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Steat, il bilancio di Alessandrini: “Bene i controlli sul green pass, ottima collaborazione dai passeggeri” VIDEO

FERMO - Il presidente della società di trasporti: "Pronti a partire col restauro dell'ex stazione Santa Lucia, appena arriva l'ok dalla Soprintendenza partiremo col chioschetto".
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di Francesca Maria Mori

Ospite ai microfoni di Radio FM1, il presidente della Steat Fabiano Alessandrini ha parlato a tutto campo questa mattina, dai controlli sui green pass a bordo dei mezzi pubblici al restauro della stazione Santa Lucia, fino agli investimenti della società per il rinnovo del parco mezzi. Un bilancio, quello del leader della società di trasporti, che parte “dagli autorevoli soggetti certificatori che hanno evidenziato l’ottimo funzionamento dell’azienda. Spesso le aziende pubbliche vengono viste come dei carrozzoni, ma non è certo il nostro caso. – ha sottolineato – Non è semplice farla funzionare, perché deve confrontarsi sul mercato, ma con tutti i vincoli del pubblico. Il gioco di squadra, però, porta i risultati”.

Alessandrini ha ringraziato “i soci, il Consiglio di amministrazione e un grazie sentito va ai lavoratori ed alle rappresentanze sindacali, con cui c’è un ottimo rapporto. I dipendenti svolgono un ruolo fondamentale, c’è un ottimo clima ed un forte senso di appartenenza”.

L’obbligo di green pass a bordo dei mezzi pubblici era visto come uno spauracchio, ma i primi giorni dall’introduzione delle nuove disposizioni fanno tirare un sospiro di sollievo. “Temevamo l’obbligo del green pass a bordo, inutile nasconderlo. Ci sono oggettive difficoltà, non è semplice garantire il controllo, specie sulle tratte brevi, quando per un percorso di pochi chilometri salgono diversi pendolari e ci sono appena pochi minuti di viaggio. Il decreto affida i controlli alle forze dell’ordine, ma è impensabile pretendere una presenza così capillare ed inevitabile che la responsabilità cada sull’azienda. Per il momento non abbiamo riscontrato particolari difficoltà ed apprezziamo una grande collaborazione dei passeggeri che salgono a bordo già pronti con il telefonino per esibire il green pass. C’è più consapevolezza rispetto al passato. Qualche mese fa c’era gente che rifiutava anche di indossare la mascherina ed aveva un atteggiamento provocatorio. Il clima è cambiato, speriamo di continuare così. Su alcune tratte constatiamo una flessione dell’affluenza, evidentemente chi è restio al green pass obbligatorio si muove con mezzi propri”.

Alessandrini ha poi evidenziato “la responsabilità sociale di un’azienda. A volte qualcuno vede l’autobus semivuoto e pensa ad uno spreco. Invece è un servizio anche sociale che magari va nel piccolo Comune dell’entroterra per qualche utente che ha difficoltà a spostarsi. Non dimentichiamo che la mobilità è un diritto. All’inizio del mio mandato alla Steat un sindaco dell’entroterra mi disse che voleva la fermata dell’autobus davanti alla porta del paese, perché lo considerava un segnale che il suo Comune non fosse tagliato dal resto del territorio”.

Il presidente Steat ha sottolineato anche l’impegno per la sicurezza con i defibrillatori a bordo e la formazione del personale. “Garantire la sicurezza è un impegno molto importante. Possono capitare malori durante gli spostamenti, occorrono attrezzature di primo soccorso e personale formato per utilizzarle, soprattutto quando si viaggia per più giorni con la linea gran turismo che per noi rappresenta una voce significativa, con un fatturato di circa 2 milioni di euro l’anno. Stiamo vedendo una ripresa sostenuta degli spostamenti, soprattutto verso le grandi città d’arte”.

Quanto alle prossime scadenze, Alessandrini è pronto a presentare in primavera “il bilancio di sostenibilità ambientale che si lega ad esempio al progetto realizzato su Monte Cacciù. Abbiamo previsto il cambio di una quarantina di mezzi in pochissimo tempo, un investimento significativo. Poi c’è tutta la partita relativa al recupero dell’area Santa Lucia. Avremo a breve, spero la prossima settimana, un incontro con la Soprintendenza, appena avremo il via libera vogliamo partire con la ristrutturazione del sito, col recupero della vecchia stazione e, nell’immediato, del chioschetto”.


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