un minuto dal duplice fischio, però, inizia a piovere copiosamente sul manto erboso del “Recchioni” e per la Fermana piove letteralmente sul bagnato perché Rossoni si fa trovare fuori posizione sull’imbucata dalla sinistra per Varela, Urbinati è in ritardo nella marcatura preventiva e l’attaccante ex Ascoli e Palermo ha tutto il tempo per buttare uno sguardo in area e trovare il puntuale Paloschi che, anticipando Blondett, spinge in rete il suo secondo sigillo in Serie C.

Con il risultato nuovamente in equilibrio, la ripresa ricomincia con lo stesso canovaccio tattico che aveva caratterizzato i primi 25 minuti: Siena all’arrembaggio e Fermana di rimessa. Al 70′ è ancora Paloschi a mettere i brividi a Ginestra con un tiro a giro deviato che sorvola di poco l’incrocio dei pali. Due giri di lancette più tardi la difesa locale balla ancora e questa volta serve un super intervento alla disperata di Ginestra per sventare la minaccia. Alla mezzora il numero uno gialloblù è ancora protagonista respingendo con i pugni la sventola da fuori area di Pezzella.

Questa è l’ultima vera occasione dell’incontro, prima che il tourbillon delle sostituzioni, da una parte e dall’altra, frammenti il gioco sino al triplice fischio.

LE DICHIARAZIONI DI MISTER RIOLFO NEL POST GARA

È un Giancarlo Riolfo fradicio ma soddisfatto quello che si presenta ai nostri microfoni nel post partita. “I ragazzi sono stati molto bravi – esordisce il tecnico ligure parafrasando una delle celebri citazioni di Max Allegri -. Avevo preparato un tipo di partita, ma non ci aspettavamo questo schieramento tattico del Siena e infatti abbiamo fatto una decina di minuti di sofferenza senza prendergli le misure, poi facendo alzare Capece e mandando Frediani su Terzi siamo riusciti ad alzarci e a ripartire, seppur peccando un po’ nella gestione del pallone. Dopo il gol abbiamo trovato il morale per poter provare a puntare a qualcosa in più, ma il Siena è una squadra importante e lo ha dimostrato insaccando l’unica palla buona del primo tempo. Nella ripresa è stata una gara giocata sui nervi, ma sono rimasto soddisfatto dall’intensità che hanno messo i ragazzi”.

Mister in settimana aveva definito la sconfitta di Pesaro come una “buccia di banana”, oggi che, clima a parte, c’era un maggior rischio di scivolare la Fermana ha messo in campo una reazione importante. È stata galvanizzata dall’affrontare una squadra blasonata o ha davvero resettato dal passo falso nel derby?

“La Fermana che conosco io lavora con intensità e lavora con il giusto atteggiamento per poter affrontare qualunque partita. Non mi piacciono i messaggi che sono arrivati dall’esterno, sembrava che già ai primi di ottobre quella di oggi fosse una sfida da ultima spiaggia. Se l’ambiente esterno è questo ad oggi, arriveremo fine marzo che impazziremo. Ci deve essere ottimismo e serenità da parte di tutti”.

Come sta Marchi? Lo abbiamo visto toccarsi la coscia sinistra e per noi era un déjà vu di quando si stirò sotto la gestione Domizzi: dal campo sembrava dare cenno di poter continuare ma lei non ha voluto rischiare e lo ha sostituito ugualmente…

“Marchi è un ragazzino di 35 anni – sorride Riolfo – ha una volontà di ferro e sono stato io a costringerlo ad uscire. Non possiamo permetterci di perdere nessuno ancor prima di non perdere punti. Poi alla fine sembra essersi trattato di un semplice crampo e quindi lo abbiamo fermato in tempo”.

 

 


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