facebook twitter rss

Parkinson, Cardinali ai malati: “Non vi abbattete, è curabile. Al Murri siamo in grado di aiutarvi”

FERMO - Convegno questa mattina presieduto dal primario del reparto di Neurologia dell'ospedale Murri di Fermo. Speranze e terapie per i malati di Parkinson
Print Friendly, PDF & Email

Patrizio Cardinali

di Giorgio Fedeli

“Non vi abbattete, non vi nascondete. Sappiate che il Parkinson è l’unica malattia degenerativa che possiamo definire curabile”. E’ il messaggio di speranza, suffragato ovviamente da basi scientifiche, che il primario del reparto di Neurologia dell’ospedale Murri di Fermo, Patrizio Cardinali, lancia ai malati di Parkinson.

Cardinali questa mattina ha presieduto il convegno  dal titolo “La malattia del Parkinson: sognare si può”. Un convegno tenutosi al centro pastorale Madre del terzo millennio, nel quartiere Santa Caterina di Fermo, dalle 11 alle 13 di oggi, Giornata nazionale proprio del Parkinson. Al tavolo dei relatori, oltre a Cardinali, la dottoressa Isabella Paolino, dirigente medico della Uoc di Neurologia del Murri di Fermo, e le dottoresse Lorena Cionfrini e Alessia Ciccola, psicologhe consulenti dell’Av4 di Fermo.

“Sappiamo che il Parkinson è la malattia degenerativa neurologica più frequente dopo l’Alzheimer. Ma mentre quest’ultimo è ineluttabile, fatalmente progressivo, il Parkinson può essere controllato con specifiche terapie. E noi al Murri siamo in grado di controllarlo” spiega Cardinali. Ma come controllarlo? Quando allertarsi? “Ai primi sintomi di un tremore sospetto – spiega il primario – o di una rigidità particolare, di un rallentamento inusuale. Possiamo controllarlo in un periodo di 5/6 anni che noi chiamiamo ‘luna di miele’. Poi sappiamo che da lì a 15/20 anni possono esserci delle complicazioni. Ma con specifiche terapie, ad esempio la stimolazione cerebrale profonda o l’infusione continua di farmaci, possiamo controllarlo. E questo significa (quello che più importa ai pazienti) che si può condurre una vita discreta. Ecco, proprio a loro mi rivolgo, ai pazienti: non vi abbattete, non vi nascondente. Abbiamo gli strumenti per aiutarvi. Ci sono anche dei centri con elevata esperienza. Noi al Murri abbiamo la presa in carico del paziente il venerdì mattina. Siamo in prima linea sia col reparto che con l’ambulatorio. Ci abbiamo investito molto e possiamo dire di saperlo decisamente curare”. Dunque un malattia curabile? “Sì – conferma Cardinali – è l’unica malattia degenerativa neurologica curabile. E sappiamo, ad esempio, che il ballo, il tango in particolar modo, può avere effetti benefici”.

 

Addentrandoci maggiormente nella malattia, il Parkinson è, appunto una malattia neurodegenerativa, causata dalla progressiva disfunzione e morte di cellule cerebrali che appartengono ai nuclei profondi dell’encefalo. La sua incidenza è relativamente elevata (ogni anno si ammalano circa 15 persone ogni 100000 abitanti) ed incrementa progressivamente dopo i 50 anni. L’età media di esordio di sintomi è intorno ai 60 anni, ma circa il 10% degli individui riferisce un inizio di malattia a 40 anni (Parkinson giovanile). Rari casi sono colpiti prima dei 30anni. Attualmente non sono ben definite le cause della malattia, si tratta sicuramente di un’eziologia multifattoriale legata a predisposizione genetica e fattori ambientali. Si tratta di una malattia cronica-degenerativa che progredisce lentamente e non riduce significativamente l’aspettativa di sopravvivenza. I sintomi cardine riguardano alterazioni della sfera motoria, come bradicinesia, tremore e rigidità  con conseguente  difficoltà nel’esecuzione di movimenti automatici o ben appresi ed adattamento motorio al variare delle condizioni ambientali. Trattandosi di una malattia multi sistemica, la Malattia di Parkinson è caratterizzata anche da disturbi non motori che riguardano l’ambito gastroenterico, genitourinario, neurovegetativo e neuropsichiatrico; si associano anche disturbi premotori quali disfunzione olfattiva, depressione ed ansia e disturbi del sonno, che possono anticipare di anni la diagnosi di Malattia di Parkinson. Per tale multi-sintomaticità si tratta di una patologia associata ad un peggioramento della qualità della vita, anche in relazione a modificazioni inerenti la sfera emotiva del paziente, i rapporti all’interno del nucleo familiare e la sua partecipazione alla vita sociale.  Esiste comunque una vasta gamma di terapie farmacologiche e fisiche, oltre che terapie alternative, che permettono una stabilità del quadro clinico ed un miglioramento del quadro emozionale.

L’impatto dell’isolamento durante la pandemia da Sars-Cov2 è stato molto forte nei malati di Parkinson, come in tutte le malattie neurodegenerative. L’inattività, lo stress e la solitudine hanno aggravato la malattia cronica , innescando complicanze quali il deterioramento cognitivo, l’insonnia, la depressione. Il lockdown ha comunque lasciato in eredità le esperienze positive della telemedicina e le osservazioni degli effetti avuti sui pazienti. Molti studi infatti hanno dimostrato la validità della telemedicina, che ha permesso di monitorizzare le manifestazioni cliniche e di non lasciare da soli pazienti e caregiver.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti