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Quando la logica salva una strega del ‘600: successo nazionale per il Liceo Matematico di Fermo

SCUOLA - Gli studenti del “Temistocle Calzecchi Onesti”, supportanti dalla professoressa Guidone, hanno vinto il concorso dell'Associazione Italiana Logica e Applicazioni

redazione CF

Le scuole del Fermano non finiscono mai di sorprendere. Nonostante il periodo particolarmente complicato, segnato da una pandemia che ha condizionato e continua a condizionare l’attività didattica, studenti ed insegnanti continuano ad impegnarsi, dentro e fuori la scuola, anche in percorsi di caratura nazionale. L’ultimo esempio in ordine di tempo è quello del Liceo Matematico del “Temistocle Calzecchi Onesti” di Fermo, che ha trionfato al concorso dell’Associazione Italiana Logica e Applicazioni con un progetto molto particolare, incentrato su una caccia alle streghe ambientata nel ‘600. Supportati in ogni fase del loro lavoro dalla professoressa Giovanna Guidone, gli studenti hanno raccontato così un’esperienza che ha raccolto il plauso della dirigente Marzia Ripari e di tutto l’istituto.

“Immaginiamo un paese di soli uomini, suddivisi in due gruppi distinti: quelli che si fanno la barba da soli e quelli cui fa la barba il barbiere. Ma ad un certo punto sorge una questione: a quale gruppo appartiene il barbiere? Quello che avete appena letto si chiama paradosso del barbiere e ha messo in crisi le certezze della Matematica all’inizio del XX secolo.

Quando l’AILA ha bandito un concorso per un video di 90 secondi, abbiamo pensato che il barbiere di Bertand Russell potesse essere la carta vincente. Abbiamo letto e studiato altri paradossi sugli insiemi: situazioni strane, nelle quali non si sa come rispondere, perché qualsiasi cosa si faccia si incorre in una contraddizione.

E poi ci siamo armati di fantasia: abbiamo pensato che una povera ragazza accusata di stregoneria potesse, con il solo uso del suo ingegno, sfruttare una situazione simile per sfuggire alla sua condanna a morte.

Abbiamo scritto un copione, una sceneggiatura, abbiamo creato costumi d’epoca, trovato una location, studiato un trucco idoneo.

Nel frattempo maggio era arrivato e finalmente potevamo uscire: dopo mesi di chiusura, ci siamo goduti alcune ore all’aperto.

Abbiamo costruito il set: con i pali degli scout per la forca, con le fascine di una fattoria per la pira, con il fumo per fare scena; con la cantina buia, le catene della strega, i suoi capelli unticci, il cappello del boia e l’autorevolezza del giudice.

Abbiamo girato in una mattina piovosa: tutti avevano un ruolo, a cominciare da chi aveva composto e inciso la musica per la colonna sonora. Il lavoro l’hanno terminato alcuni di noi, esperti di montaggio di video.

Il resto l’ha fatto l’AILA, che ci ha dato il primo premio. E dopo tutto questo, come si fa a non dire che la logica nella vita non serve?!?”.


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