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Dall’assalto di Roma alla bomba di Jesi, Sinistra Italiana scende in piazza: “Neofascisti si sconfiggono cambiando il Paese”

FERMO – Intervista a Giuseppe Buondonno, membro della segreteria nazionale di Sì: “Occorre chiedersi quanto alcune politiche, anche di carattere sociale, abbiano favorito il consenso diffuso verso certe posizioni”
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di Andrea Braconi

Alla manifestazione antifascista di Roma parteciperà anche Sinistra Italiana. “Partiremo in molti dalle Marche – annuncia Giuseppe Buondonno, membro della segreteria nazionale del partito – aderendo all’appello alla mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil”.

Giovedì un altro gesto grave ha segnato la nostra regione: la bomba molotov davanti alla sede della Cgil di Jesi, che arriva a meno di una settimana dai fatti di Roma e a poche ore dalla manifestazione nazionale.

“Grave, sì; non può essere sottovalutato. Indicativo di un clima pessimo che si sta determinando. L’attacco degli squadristi fascisti alla Cgil nazionale è senza precedenti nella storia repubblicana; poi c’è un corollario di eventi, da quello di Jesi all’aggressione ai sindacalisti USB di Prato. Un attacco diretto al mondo del lavoro e al suo maggiore sindacato, che è, ormai, pur con tutte le sue difficoltà, l’unica grande forza organizzata della democrazia. Attacco strumentalmente mascherato dietro un disagio sociale. Ma invece di indirizzare la protesta contro chi si è arricchito nella crisi, la si indirizza contro le organizzazioni dei lavoratori. I fascisti questo facevano nel 1921 e questo fanno cento anni dopo. La strumentalizzazione della questione green pass o del costo dei tamponi è evidente a chiunque; è persino paradossale che si sia attaccato il sindacato che ha detto al Governo: ‘non si deve pagare per lavorare’; al punto da essere persino criticato, per questo, da molti che si sono vaccinati. No, non c’entra niente il green pass; tra l’altro, mentre raddoppia il costo del metano e ci sarà un aumento sproporzionato delle bollette, organizzazioni e personaggi neofascisti, guarda caso, si mobilitano su di un certificato sanitario. Bisogna respingere una pericolosa onda neo fascista, in atto da tempo, e che ora cerca un salto ‘di qualità’; nelle Marche lo abbiamo visto bene, e le sottovalutazioni sono state troppe, come le reticenze a chiamare le cose col loro nome: squadrismo fascista. Come, in altre circostanze si è stati e si è reticenti nel parlare di razzismo. Da questo punto di vista, va davvero condannata con forza l’ambiguità di Fratelli d’Italia o della Lega, nel cercare di nascondere la matrice fascista di queste aggressioni, e di quella di Roma, in particolare. La verità è che FdI ha, da sempre, rapporti stretti e documentati con gli ambienti di Forza Nuova e Casa Pound. Che alcuni di questi personaggi siano stati lasciati liberi di scorrazzare per Roma, è altrettanto inaccettabile.”

A seguito di questa escalation di violenza, i partiti dell’area del centrosinistra chiedono a gran voce lo scioglimento dei gruppi di matrice fascista.

“Non solo i partiti, in verità. Le stesse organizzazioni sindacali lo chiedono, ma anche l’Anpi e tante associazioni del mondo democratico; che richiamano la lettera e lo spirito della Costituzione. Trovo importante la mozione proposta dall’onorevole Fiano – cui ha aderito, tra gli altri, anche Nicola Fratoianni, a nome di Sinistra Italiana – perché, attraverso essa si esprimerà il Parlamento (cioè la principale istituzione della Repubblica); e questo non può non avere un peso, proprio per l’autorevolezza del pronunciamento, verso l’esecutivo, che potrebbe intervenire, anche a prescindere dalle autonome decisioni della Magistratura. Si tratta, semplicemente, di pretendere il rispetto della legge e della Carta costituzionale. Voglio, però, aggiungere che, per troppo tempo, alcune forze che oggi sembrano convinte hanno sottovalutato segni gravi e crescenti; scelte e silenzi che hanno, involontariamente, favorito un clima di sottovalutazione. Non ci si può limitare a condannare il neofascismo e le sue azioni violente; occorre chiedersi quanto alcune politiche, anche di carattere sociale, abbiano favorito il consenso diffuso verso certe posizioni (pensa anche alla nostra regione!), o l’ampliarsi di quella – altrettanto pericolosa – ‘zona grigia’ di sottovalutazione o, addirittura, di consenso; dal ‘non sono razzista, ma…’, al ‘non sono fascista, ma…’. Spero che la gravità di quanto è accaduto a Roma determini uno scatto nella coscienza, ma anche nelle scelte politiche. Non solo per respingere i fascisti (che è indispensabile ed urgente), ma per togliere loro l’acqua in cui nuotano, a cominciare dal disagio sociale.”

Quali istanze caratterizzeranno la grande manifestazione di sabato?

“Tante forze politiche, sociali, associazioni, hanno aderito, comprendendo il carattere straordinario e non rituale di questo appuntamento. Sarà una grande manifestazione antifascista, una risposta di popolo a chi vuole, in qualunque forma, approfittare della crisi e della difficile situazione, per attaccare il mondo del lavoro. Ma mi sembra molto importante quello che, nel convocare la manifestazione, ha detto Landini davanti alla sede devastata di Corso Italia: l’eversione neofascista si sconfigge cambiando profondamente il Paese e inviando, chiaramente, un segnale anche all’Europa, nel senso della giustizia sociale, della lotta alla precarietà, dell’ampliamento dei diritti. È quella che chiamerei una base materiale dell’antifascismo; una nuova stagione delle democrazie.”


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