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Sorpresi mentre provano a rubare uno scooter, aggrediscono il proprietario e fuggono ma la Polizia li incastra con le telecamere

POLIZIA - I fuggitivi sono stati seguiti dal luogo del reato, i particolari del loro abbigliamento e alcune caratteristiche fisiche hanno permesso di dare loro prima un volto e poi una identità certa con la quale sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentata rapina aggravata
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di redazione CF

Altro colpo della Squadra Mobile fermana nel contrasto ai reati predatori.
Il punto di partenza sono, ancora una volta, le specifiche attività di controllo a Lido Tre Archi che hanno portato al sequestro di un panetto di sostanza stupefacente.

Ma gli investigatori, allo stesso tempo, hanno chiuso un’altra indagine che è durata pochi giorni ma che ha portato alla denuncia all’Autorità giudiziaria per il reato di rapina di due nordafricani, entrambi di circa 40 anni, gravitanti uno a Lido Tre Archi e l’altro a Porto Sant’Elpidio.
Ed è proprio a Porto Sant’Elpidio che è avvenuto il reato per il quale i segugi della Squadra Mobile hanno avviato e tempestivamente concluso le attività di polizia giudiziaria. Pochi giorni fa, infatti, la Volante della Questura è intervenuta a Porto Sant’Elpidio a seguito dell’aggressione di un cittadino da parte di due stranieri.

LA TENTATA RAPINA E L’AGGRESSIONE
Giunti sul posto, gli agenti hanno ricostruito gli eventi nel corso dei quali l’uomo, che si era recato nel proprio garage, aveva scoperto due individui che stavano asportando uno scooter di sua proprietà. La vittima ha cercato di bloccarli ma i due soggetti lo hanno aggredito per portare a compimento il reato e guadagnare la fuga, colpendolo con oggetti trovati nel locale, e poi scappando di corsa per le vie della città senza il ‘bottino’.

LE INDAGINI

“Pochissimi gli elementi a disposizione per la loro identificazione anche a causa dell’aggressione subìta, della furia dei due malfattori che non aveva consentito alla vittima di acquisire sufficienti elementi della loro fisionomia e per il parziale travisamento del loro volto.
Unica traccia lasciata sul posto, purtroppo inutile -riferiscono dalla Questura di Fermo – un paio di occhiali, ma anche le attività della Polizia Scientifica svolte subito sul luogo del reato non hanno portato contributi utili per lo sviluppo delle indagini. Ma i pochi elementi acquisiti nell’immediatezza dei fatti dai poliziotti della Volante, prima che i ricordi potessero confondersi, sono stati sufficienti alla Squadra Mobile per indirizzare le indagini verso i due soggetti, ben noti agli investigatori per caratteristiche fisiche e dinamiche criminali. E dagli indizi si è passati, in breve tempo, alle prove della loro responsabilità.
Cristallizzato l’arco temporale del grave reato, sono state analizzate le immagini della videosorveglianza cittadina sulla quale l’Amministrazione comunale ha investito rilevanti risorse e che anche in questa occasione sono state fondamentali per incastrare i colpevoli”.

L’IDENTIFICAZIONE DEI DUE FUGGITIVI

I fuggitivi sono stati seguiti dal luogo del reato. E i particolari del loro abbigliamento e alcune caratteristiche fisiche hanno permesso di dare loro prima un volto e poi una identità certa con la quale sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentata rapina aggravata. Ancora un risultato positivo nel contrasto ai reati contro il patrimonio frutto della professionale sinergia operativa tra gli operatori della Questura.

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