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“Addio Mario, sarà dura andare avanti senza di te”, l’ultimo saluto della città a Raschini

PORTO SAN GIORGIO - Oggi alle 15 le esequie di Mario Raschini, il 48enne scomparso martedì scorso dopo un male incurabile. Tantissimi gli amici e i conoscenti che oggi non sono mancati in una chiesa gremita di gente per salutare il loro 'grande Mario' per l'ultima volta
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Mario Raschini

di Serena Murri

Palloncini bianchi per l’ultimo saluto a Giammario Raschini. Chiesa di San Giorgio gremita, oggi alle 15, per l’ultimo saluto all’amico Mario, pizzaiolo e panificatore, venuto a mancare martedì all’hospice di Macerata, all’età di 48 anni. In centinaia al funerale, amici, familiari, colleghi del mondo della ristorazione, in tanti hanno voluto esserci al funerale del ‘grande Mario’. Tra i rappresentanti del Comune il sindaco Nicola Loira, l’assessore Andrea Di Virgilio, il vicesindaco Francesco Gramegna che ha accompagnato con la chitarra la messa cantata, in chiesa anche il consigliere comunale Fabio Senzacqua. In maglia bianca e tenuta da pizzaioli, alcuni dipendenti dell’Happy Days e i ragazzi di pizza.it che avevano partecipato ai suoi corsi di formazione.

A celebrare la santa messa, Don Mario Lusek: “Siete accorsi in tanti per salutare non un amico – ha esordito il parroco – ma l’amico di tutti. L’amico che dalle sue ultime telefonate, anche se dal letto, riusciva a scacciare la tristezza. Vi esorto a trasformare la tristezza di oggi in armonia e in un momento di amicizia profondo, come se fosse la continuazione di una storia di amicizia e di condivisione. Noi oggi siamo arrabbiati e lo accompagniamo affinché la giovinezza di Mario sia trasfigurata e ne scaturisca una nuova giovinezza che sia piena di senso. Invocando per lui, la gioia e la pace”. Le parole di Don Mario Lusek sono risuonate nella chiesa per infondere coraggio nei familiari, negli amici come Andrea Rogante, legato a Mario da una profonda amicizia prima ancora che dal rapporto professionale, e in tutti quelli che lo avevano conosciuto.

“Ogni volta che incontriamo la morte – ha spiegato Don Lusek – pensiamo ad una sconfitta. La temiamo come la più agguerrita avversaria ma la resurrezione di Cristo le toglie l’ultima parola. Il dubbio ci assale, credere non elimina la tristezza, il dolore, il pianto. Ce ne accorgiamo da questi momenti quanto fosse amato Mario a Porto San Giorgio per il suo spirito di servizio, un grande cuore, un sorriso contagioso. Sarà difficile andare avanti senza sentirlo accanto”.

Non a caso, è stato letto un brano del profeta Isaia, in cui Dio prepara un banchetto: “Anche in questo ultimo momento di sofferenza – ha sottolineato Don Lusek – Mario aveva trovato un legame con Dio. Il banchetto è un chiaro riferimento alla sua professione di maestro della pizza, per mettere l’attenzione sulla sua mano sapiente che sapeva unire sapore e passione, dando l’anima ad un prodotto così semplice. Mario ha trasmesso questa passione a tanti. L’incontro con il cliente diventava amicizia. Era giovane e avrebbe potuto dare ancora tanto alla convivialità di questo paese. Ha fatto del suo meglio, anche nel momento della prova, quando la lotta è diventata impari. Un giorno scopriremo che Giammario è vivo e lo vedremo nella luce sulle nostre tavole a scoprire il bello di questa vita”.

Don Mario Lusek ha concluso la celebrazione rper l’ultimo saluto a Giammario Raschini, affidandolo al Regno di Dio, e ricordando ai familiari più stretti, agli amici e alle amiche che “la morte non spezza nessun vincolo di amore”. Dopo aver accompagnato il feretro fuori dalla chiesa, tutti si sono trattenuti sul sagrato per un altro lungo pensiero rivolto a Mario, fra le lacrime e le note di De Gregori con il brano La Donna Cannone, al termine del quale una ragazza ha tagliato i nastri dei palloncini bianchi liberati nell’aria, nell’auspicio che potessero in qualche modo accompagnare l’amico di sempre. Dopo la celebrazione il feretro si è avviato al cimitero di Porto Sant’Elpidio per la tumulazione.


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