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Caritas diocesana: “Nuove povertà nel territorio ma la Chiesa è viva”, il report 2020 per il Fermano

POVERTA' - Le Caritas parrocchiali dove c’è stato maggior richieste sono state quelle di Civitanova Marche (565), di Fermo insieme a CdA Diocesano e Caritas Santa Petronilla (276), di Caritas di San Tommaso Lido Tre Archi (155) e di Porto San Giorgio (107). Da segnalare come l'incremento riguarda in particolare la zona costiera ma aumenti si son registrati anche nella zona pedemontana e nella zona montana che risente ancora delle conseguenze del terremoto
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Il report Povertà della Caritas Diocesana di Fermo evidenzia le difficoltà e le nuove povertà del territorio, ma anche una Chiesa viva.
Questo, in estrema sintesi, quanto emerge dal report Povertà 2020, si diceva, della Caritas Diocesana che parte dall’analisi dei dati della rete dei Centri di Ascolto Caritas Parrocchiali che sono le sentinelle nel territorio e sono il primo e più importante strumento di vicinanza e di prossimità alle persone in difficoltà e disagio. I dati che sono elaborati grazie all’Osservatorio Povertà e Risorse (che elabora i dati del sistema OspoWeb e i dati dall’osservazione sul campo) evidenzia la presenza di nuovi bisogni e nuove povertà che coinvolgono molte famiglie del nostro territori.
Nel 2020 la Caritas ha registrato un forte aumento delle povertà (sia della povertà economica sia delle nuove povertà) a causa dell’emergenza sanitaria; accanto ai dati, il report permette di conoscere anche le nuove povertà e i numerosi ambiti di intervento della Diocesi.
L’impegno della Caritas -come prevede il suo statuto- è diretto ad offrire un aiuto concreto di risposta alle esigenze delle persone e famiglie in difficoltà, ma anche ad intervenire nelle cause della povertà e si impegna nel sostenere ed accompagnare la persona per superare la situazioni di disagio.
La rete Caritas, grazie all’impegno di tanti volontari, ha realizzato 13.587 interventi di aiuto, che riguardano principalmente la distribuzione di pacchi viveri (11.100), colloqui di ascolto (645), distribuzione del vestiario e igiene personale (702), interventi economi per affitto e pagamento di bollette e/o piccole spese (618). Le persone che nel 2020 si sono rivolte alla Caritas sono state in totale 1.812.

“Le Caritas parrocchiali dove c’è stato maggior richieste – spiegano proprio dalla Caritas Diocesana di Fermo – sono state quelle di Civitanova Marche (565), di Fermo insieme a CdA Diocesano e Caritas Santa Petronilla (276), di Caritas di San Tommaso Lido Tre Archi (155) e di Porto San Giorgio (107). Questi dati evidenziano le conseguenze della pandemia anche perché tutti i n.23 Centri di Ascolto evidenziano un forte aumento delle richieste di aiuto e degli interventi erogati.
Da segnalare come l’incremento riguarda in particolare la zona costiera ma aumenti si son registrati anche nella zona pedemontana e nella zona montana che risente ancora delle conseguenze del terremoto (in parte attenuate dagli interventi economici destinati alle famiglie fuori case e sospensione temporanea del pagamento delle utenze)”.

La povertà non è solo economica spesso causata dalla mancanza di reddito o di lavoro: è isolamento, solitudine, fragilità, paura del futuro, precarietà lavorativa– afferma Barbara Moschettoni neo-direttore della Caritas diocesana – il Report che presentiamo è stato redatto avendo negli occhi le conseguenze della pandemia e della crisi che colpisce ancora il distretto calzaturiero e la situazioni di disoccupazione. Si evidenziano le situazioni difficili e complesse del territorio, dei disoccupati, soprattutto quelli ultra-quarantenni privati della dignità di lavoratori, delle donne schiacciate tra le difficoltà occupazionali, frammentazione dei legali familiari e sociali, disagio abitativo legato al mercato degli affitti ormai squilibrato ed inadeguato, le povertà educativa e l’invecchiamento della popolazione con nuove fragilità che emergono. Quanto osservato e rilevato – conclude Barbara Moschettoni – è messo a disposizione della comunità cristiana per l’animazione al suo interno e verso la società civile”.

