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Fermo e la Cina sempre più vicine: accordo con la fondazione Padre Matteo Ricci

FERMO - Data infatti la cospicua presenza nella città di Fermo di studenti cinesi, si è pensato di attivare dei corsi qualificati a livello universitario di lingua italiana
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È stato siglato questa mattina un accordo di collaborazione tra il Comune di Fermo e la Fondazione Internazionale Padre Matteo Ricci di Macerata.

Data infatti la cospicua presenza nella città di Fermo di studenti cinesi, si è pensato di attivare dei corsi qualificati a livello universitario di lingua italiana.

I corsi inizieranno nel mese di novembre e si terranno presso la struttura della cooperativa “l’Isola che non c’è” nella sua nuova sede presso l’ex istituto Bambin Gesù.

“Questa convenzione nasce da un’esigenza – spiega il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro – ossia quella di supportare l’elevato numero di studenti cinesi presenti in città e nel nostro territorio, che sempre più numerosi aspirano a frequentare il Conservatorio di musica G. Pergolesi. Oltre a rappresentare un arricchimento culturale, di certo rappresentano anche un indotto economico”.

La lingua di certo rappresenta un forte ostacolo nell’incontro di queste due culture così diverse, ed è qui che entra in gioco la fondazione Matteo Ricci.

“Sono felice che ci siano istituzioni attente e che guardino al futuro – asserisce il presidente della Fondazione Don Matteo Ricci Dario Grandoni – pertanto abbiamo accolto da subito con entusiasmo questa nuova collaborazione e l’idea di poter fare sistema. Don Matteo Ricci è una figura poco conosciuta in Italia, ma in Cina è molto apprezzata e sentita, nonostante siano passati 400 anni dalla sua morte. Egli ha lasciato una porta aperta verso questo enorme paese, e i cinesi ne sono tuttora riconoscenti.

La Fondazione ha pertanto creato un gruppo di lavoro con l’Università degli studi di Macerata, il China center della stessa Università e l’Istituto Confucio di Macerata per la progettazione e la realizzazione di corsi specifici che partiranno dal prossimo novembre 2021, facendo così sistema con il territorio.

“Abbiamo riscontrato che la città di Fermo piace – continua il presidente Grandoni – soprattutto per la sua vivibilità. Molti degli studenti che arrivano qui provengono dalle metropoli cinesi, di cui tutta la regione Marche potrebbe essere un quartiere. Questa dimensione raccolta e ricca di cultura costituisce una forte attrattiva. Nei loro confronti, l’unico contatto possibile è sul piano culturale, essendo l’Italia e la Cina le uniche nazioni ad avere una storia millenaria, e questo è di certo un punto di incontro.

Fare sistema per noi – spiega il presidente – significa mettere in rete istituzioni marchigiane e connetterle con il network internazionale che nel corso degli anni la Fondazione ha costruito ripercorrendo le intuizioni di Padre Matteo Ricci, unico straniero presente nella sala d’onore del Millennium Museum di Pechino, insieme ad un altro italiano, Marco Polo”.

Il territorio ed il tessuto economico cittadino e del comprensorio fermano potranno certamente beneficiare di questo movimento di persone che garantiranno benefici economici diretti, dovendo risiedere gli studenti nella città per lo studio, sia indiretti per tutte le attività di cui usufruiranno coloro che graviteranno attorno all’iniziativa.

In questi tempi di difficile dialogo tra le culture occidentale ed orientali, tra Europa e Cina, Padre Matteo Ricci è modello di come superare le reciproche diffidenze nel rispetto, nella verità, nella collaborazione e nell’incontro.


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