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“La Fermanella” pizzeria-ristorante: la rinnovazione nella tradizione secondo Andrea Francavilla

Locali ristrutturati, cucina a vista, cella frigorifera ad hoc per la conservazione e frollatura della carne, menù arricchito del pregiato taglio bovino sashi, una cantina di vini pluripremiati e la qualità di tutte le materie prime, a partire dal legname nel forno. Bizzarro l’aneddoto sul nome dell’attività, legato a misteriose coincidenze…

Andrea Francavilla, nonostante la mole imponente da grande sportivo (con tanto di Ironman nel palmares), per timidezza non ama parlare molto, lui predilige il fare, preferisce annodarsi ‘lo zinale’, infarinarsi le mani per mettere a lievitare le masse, andare a controllare che la carne stia frollando come si deve, rimpinguare la cantina con vini locali apprezzati in tutto il mondo.
Ma, dato che la curiosità è femmina, e la gola anche, si è pensato bene di pungolarlo e fargli un po’ di domande per capire le ragioni per cui si dovrebbe scegliere di mangiare a La Fermanella, e di trascorrere una serata in questo accogliente ristorante-pizzeria ai piedi delle mura fermane. Perché poi, ad onor del vero, quando lo si interroga sul suo lavoro, che è anche la sua passione, i suoi occhi si illuminano, il petto si gonfia d’orgoglio e…piano piano Andrea Francavilla si apre.

Quando è nata la Fermanella?
“La pizzeria l’ho aperta nel 2006, quindi quest’anno festeggiamo 15 anni”.

A 15 anni si è nel pieno dell’adolescenza, si è volubili e un po’ capricciosi, si ama ‘cambiare d’abito’, anche La Fermanella è stata così?
“Diciamo di sì, dai (sorride). Infatti l’ho accontentata, ho deciso di rinnovare ‘la mia creatura’ sotto diversi aspetti: ho rimodernato completamente una delle sale, ho reso trasparente il lavoro dei miei collaboratori con la cucina a vista aprendo una grande finestra in vetro, accanto a dove già i miei pizzaioli all’opera accolgono vis a vis i clienti; oltre a curare il giardino, in cui ho aggiunto dei riscaldatori da esterno per sfruttare al massimo lo spazio all’aria aperta; ho poi riattrezzato tutta la parte interna, quella degli addetti ai lavori per intenderci, inserendo una nuova cella frigorifera esclusivamente per la carne, per mantenerla al meglio e farle raggiungere il giusto stadio di frollatura, per poi arrivare sui piatti succosa e saporita”.

Il tutto sotto piena pandemia poi, cosa che ha imposto anche doverosi ed ulteriori cambiamenti…
“Sì, il nostro settore, come molti altri, è stato fortemente colpito, ma non mi sono mai buttato giù, anzi, ho approfittato dei momenti di chiusura forzata per fare mente locale e realizzare quei cambiamenti che avevo in testa da un po’. Ho colto l’occasione anche per aggiornarmi ed informarmi, sia adeguando i locali alle nuove normative anti-covid, sia dando a me e ai miei dipendenti tempo e modo di specializzarci ulteriormente, sviluppare nuove capacità ed approfondire le nostre competenze nel campo della pizza, del vino e della carne”.

Parliamo subito di carne allora, che, accanto alla pizza ovviamente, è sempre stata un tuo fiore all’occhiello. Che novità bolle in pentola?
“Più che bolle in pentola diciamo che sfrigola sulle piastre e sul carbone! Oltre ai tagli tradizionali ho introdotto la carne ‘sashi’, la scottona rinomata per la sua marezzatura, ossia una adeguata distribuzione di grasso intramuscolare che le conferisce morbidezza e gusto unici. Questo tipo particolare di venatura deriva dalla modalità con cui viene allevato il bovino, del tutto naturale e al pascolo. Vado personalmente a controllare in loco, visitando gli allevamenti della razza pura marchigiana, che sono un vero sinonimo di qualità e autenticità di cui possiamo andar fieri”.

E la pizza?
“Beh, tutto ebbe inizio proprio con lei, quindi non l’ho mai abbandonata, anzi, amo inserire nel menù nuovi gusti, sempre prediligendo condimenti con prodotti locali e a km zero, ed offro la possibilità di poter scegliere anche l’impasto con farina di Kamut o con farina integrale macinata a pietra. Ed anche in questo caso la scelta delle materie prime è importante in tutto il procedimento di cucina: produco io stesso il carbone per il mio forno a legna, utilizzando esclusivamente legname di pregio per la cottura alimentare sia al fine di evitare fumi nocivi sia per esaltare il sapore del prodotto finale”.

Parliamo di ‘liquidi’ ora: per esaltare il cibo, con cosa lo ‘annaffiamo’?
“Immancabili le birre artigianali del territorio, ma devo dire che anche il vino si può abbinare alla pizza (ed alla carne ovviamente!) e la maggior parte dei vini che prediligo ha nomi locali seppur conosciuti a livello internazionale: basti pensare che sul podio dei migliori vini al mondo c’è un Verdicchio dei Castelli di Jesi, che nella mia cantina non manca mai”.

Infine, toglici una curiosità, come è stato scelto il nome “La Fermanella”?
“Credimi, c’è una storia particolare dietro, è stato un curioso incrocio di diverse coincidenze, tutte slegate fra loro, ma che nello stesso momento hanno reso inevitabile la scelta di questo nome”.

Racconta!
“Rilevai il locale da una precedente conduzione, pertanto avevo proprio voglia di darle un nome tutto mio. Poi due persone, tra cui mio padre, persona che conta davvero molto per me, mi dissero di collegarla alla nostra bella città e che “Fermanella” è il nome di un’opera teatrale tipicamente fermana in cui vengono romanzate, anche in musica, le nostre tradizioni. Inoltre, il giorno dell’inaugurazione mi fu regalato un ricettario nazionale degli anni ’70, che tengo ancora esposto in pizzeria, in cui uno dei ristoranti menzionati era “Da Nasò” (che era il primo ristorante che in origine si trovava esattamente dove ora c’è “La Fermanella”, ndr) e presentava come ricetta un piatto chiamato proprio “Fermanella”. Quindi, senza neanche volerlo, “La Fermanella” aveva già il destino segnato!!“

Ed ora la parte pratica: i contatti
La Fermanella, a Fermo in Viale Crollalanza n.45, è aperta tutti i giorni ed offre anche servizio d’asporto
Tel.: 0734 – 217021
Cell.: 3393825031
Profili social: Facebook : https://www.facebook.com/lafermanella1  Sito ufficiale: https://www.lafermanella.com/

(articolo promo-redazionale)

 

Andrea Francavilla, titolare del ristorante-pizzeria La Fermanella

Il giardino di “La Fermanella”

La cucina a vista del ristorante-pizzeria La Fermanella

 

Il forno a legna di La Fermanella

 


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