L’arcivescovo Rocco Pennacchio

Il report evidenzia dati ma racconta anche i volti delle persone aiutate e, soprattutto, accanto alle difficoltà racconta anche esperienze positive che la comunità esprime. Proprio la pandemia ha fatto emergere nuovi bisogni ma anche evidenziato la capacità di reagire, l’impegno di tanti volontari che hanno permesso di non sospendere i servizi, la collaborazione in rete tra associazioni e con gli Enti Pubblici, in particolare con i Comuni e con i Servizi Territoriali. Nel report di quest’anno vengono presentati in anche i numerosi progetti realizzati con i fondi del’8xmille destinati alla carità, con i dati quantitativi, grafici e con brevi testimonianze da parte delle persone aiutate per favorire la conoscenza delle attività. Per la Caritas “un ambito di intervento molto importante rimane quello legato al disagio economico ed in particolare al disagio abitativo e alla povertà estrema. “Le persone senza fissa dimora – continuano dalla Caritas – non sono molte nel nostro territorio e nella maggior parte dei casi si riesce ad intervenire per superare l’emergenza. Si tratta è un tema molto complesso sia per le problematiche legate alla normativa e difficoltà del mercato immobiliare sia per le problematiche sanitarie. Un ambito che vede impegnata la Caritas in collaborazione con la Fondazione Caritas in veritate (con due poli principali di intervento a Civitanova a Fermo) con la presenza di mense, dormitori ed appartamenti che sono dedicati ad intervenire sia nella fase dell’emergenza sia per il re-inserimento e il percorso verso l’autonomia. Un sistema che vede la Caritas impegnata insieme alla parrocchie e alla collaborazione con gli enti pubblici. Il rapporto evidenzia l’attenzione per la disoccupazione presentando le attività dedicate al mondo del lavoro, con le attività dello sportello lavoro e gli inserimenti lavorativi realizzati attraverso il progetto Plus con l’attivazione di tirocini formativi accanto all’orientamento e il supporto per cogliere le opportunità del mercato del lavoro. Si tratta di un progetto particolarmente importante sia per il tema che affronta sia il modello operativo che valorizzare la collaborazione in rete e l’impegno di Enti Pubblici, aziende e cooperative social. ll progetto, che è sviluppato dalla Caritas Diocesana in collaborazione con l’Equipe di Policoro e la cooperativa sociale Tarassaco) ha permesso di raggiungere risultati molto positivi ed ha permesso di accompagnare adulti e giovani disoccupati e spesso demotivati e disorientati (anche a causa delle conseguenze della pandemia), stimolando la responsabilizzazione e l’impegno attivo. Da sottolineare come il progetto Plus ha offerto supporto tantissimi giovani ed adulti, anche nella fase del lockdown avendo avuto la capacità di rimodulare le attività tradizionali realizzando anche nuove modalità di azione con gli strumenti digitali e le nuove forme di comunicazione, che si sono sviluppate. E’ un esempio della capacità di essere vicini alle persone rimodulando le attività e di guardare anche nuovi bisogni e nuove povertà della comunità. La pandemia, come ricordato, ha evidenziato povertà e bisogni già conosciuti ma anche fatto emergere nuove povertà, tra cui ricordiamo il disagio dei giovani. La Diocesi di Fermo nel 2020 anche confermato l’impegno per Progetto Policoro e per il Servizio Civile Nazionale, promosso dalla Caritas Diocesana in rete con Caritas Italiane pera e la Ufficio Nazionale per il servizio civile.
Il progetto Policoro durante la pandemia e poi nella fase delle ripartenza è stato capace di essere vicino ai giovani sia con le attività di ascolto e di orientamento sia con percorsi di inserimento lavorativo e incontri formativi: i dati delle attività realizzate che evidenziano da un lato il bisogno ma anche la capacità della Chiesa locale di porre attenzione ai giovani ed alle loro richieste.
I giovani sono i destinatari e protagonisti del servizio civile che nella nostra Diocesi sono 26: i civilisti sono impegnati in importanti progetto nelle parrocchie a favore delle persone in povertà alimentare e/o economica ma anche nella vicinanza ed aiuto agli anziani e l’impegno verso altri giovani e ragazzi nelle attività ludico-educative e negli oratori. Per loro si tratta di un’importante occasione per mettersi in gioco, acquisire nuove competenze e fare esperienza”.

“Proprio l’attenzione alla funzione educativa – si legge nella nota della Caritas – è alla base del progetto sperimentale Il Baule dei Sogni dedicato ai giovani e ragazzi (da 16 a 35 anni) residenti nelle zone colpite dal terremoto con n.10 giovani aiutati (tre micro-imprese avviate, un giovane ha avviato il progetto di per una app, quattro giovani sono stati aiutati per partecipare a corsi di utili per la crescita professionale e due ragazzi hanno potuto prendere la patente che nelle zone montane è molto importante). Anche per questo progetto particolarmente importante è il metodo che prevede il coinvolgimento attivo dei giovani che si sono impegnati nella realizzazione dei progetti personali di vita ma anche nel volontariato e nell’impegno per la comunità. L’impegno verso le persone più fragili e l’attenzione per le cosi-dette periferie (che per la zona Diocesi possono ben individuate essere nella zona costiera ma anche nei piccoli Comuni della zona montana colpita dal terremoto), è animata speranza e dalla voglia di costruire per il futuro.
Il Direttore della Caritas Diocesana sottolinea che “lo spirito che guida l’impegno della Caritas Diocesana e di tutta l’equipe è quella del ‘noi’, della rete, delle relazioni che funzionano solo se curate, del lavoro in sinergia tra gli operatori appassionati delle istituzioni, delle associazioni, delle cooperative e dei singoli cittadini di buona volontà”. “Questi obiettivi sono gli stessi che guidano le Caritas parrocchiali e singole comunità in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri che si celebra domenica 14 novembre: un’occasione per approfondire il messaggio di Papa Francesco, con molte iniziative in tutte le parrocchie, grazie all’impegno di tanti volontari. L’obiettivo dell’azione della Caritas – concludono – è quello di ripartire da questo momento di crisi per dar vita a comunità locali che siano realmente includenti, luoghi in cui le persone, anche se in condizioni di fragilità, sono portatrici di una diversità che è ricchezza ed è importante che siano percepite come delle risorse e non come un problema o un peso”.

Il link del Report Caritas 2020 nel sito diocesano e il link della Giornata mondiale dei poveri


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