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Furto nella chiesa di San Tommaso, i ladri tentano di entrare anche in ufficio. Don Sebastiano: “Ferita spirituale per la comunità”

FERMO - Il parroco della chiesa: "Hanno rubato la corona del rosario appesa sulla statua della Madonna, e le candele della corona di avvento. Ieri hanno provato ad entrare in ufficio. Da quando sono parroco i furti e i tentativi di furto sono a quota 51"
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Don Sebastiano Serafini

 

Ci risiamo. La chiesa di San Tommaso di Canterbury, a Lido San Tommaso, è finita nuovamente nel mirino dei ladri. Qualcuno, ieri, ha rubato, almeno stando a un primo sommario sopralluogo, la corona del rosario appesa sulla statua della Madonna, e le candele della corona di avvento.

Ad accorgersi del furto, questa mattina all’alba, è stato direttamente il parroco don Sebastiano Serafini. Ci risiamo, si diceva. Sì perché purtroppo la chiesa di San Tommaso non è certo la prima volta che viene presa di mira dai ladri. Anzi, dire che non è la prima volta è davvero un eufemismo visto che negli ultimi anni, dodici per la precisione, ossia da quando don Sebastiano guida la chiesa di San Tommaso, i furti subìti o tentati sono 51.

Ma non finisce qui. Sì perché ieri alcuni malviventi questa notte hanno forzato e scassinato le porte dell’ufficio di don Sebastiano. Ma in quel caso è scattato l’allarme e i malviventi sono stati costretti alla fuga. E’ un don Sebastiano a dir poco abbattuto e demoralizzato quello che commenta gli ultimi fatti di cronaca che hanno visto come obiettivo la sua chiesa: “Questi furti sono uno sfregio alla comunità religiosa che in quei simboli (come il rosario e le candele) vedono un alto valore spirituale. Ecco, è una ferita spirituale, non economica. Per questo motivo non sporgerò denuncia. I carabinieri si sono comunque subito interessati ai fatti. E di questo li ringrazio infinitamente. Oggi, con i fedeli, abbiamo anche pregato, durante la messa, affinché chi ha compiuto quel gesto di rubare comprenda che ha ferito una comunità nella sua parte più spirituale”. Per don Sebastiano il furto e il tentato colpo in ufficio potrebbero non avere la stessa mano: “Ma solo perché quello in chiesa è stato uno sfregio, dicevamo, di carattere spirituale. In ufficio, invece, probabilmente cercavano beni più materiali, che non ci sono”. Una sequela di episodi criminosi che, però, resta. “Lo so bene – conclude il parroco – per un periodo avevo anche chiuso la chiesa di giorno. Ora l’ho riaperta perché deve restare la casa di tutti. Ma speriamo che la scia di furti si arresti una volta per tutte”.

 

 

 

 


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