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Comuni e Provincia, si torna in ufficio. Controlli a campione per il Green Pass e niente ferie per le assenze

GREEN PASS - Via libera alle linee guida per il ritorno dei dipendenti pubblici nel loro posto di lavoro dal 15 ottobre, muniti di green pass. Pronte anche le Amministrazioni comunali della Provincia di Fermo dove sono pochissimi i lavoratori ancora in smart working. Niente certificazione per utenti e cittadini.
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di Sandro Renzi

Controlli a campione, tamponi ogni 48 ore per i non vaccinati, app modulabili, green pass obbligatorio. La pubblica amministrazione nel Fermano è pronta a tornare in presenza al 100%. A dire il vero già quasi tutti gli enti avevano disposto il graduale rientro in ufficio del personale in smart working dall’inizio della pandemia, ma dal 15 ottobre, come noto, l’eccezione sarà proprio il lavoro agile concesso dalle Amministrazioni solo in casi molto rari. Si tratta di un piccolo esercito di lavoratori, per la stragrande maggioranza vaccinati, che potranno essere sottoposti a controlli a campione sul possesso del green pass per accedere in ufficio. Le linee guida sono state approvate ieri pomeriggio dal premier Draghi e sono contenute in un Dpcm che chiarisce alcuni aspetti fino a poche ora prima ancora controversi.

Paolo Calcinaro

Siamo pronti -assicura il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro – abbiamo incaricato i dirigenti o i loro delegati per settore al controllo del green pass. Si tratta di verifiche a campione su una percentuale di dipendenti che occupano diverse sedi oltre a quella di via Mazzini“. Il personale ammonta a circa 200 unità a Fermo. Per chi non lavora in municipio si predisporrà un totem per il controllo della certificazione verde. Stesso discorso per gli assessori ed i consiglieri comunali, anche loro dovranno essere muniti di green pass. Residua invece la percentuale dei non vaccinati.  Al pubblico non sarà richiesto nessun certificato ma potrebbe essere misurata la febbre all’ingresso, prima di dirigersi all’interno degli uffici o di fronte agli sportelli.

Nazareno Franchellucci

A Porto Sant’Elpidio la data del 15 ottobre potrebbe passare quasi inosservata se non fosse per l’obbligo di possedere il green pass ed eventualmente di mostrarlo al proprio superiore “Per noi non è stato mai un problema il ritorno in ufficio -commenta il primo cittadino, Nazareno Franchellucci- fatto salvo il periodo del lockdown, infatti, durante il quale gran parte del personale lavorava da casa, poi su 120 dipendenti solo una decina utilizzava lo smart working per una giornata a settimana“. Anche qui i controlli saranno effettuati dai dirigenti mediante un’app che segnalerà se il dipendente è in possesso o meno della certificazione.

 

Elisabetta Baldassarri

A Porto San Giorgio, circa 100 dipendenti, i controlli, almeno in una prima fase, potrebbero essere effettuati da un soggetto esterno. Oggi la giunta sarà chiamata a deliberare le modalità sulla base del nuovo Dpcm. “Anche noi faremo controlli a campione tramite l’ausilio di una app” spiega l’assessore con delega al personale, Elisabetta Baldassarri “valuteremo anche l’estensione delle colonnine per misurare la febbre come richiesto da dipendenti comunali“. Nessun problema per il pubblico ed i cittadini che potranno entrare in Comune. “Mai come in questo momento la digitalizzazione dei servizi può rappresentare uno strumento per andare incontro alle richieste dei nostri concittadini ed evitare che si affollino negli uffici” rimarca ancora la Baldassarri.

Analoghe attenzioni sono state prese in Provincia dove lavorano oltre 80 impiegati. Controlli a campione, rispetto della privacy, ricorso all’app anche per l’ente guidato dalla presidente Moira Canigola.

Tra le novità contenute nel Dpcm c’è anche lo stop a ferie e contributi per le giornate di assenza ingiustificata dovute alla mancata presentazione del green pass. “Al lavoratore non sono dovuti né la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati, incluse tutte le componenti della retribuzione, anche di natura previdenziale, previste per la giornata lavorativa non prestata” si legge nelle linee guida “I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione di ferie e comportano la corrispondente perdita di anzianità di servizio”. Sono inoltre soggetti all’obbligo del green pass non solo i lavoratori della pubblica amministrazione ma anche “i dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e collaboratori e i prestatori o frequentatori di corsi di formazione, come pure i corrieri che recapitano all’interno degli uffici posta d’ufficio o privata. Sono esclusi soltanto gli utenti” riporta l’Ansa. I controlli potranno essere effettuati su campioni  quotidianamente non inferiori al 20% del personale in servizio, assicurando la rotazione e quindi il controllo di tutti i dipendenti. Il Dpcm prevede maggiore flessibilità negli orari di ingresso e di uscita. “Ogni amministrazione, anche al fine di non concentrare un numero eccessivo di personale sulle mansioni di verifica della certificazione verde, dovrà provvedere ad ampliare le fasce di ingresso e di uscita dalle sedi di lavoro del personale alle proprie dipendenze“. I controlli del datore di lavoro affinché i propri dipendenti arrivino ai tornelli o all’ingresso degli uffici muniti di green pass possono avvenire in anticipo ma non prima di 48 ore. Tale limite è stato posto “per far fronte a specifiche esigenze di natura organizzativa, come ad esempio quelle derivanti da attività lavorative svolte in base a turnazioni, o connesse all’erogazione di servizi essenziali”. Il nuovo Dpcm infine chiarisce che la concessione dello smart working non può essere considerata una alternativa alla possibilità di non vaccinarsi.

 


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