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L’omaggio del Fermano alle forze armate: “Valore, professionalità e dedizione”

FERMO - L'appuntamento ha avuto inizio con la santa messa all'interno del duomo, celebrata dall'Arcivescovo Rocco Pennacchio. Subito dopo, sul piazzale antistante il Duomo,  si è proceduto al solenne alzabandiera e la deposizione della corona d'alloro
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di Serena Murri

foto Simone Corazza

Celebrazione delle Forze Armate e Giornata dell’Unità nazionale, questa mattina al Girfalco. L’appuntamento ha avuto inizio con la santa messa all’interno del duomo, celebrata dall’Arcivescovo Rocco Pennacchio. Subito dopo, sul piazzale antistante il Duomo,  si è proceduto al solenne alzabandiera e la deposizione della corona d’alloro al monumento ai caduti da parte del Prefetto Vincenza Filippi.

Un momento toccante preceduto dalla lettura della nota commemorativa della ‘Confederazione Combattentistiche e Partigiane Quattro Novembre giornata delle Forze Armate’, che come consuetudine hanno ricordato «l’eroismo dei nostri soldati che combatterono e caddero fino al raggiungimento della vittoria. Ribadiscono l’importanza di trasmettere la memoria storica alle nuove generazioni perché non si ripetano più gli errori del passato».

Successivamente, il Prefetto ha proceduto alla lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e di quello del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini: «Si ricordano quest’anno 4 importanti anniversari: 160 anni dell’Unità d’Italia, 150 anni di Roma capitale, 100 anni del trasferimento al Vittoriano della salma del Soldato Ignoto all’Altare della Patria, 75 anni di Repubblica, momenti fondamentali della nostra storia che trovano espressione solenne il 4 novembre, giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate all’Altare della Patria. In questo giorno il pensiero va a quanti hanno sofferto fino all’estremo sacrificio per lasciare alle giovani generazioni un’Italia unita, indipendente, libera, democratica».

«L’intero popolo italiano – ha poi aggiunto il Prefetto Filippi citando le parole del Presidente Mattarella – guarda con sentimenti di commozione a tutte le vittime delle guerre, la loro memoria rappresenta il più profondo e sincero stimolo ad adempiere i doveri di cittadini italiani ed europei. Il centesimo anniversario della traslazione del Soldato Ignoto all’Altare della Patria, richiama alla coscienza nazionale l’immane sacrificio delle Forze Armate e del paese intero nei conflitti che hanno attraversato la storia europea del Novecento. La nostra storia è segnata dalla tragedia della Prima Guerra Mondiale, nel dolore condiviso si è cementato un sentimento di fratellanza inestinguibile fra il paese e i cittadini in uniforme. Oggi gli eredi di quelle tradizioni confermano di rappresentare un patrimonio di virtù civiche di coesione, responsabilità, a disposizione del paese».

«Uomini e donne in uniforme – ha continuato il Prefetto seguendo il messaggio del Presidente della Repubblica- sono sempre pronti a profondere il loro prezioso impegno nell’assorbimento dei compiti loro assegnati da Parlamento e Governo a servizio della Comunità Internazionale nelle operazioni di mantenimento della pace e su territorio nazionale a fianco delle altre componenti dello stato, soldati, marinai, avieri, carabinieri, finanzieri e personale civile della difesa. Il vostro operato espressione di valore, professionalità e dedizione è riconosciuto e apprezzato quotidianamente. Nazioni Unite, Alleanza Atlantica e Unione Europea rappresentano i riferimenti della nostra politica estera e di sicurezza. In seno a questi organismi, l’Italia opera grazie al vostro contributo come protagonista per il mantenimento della pace e della stabilità e per salvaguardare i valori di libertà, giustizia e cooperazione sanciti nella costituzione. La Repubblica sa di poter contare su ciascuno di voi e sull’indissolubile giuramento di fedeltà che avete prestato. A tutti voi, alle vostre famiglie, rivolgo in questa occasione l’augurio più cordiale e l’affettuoso saluto del popolo italiano. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica»


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