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La Regione si riorganizza e passa da 12 servizi a 6 dipartimenti: “Una riforma epocale”

LA GIUNTA ha approvato questa mattina il documento che rivede struttura dirigenziale e competenze con inevitabile "taglio di teste". Potrebbe arrivare l'ex ministro Marco Bussetti a guidare le Politiche sociali
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Bilancio_AcquaroliCastelli

Francesco Acquaroli e Guido Castelli

 

di Alessandra Pierini

Entra nel vivo la riorganizzazione della Regione Marche. Più volte rimandata per sopraggiunte esigenze legate al Covid, è stata approvata questa mattina dalla Giunta regionale la ridefinizione dei dipartimenti che passeranno da 12 a 6 più l’Avvocatura e l’Ufficio speciale per la Ricostruzione con competenze ridefinite con inevitabile “taglio di teste” dei dirigenti e una “campagna acquisti” che vede il possibile arrivo dell’ex ministro Marco Bussetti. IL nuovo assetto organizzativo che dovrà garantire il perseguimento degli obiettivi di governo definiti nel Piano programmatico quinquennale 2020-2025.
Ad annunciare l’avvio del procedimento è il presidente della Regione Francesco Acquaroli. «Oggi abbiamo approvato in Giunta la riorganizzazione della macchina amministrativa della Regione Marche. Passiamo da 12 servizi a 6 dipartimenti. Una riforma epocale che si propone l’obiettivo di rendere l’apparato più semplice, veloce e aderente ai bisogni reali di cittadini, famiglie e imprese. In sostanza una struttura più compatta, coordinata e fruibile che sappia essere all’altezza di un mondo sempre più competitivo. Si concretizza così una delle riforme più importanti del nostro programma di governo».

«In particolare – ha aggiunto l’assessore al Personale e al Bilancio Guido Castelli – sotto il profilo della capacità di spesa, la Regione ritiene fondamentale fornire risposte certe e rapide alle famiglie, ai cittadini e alle imprese anche in relazione all’utilizzo delle risorse derivanti dalla programmazione comunitaria 2021/2027 e di quelle derivanti dal Pnrr. Altrettanto importante è evitare una eccessiva frammentazione delle strutture dirigenziali e la sovrapposizione delle competenze armonizzando e razionalizzando i processi e i procedimenti a livello regionale. Ulteriore obiettivo è quello di assicurare un ruolo fondamentale alla digitalizzazione e all’informatizzazione con particolare attenzione alla interoperabilità dei sistemi a alla semplificazione dell’uso a favore del cittadino utente. A tutto questo dovrà accompagnarsi il necessario e correlato percorso di sviluppo e valorizzazione del capitale umano».

La procedura prevede che entro 7 giorni il segretario generale Mario Becchetti avvii l’interpello dal quale decorreranno 10 giorni durante i quali potranno essere presentate le manifestazioni di interesse da parte degli aspiranti dirigenti. Entro 11 giorni successivi il segretario procederà con la valutazione delle proposte e presenterà alla Giunta l’ipotesi di conferimento degli incarichi di direzione. A seguire la nomina.
L’ipotesi che sembra prendere corpo è quella di Maria Di Bonaventura alla “Programmazione integrata, Ue, risorse finanziarie, umane e strumentali”, Nardo Goffi per “Infrastrutture, territorio e protezione civile”, l’ex ministro Marco Bussetti alle “Politiche sociali, lavoro, istruzione e formazione”, Nadia Storti dirigente del dipartimento “Salute” e Raimondo Orsetti allo “Sviluppo economico”. A queste strutture si aggiungono l’Avvocatura regionale e Attività legislativa che merita una sua autonoma collocazione per garantirne autonomia e indipendenza come prevede la legge. A guidarla Gabriella De Bernardinis e l’Ufficio speciale per la Ricostruzione. Quest’ultimo, con atto separato, approvato sempre oggi dalla giunta, è stato ridefinito nelle sue competenze e nell’organizzazione amministrativa alla luce delle modifiche normative e delle competenze afferenti alla ricostruzione che nel corso del tempo si sono modificate.

Il Gabinetto del presidente della Giunta non costituirà una struttura dirigenziale, ma è chiamato a svolgere specifici compiti assegnati dal Presidente oltre a quelli di competenza.

 


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