facebook twitter rss

Quasi 5mila imprese femminili nel Fermano: “Parola d’ordine resilienza”

DATI - Le riflessioni scaturite durante l’incontro nazionale di fine anno del Movimento Donne Impresa Confartigianato, al quale hanno partecipato anche Sara Servili ed Eleonora D'Angelantonio, le referenti delle province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo
Print Friendly, PDF & Email

sara_servili_ceo_fidoka

Sara Servili

 

Le imprenditrici hanno pagato il prezzo più alto della crisi pandemica, ma hanno anche saputo affrontare le difficoltà con eccezionali capacità di resilienza, problem solving, abilità multitasking. Sono le riflessioni scaturite durante l’incontro nazionale di fine anno del Movimento Donne Impresa Confartigianato, al quale hanno partecipato anche le referenti delle province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo.

«La capacità di resilienza per guardare al futuro  – si legge in una nota di Confartigianato – è stato un tema centrale, considerando anche l’impatto del Movimento nei nostri territori: le imprese femminili delle Marche sono 38.352, di cui 8.934 del Maceratese, 5.653 dell’Ascolano e 4.852 del Fermano. Sono 3.576 le imprese marchigiane guidate da under 35 (870 nel Maceratese, 548 nell’Ascolano e 471 nel Fermano)».

«In un periodo così complesso – le parole di Sara Servili, presidente interprovinciale Donne Impresa – bisogna pensare al domani tenendo bene a mente quali sono le qualità che abbiamo e gli obiettivi cui dobbiamo puntare nel 2022. Solo un reale sforzo di tipo collegiale premierà infatti le qualità delle proposte. Durante l’incontro annuale del Movimento sono state riportate sei parole d’ordine che caratterizzano lo sviluppo di un’economia della sostenibilità, che penso siano un’ottima chiave di lettura: pianeta, persone, profitto, parità, progresso, pace».

2-Eleonora-DAngelantonio-e1637850678267-325x198

Eleonora D’Angelantonio

Eleonora D’Angelantonio, referente interprovinciale di Donne Impresa, ricorda la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta proprio in questi giorni, del Fondo per l’imprenditoria femminile, e sottolinea l’importanza “di cogliere tutte le opportunità” capaci di farci uscire da una situazione che ha gravemente penalizzato le imprenditrici. Tra queste, «l’attenzione va riposta sul Pnrr e sugli elementi del Piano che si focalizzano sul welfare. L’augurio è che si attenui quel gap riguardante la conciliazione lavoro-famiglia e tutti quegli aspetti che gravano sul lavoro delle donne».

Le noti dolenti: tra settembre 2020 e settembre 2021 si è registrato a livello nazionale il calo del 7,8% dell’occupazione femminile indipendente, a fronte del – 6,1% della componente maschile. Trend negativo anche sul fronte del fatturato delle imprese guidate da donne, con una diminuzione di 4,4 punti inferiore rispetto alla media.

Ma, come concludono Servili e D’Angelantonio, a questi dati negativi si accompagnano i primati positivi del nostro Paese, che è al primo posto in Europa per il maggior numero di imprese a conduzione femminile, ben 1.336.227.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti