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Valdaso, il futuro è nel turismo sostenibile e di relazione: l’esempio di Monte Vidon Combatte e “Marche in Valigia”

TURISMO - Una delegazione in visita a Rocchetta di Cengio, in provincia di Savona, in occasione della 17° edizione di “ZuccaInPiazza”
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Valbormida e Valdaso insieme per un turismo sostenibile e di relazione. Una delegazione di Monte Vidon Combatte guidata dal sindaco Gaetano Massucci, infatti, è partita nei giorni scorsi alla volta della provincia di Savona per incontrare gli amministratori locali di Rocchetta di Cengio in occasione della 17° edizione di “ZuccaInPiazza”.

Nell’occasione Roberto Ferretti, presidente dell’associazione Agrituraso, ha illustrato l’esperienza delle “Marche in valigia”, un esempio di turismo sostenibile e di relazione. Ospiti della serata gli amministratori del Comune di Monte Vidon Combatte, che hanno incontrato il sindaco e vice sindaco di Cengio, Francesco Dotta e Gianfranco Bosetti.

Fra gli applausi di tutti i partecipanti alla serata è stato accolto l’appello a costruire un ponte fra le due comunità, condiviso da Ferretti e Gianpietro Meinero, responsabile della comunità della Zucca di Rocchetta di Cengio. Un’iniziativa turistico culturale finalizzata ad una conoscenza delle rispettive identità territoriali in un clima di grande amicizia e accoglienza. L’idea di un turismo relazionale integrato apre una nuova prospettiva di sviluppo per la valle Bormida, che come i piccoli borghi della Valdaso non potrà puntare su un turismo di massa, ma su importanti e significative esperienze relazionali.

Il “gemellaggio” fra le due comunità è stato accompagnato da una cena dedicata alla sostenibilità alimentare. Un momento per riflettere sulla correlazione tra cibo, agricoltura e turismo sostenibile, con prodotti a basso impatto ambientale che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale nonché a una vita sana per le generazioni presenti e future. L’occasione per conoscere prodotti d’eccellenza come le uova prodotte da galline felici, accompagnata dal prezioso tartufo nero della zona, salumi eccezionali come la testa in cassetta della vicina Cosseria, piccole chicche come la crema di pisello selvatico accompagnata dal pane nero e dall’olio di montagna della Valle Nervia, i deliziosi formaggi delle Langhette, vini e digestivi biologi. Non potevano mancare sia la tradizionale Gran Castagnata con i maestri caldarrostai che la gustosa cucina di strada con frittelle dolci e farinata di moco.


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