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Credito d’imposta nel cratere, Castelli sollecita: “Rifinanziare la misura”

SISMA - La misura agevolativa per le imprese al vaglio della Commissione Europea. L'assessore regionale: «Data la prossimità della scadenza è fondamentale conoscere lo stato e i tempi del rilascio dell’autorizzazione»
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L’assessore Guido Castelli

Credito d’imposta sugli investimenti nelle aree colpite dal sisma, la Regione Marche chiede alla struttura commissariale di farsi parte attiva con il Governo e il Parlamento per il rifinanziamento della misura. Lo fa attraverso le parole dell’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli, su sollecitazione anche di Confindustria e Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili. Al centro della richiesta, lo stato di attuazione dell’autorizzazione della misura agevolativa per le imprese, che viene fornita direttamente dalla Commissione Europea.

«La Legge di conversione (numero 106 dello scorso luglio) del decreto “Sostegni bis” proroga al 31 dicembre 2021 il credito di imposta per le imprese che intendono investire nelle aree del cratere sismico del centro Italia – spiega Castelli – L’operatività della misura, però, è subordinata ad un’autorizzazione della Commissione Europea, concessa il 6 aprile 2018 ma scaduta lo scorso 31 dicembre 2020». Per la concreta attuazione del provvedimento, dunque, si deve attendere la proroga da parte della stessa Commissione.

«Trattandosi di aiuto di Stato, l’autorizzazione in proroga da parte dell’Unione Europea costituisce condizione essenziale per poter fruire della misura – prosegue l’assessore – È infatti prevista la presentazione di una domanda specifica all’Agenzia delle Entrate da parte delle imprese che intendono investire nelle zone colpite dal terremoto, domanda che potrà essere accolta solo a seguito dell’autorizzazione». «Diventa dunque fondamentale, data la prossimità della scadenza, conoscere lo stato e i tempi del rilascio dell’autorizzazione da parte della Commissione Europea – conclude Castelli – Chiediamo quindi di poter avere tale informazioni e, al tempo stesso, di valutare la proroga dell’agevolazione al 31 dicembre 2022, in coerenza con le analoghe misure previste a sostegno del Mezzogiorno».


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