facebook twitter rss

Fermana: con Riolfo al Recchioni non si passa, ma ora arriva la sua ex Pistoiese: “Non sarà una vendetta”

SERIE C - Il tecnico gialloblù, lo scorso anno alla guida dei toscani dalla fine di novembre fino all'esonero di marzo, minimizza: "Gara particolare per situazioni vissute e rapporti instaurati, ma nulla di più". Sulla sconfitta di Teramo: "I ragazzi sono consapevoli di aver sbagliato difensivamente e lavoreremo per migliorare"
Print Friendly, PDF & Email

 

di Leonardo Nevischi

FERMO – V per vendetta? No, I di indifferenza. “Sarà una partita particolare per le situazioni che ho vissuto e per i rapporti che ho instaurato, ma nulla di più”.

Sono state queste le parole di Giancarlo Riolfo che sicuramente non avrà visto il celebre film diretto da James McTeigue, perché a tre giorni dalla sfida con la sua ex Pistoiese (chiamato il 24 novembre al posto di Frustalupi ed esonerato il 9 marzo) non ha voluto togliersi alcun sassolino dalla scarpa. Lo farà in campo? Chissà, intanto il tecnico ligure non ha lasciato trasparire alcun motivo di rivalsa. “Dimostreremo all’avversario la nostra voglia di superarli come facciamo ogni settimana – ha proseguito -. Poi è chiaro quando si affronta una squadra che si è allenato o con la quale si è giocato subentrano delle motivazioni intrinseche, ma questo vale per i giocatori come per gli allenatori. Io cerco di trasmettere sempre il massimo alla squadra e il lavoro che ho svolto questa settimana è stato il solito. L’importanza della partita si misura a prescindere da me o dalla Pistoiese: sarà un Fermana – Pistoiese e l’unica questione rilevante sarà la nostra situazione di classifica”.

Che tipo di partita si aspetta?

“La Pistoiese ha un tecnico che possiede delle idee di calcio molto precise e che ora si è adattato alla situazione di classifica e alle insidie che un campionato come quello del girone B nasconde. David Sassarini è un allenatore a cui piace avere dei principi come costruire dal basso e saper palleggiare e, per l’appunto, ha giocatori bravi a dettare la profondità ma allo stesso tempo a ripiegare in fase difensiva. Dopo un avvio stentato a causa dell’inizio di preparazione ritardato per via del ripescaggio, la Pistoiese sta trovando condizione. Dovremo stare attenti a non avere cali di energie: mi auguro che i ragazzi seguitino nel loro processo di crescita senza abbassare mai la guardia come successo a Teramo, dove le nostre sviste difensive sono state decisive”.

A proposito della sfida di Teramo: la sua Fermana sta compiendo un processo di maturazione che le permette di non sgretolarsi più davanti alle prime difficoltà: non a caso quando ha subito un pareggio (vedesi con il Siena o con l’Ancona) è riuscita comunque a rimanere in partita. Invece, quando è la Fermana ad andare per prima sotto, l’esito appare già scritto. Qual è secondo lei la causa di questo dato statistico?

“Nel calcio, se le squadre di bassa classifica vanno in svantaggio risulta più difficile ribaltare l’esito del match. È una cosa naturale e fisiologica. Viceversa, se sono le grandi ad andare sotto dispongono di più armi per riemergere. Con il Teramo abbiamo avuto moltissime occasioni ma non le abbiamo capitalizzate, ma non credo sia un difetto della Fermana, piuttosto è nel dna di tutte le squadre che hanno difficoltà di classifica”.

Domenica arriverà la Pistoiese (ore 14.30) e fino ad ora la sua Fermana ha mantenuto l’imbattibilità casalinga e non ha fallito nemmeno uno scontro diretto per la salvezza (pari con Lucchese e vittorie con Grosseto e Pontedera). Ci spiega quanto cambia giocare al Recchioni piuttosto che in trasferta, visto che prima del derby di Ancona, la Fermana non vinceva lontano da Fermo praticamente da un anno? Era il 25 ottobre 2020 con l’Imolese…

“Forse non sono il più indicato per spiegarlo. La stagione passata non sedevo sulla panchina gialloblù e pertanto potrebbero sussistere motivi precedenti al mio arrivo. Probabilmente i giocatori, grazie al rapporto con la tifoseria e al fattore ambientale, riescono a dare qualcosa in più in casa. Mi piacerebbe che lo stesso fosse fatto anche in trasferta, ma devo ammettere che, sotto la mia gestione, anche lontano dal ‘Recchioni’ la Fermana ha fatto grandi partite e l’atteggiamento è sempre stato propositivo. Sappiamo di non essere perfetti, come del resto il 90% delle squadre. Tuttavia mi ha fatto piacere che domenica a Teramo i tifosi siano venuti in maniera numerosa e ci abbiano applaudito, capendo il nostro impegno. Di solito chi si trova sotto si prende dei fischi, invece sono arrivati applausi: segno che l’impegno dei ragazzi è passato in maniera tangibile a chi era allo stadio”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti