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Stelle Michelin a Retroscena e L’Arcade: Ferracuti, Abouzaki e Sergeev nell’Olimpo degli chef: Porto San Giorgio capitale della cucina di qualità

PORTO SAN GIORGIO - La città da oggi può vantare due ristoranti e tre giovani chef stellati. Un record che fa di Porto San Giorgio una nuova capitale della cucina di altissima qualità e una tappa obbligata nel tour delle stelle Michelin
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di Giorgio Fedeli

In tanti, a partire da loro tre ovviamente, ci speravano. Se lo meritano, se non altro per le loro qualità, la passione e la loro indiscussa dedizione alla cucina, in tutte le sue forme. Le carte in regola, insomma, c’erano e ci sono tutte. E oggi pomeriggio, con la diretta streaming sul canale Facebook Michelin Star Revelation 2022, è arrivata l’ufficialità: gli chef Pierpaolo Ferracuti e Richard Abouzaki, con il loro ristorante Retroscena, e lo chef Nikita Sergeev con il ristorante L’Arcade, hanno conquistato la prestigiosissima stella Michelin. Il ristorante Retroscena, largo del Teatro, ha aperto i battenti nel 2018 per mano di chef Ferracuti e della moglie Audrey Crocel, affermandosi rapidamente nello scenario gastronomico non solo fermano, un’esperienza sensoriale a 360 gradi a cui si è unito, lo scorso anno, apportando il suo notevole bagaglio culturale e professionale, chef Abouzaki. Si diceva che le qualità dei due giovani chef patron del Retroscena, supportati dalla preziosa collaborazione di Audrey Crocel, sono ormai note a tutti coloro che almeno una volta hanno avuto l’occasione di sedersi ai tavoli del Retroscena (o al bancone, sì perché, si può anche cenare al bancone-vista cucina per seguire passo dopo passo le preparazioni della brigata).

da sin. Pierpaolo Ferracuti e Richard Abouzaki

Ferracuti e Abouzaki, due giovani maestri della cucina che, però, a dispetto dell’età, possono vantare dei curricula di prim’ordine. Basti dire che nella loro lunga sfilza di esperienze ai fornelli compare quella all’Osteria Francescana, con lo chef Massimo Bottura, un nome che vale mille parole. Prima di allora Abouzaki, cresciuto in Emilia, era stato a Le Gavroche in Inghilterra, mentre Ferracuti al Kontrast in Norvegia, per poi tornare nella sua regione dando vita al Retroscena. Comprensibile l’emozione, sul palco della premiazione, dei due chef che da oggi possono definirsi a tutti gli effetti ‘stellati’. Un traguardo a dir poco prestigioso, quello raggiunto da Ferracuti e Abouzaki, anzi il più alto per uno chef, ed ovviamente per il ristorante Retroscena.

Nikita Sergeev

Stesso dicasi per chef Nikita Sergeev che ormai, nonostante la giovane età, attende da tempo la consacrazione nell’Olimpo dei cuochi stellati. Sergeev ha iniziato la sua esperienza sangiorgese con la ristorazione di altissimo livello nel 2013 con il suo ‘primo’ Arcade, in viale don Minzoni. E lì ha iniziato a farsi conoscere anche in città, nel Fermano, nelle Marche. Poi il trasferimento del suo ristorante, lo scorso anno, sul lungomare Gramsci. Manco a dirlo, nel corso di questi ultimi anni Sergeev ha collezionato una sfilza di premi e riconoscimenti, basti menzionare il premio della guida de L’Espresso “Ristoranti d’Italia” o l’ingresso nella Jre, l’associazione internazionale dei giovani ristoratori, ma giusto per citarne un paio. E oggi anche sul suo petto brilla la stella più ambita.

Ma che dire del ritorno di immagine per la città, che mai prima di oggi aveva potuto vantare un ristorante o uno chef stellato? Una città che entra nell’Olimpo Michelin non con una bensì con due stelle, se parliamo dei ristoranti premiati, e tre con i suoi giovani chef, in un colpo solo, nello stesso anno, lo stesso giorno. Qualcosa di più unico che raro. E non stiamo parlando di una metropoli (certo, sempre nelle Marche c’è Senigallia con Mauro Uliassi, tre stelle, e Moreno Cedroni, due stelle, a Marzocca), ma di una città di 16mila abitanti che, però, da oggi può tranquillamente, e legittimamente, definirsi capitale della cucina. Mai prima d’ora Porto San Giorgio aveva potuto vantare un ristorante o uno chef stellato. Pleonastico, superfluo parlare di tutto ciò che, in termini di promozione territoriale e indotto, ne consegue. Insomma stelle che, sì, fanno brillare e danno il giusto riconoscimento alla dedizione e alle qualità di tre giovani talenti dei fornelli, ma che illuminano un’intera città e la fanno balzare agli onori delle cronache internazionali trasformandola di fatto in una tappa quasi ‘obbligatoria’ dell’itinerario stellato della Michelin.

Sergeev alla consegna ufficiale della stella

Ferracuti e Abouzaki alla consegna della stella


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