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Pioggia di fondi europei per le Marche in crisi, Castelli: “Una cabina per aiutare i Comuni” (VIDEO)

FERMO - Grande partecipazione per l'incontro organizzato dalla Regione Marche in occasione di un passaggio storico che mette insieme la programmazione ordinaria con la programmazione di una risorsa straordinaria
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di Andrea Braconi

Un’Europa più intelligente, più verde, più connessa, più sociale, più vicina ai cittadini. E soprattutto un’Europa che destina molte più risorse alle Marche per la programmazione 2021-2027. Il plafond destinato alla nostra regione, infatti, aumenta in maniera esponenziale, come illustrato dal vice presidente regionale Guido Castelli in occasione dell’incontro di ascolto alla Sala dei Ritratti di Fermo.

Un miliardo e 100 milioni di euro, con un incremento del 76% che però ha un risvolto negativo: le Marche a breve saranno ufficialmente classificate tra le regioni europee in transizione, ovvero in crisi, abbandonando quell’elenco di realtà più sviluppate del centro nord. “E quindi aumenteranno gli aiuti – ha spiegato Castelli – che dovremo distribuire tra FESR e FSE in 7 anni”.

“La prima considerazione da fare sulla precedente programmazione 2014-2020 è che siamo in ritardo: anche per effetto della crisi sanitaria non è stato ancora approvato l’accordo di partenariato, che si spera avvenga entro gennaio. Perché dopo le Regioni dovranno approvare i documenti programmatici che potranno attribuire queste risorse ai 5 obiettivi, che l’UE ha definito come destinatari possibili di queste attività. Quest’anno stiamo affrontando un tornante della storia che fa sì che si aggiungano altri fondi e sarebbe ideale proseguire in una logica coordinata. Il PNRR finanzierà tendenzialmente investimenti, quindi lo sguardo coordinato a queste due masse fluviali va posto anche su FESR e FSE perché sarà possibile individuare risorse per il funzionamento delle cose che avremo costruito con gli altri fondi”.

Castelli ha ripercorso anche lo schema dell’area di crisi complessa, ringraziando la presidente Moira Canigola e ribadendo come i fondi destinati ai vari progetti provengano proprio dall’Europa.

Altro strumento importante, ha aggiunto, è quello del Fondo Sviluppo e Coesione, sostenuto da risorse statali che accompagnano quel miliardo di derivazione europea finalizzato ad attività dirette ad investimenti, anche quelli che non si possono realizzare con il FESR. “Con gli anticipi di questo fondo il presidente Acquaroli ha voluto concentrare gli sforzi nel Fermano. Completeremo l’opera di collegamento tra il casello di Porto Sant’Elpidio e Campiglione, si farà il collegamento tra il casello di Civitanova e Porto Sant’Elpidio con prolungamento di via Einaudi. Ricordo anche che con il PNRR sisma abbiamo finanziato il primo tratto della Mare Monti tra Amandola e Servigliano. In un’attendibile previsione possiamo dire che la Lungotenna si potrà collegare in termini non irragionevoli fino a Servigliano”.

Resta il nodo dell’aiuto agli enti locali nella programmazione, che Castelli ha sciolto annunciando l’arrivo di quella che definisce “una piccola flotta esperti che mettiamo a disposizione di Comuni e Province”. “Sono in corso le procedure per la selezione di 30 esperti, per una cabina di sostegno e consulenza che cercherà di essere più ordinati possibili nell’individuazione di queste progettazioni, in modo da essere corrispondenti al meccanismo di rendicontazione”.

Il sindaco Paolo Calcinaro ha rivolto un plauso alla presenza di numerosi amministratori ed attori delle dinamiche economiche del Fermano. “Noi sindaci ci troviamo in un momento piuttosto particolare perché, a differenza di tante altre occasioni, ci si prospettano sia molte possibilità dal livello governativo con il PNRR che un piano FESR e FSE ancora più cospicuo. Siamo contenti perché per tanti anni abbiamo chiesto di farci decollare, ma oggi abbiamo un timore che è quello del poter mettere a terra questi finanziamenti, un problema condiviso da tanti. La prima riflessione è la possibilità di pensare a come sostenere i Comuni nell’andare a spendere queste risorse. L’altro lato oscuro è la normativa sugli appalti che a volte ci soffoca. C’è il problema delle aree interne, che devono assolutamente essere valorizzate, ma abbiamo anche il problema di una serie di Comuni in aree cuscinetto che possono sfuggire. Servono, quindi, misure mirate”.

Da non dimenticare la parte sociale che sarà beneficiaria di fondi del PNRR. “Dobbiamo cercare di proseguire le ottime prassi raggiunte grazie ai finanziamenti europei. Penso ai tirocini di inclusione sociale, esperienze molto positive ma che hanno dei limiti temporali da rivedere. Sicuramente possono essere potenziati, perché sono strumenti concreti per i nostri servizi sociali e per gli Ambiti Sociali”.

E per cercare di risolvere le situazioni prospettate dal primo cittadino, incontrare amministratori e associazioni di categoria (come ha scelto di fare la Regione Marche) diventa un passaggio fondamentale. “Oggi la provincia di Fermo potrebbe cogliere delle grandi opportunità – ha evidenziato Andrea Putzu, presidente della Commissione Attività Produttive -. Dobbiamo aiutare i piccoli Comuni fuori dal cratere, ai quali potremmo essere in grado di dare grandi risposte grazie a queste risorse, così come su temi come il ripopolamento dei borghi ed il rilancio delle imprese in una provincia produttiva come la nostra. A questo proposito ringrazio Moira Canigola per aver coordinato il tavolo di crisi e lancio un appello a fare squadra: mettiamoci tutti insieme per dare uno slancio all’economia di questa zona e della nostra regione”.

All’incontro hanno preso parte anche il segretario generale della Giunta regionale, Mario Becchetti, che si è soffermato sul crono programma della programmazione, ed il dirigente regionale Andrea Pellei, con un riferimento “a questo passaggio storico che mette insieme la programmazione ordinaria con la programmazione di una risorsa straordinaria”.


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