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Flash mob nei ‘Pronto soccorso’ delle Marche, braccia incrociate per un minuto anche al Murri. Valentino: “Basta aggressioni ai sanitari”

FLASH MOB programmato per le 10 di domani, in risposta alle recenti aggressioni avvenute a Pesaro e alle condizioni di lavoro di operatori, medici, infermieri e oss. Il primario: "Un gesto per dire basta a questa situazione insostenibile nei Pronto soccorso. Anche da noi minacce e attacchi"
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Alessandro Valentino

di Giorgio Fedeli

Un minuto di braccia incrociate in tutti i Pronto soccorso delle Marche per protestare contro le condizioni di lavoro di operatori sanitari, medici, infermieri e oss. Il flash mob, che coinvolgerà anche il Pronto soccorso del Murri di Fermo, si terrà domani alle 10. Un’iniziativa che arriva all’indomani dell’aggressione andata in scena ieri sera nei locali del pronto soccorso dell’ospedale Marche Nord di Pesaro, ai danni degli operatori del reparto e protagonista un paziente. Il bilancio parla di un infermiere con la spalla rotta, un’infermiera colpita al volto, cinque operatori che si sono fatti refertare per gli sputi in faccia. Un episodio gravissimo che arriva al culmine di una lunga scia di episodi di violenza nei Pronto soccorso marchigiani oltretutto dopo un’ondata pandemica che ha lasciato strascichi pesanti per i carichi di lavoro immani che si sono riversati nei reparti ‘porta d’ingresso’ della sanità dove peraltro si registrano gap enormi negli organici. Dunque l’ultima aggressione ha fatto esplodere la polveriera. Per questo motivo domani mattina, per un minuto, simbolicamente, gli operatori sanitari incroceranno le braccia per protestare. Anche al Murri di Fermo.

L’ingresso del pronto soccorso di Fermo

Ed è lo stesso primario Alessandro Valentino a confermare l’iniziativa anche al Murri: “Aderiamo anche noi, certamente. In un momento così difficile, l’ennesima aggressione subìta dai sanitari è qualcosa di davvero inaccettabile. Per quanto possa essere un’iniziativa simbolica, vuole essere al contempo un fortissimo segnale di vicinanza e di ribellione pacifica perché non è più possibile continuare a lavorare in questo modo”. Vicinanza, dice Valentino, ai colleghi, in questo caso di Pesaro. Ma anche condivisione di un problema serissimo: quello legato appunto alle aggressioni subìte dai sanitari. E nemmeno Fermo è immune. “Certo, è vero – conferma il primario con i dovuti distinguo – non abbiamo subito fortunatamente episodi così gravi come quello registrato a Pesaro ma anche da noi ci sono stati degli attacchi e delle minacce contro i sanitari. E’ ora di dire basta. Anche perché poi ci domandiamo perché non ci sono medici che vogliano venire nei Pronto soccorso”. Intanto, per restare proprio all’ultimo nodo risollevato dal primario Valentino, nelle Marche l’Asur ha appena pubblicato l’ennesimo bando per la ricerca di medici da destinare alla Medicina di Urgenza, ma mentre si continuano a pubblicare bandi a vuoto per assenza di candidati disponibili, nei Pronto Soccorso la situazione è diventata esplosiva.

 


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