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Bilanci e futuro, il sindaco Loira si racconta. “Con me si chiude un’epoca, torno a fare l’avvocato ma resto a disposizione della politica

PORTO SAN GIORGIO - Faccia a faccia con il sindaco Nicola Loira a pochi mesi dalla scadenza naturale del suo secondo mandato amministrativo. Tra bilanci e prospettive, il primo cittadino riconfermato per due volte alla guida della città si racconta a Cronache Fermane.
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di Sandro Renzi

Un anno che si chiuderà ufficialmente domani, due stagioni, anzi due lustri, che lo hanno visto protagonista sulla scena politica sangiorgese, che arriveranno alla loro naturale scadenza tra pochissimi mesi, quando la città sarà chiamata nuovamente alle urne. Il sindaco Nicola Loira si racconta a Cronache Fermane con uno sguardo rivolto agli ultimi dieci anni di amministrazione comunale ma con le idee ben definite anche sul futuro che attende Porto San Giorgio e che lascia in eredità a chi prenderà il suo posto.

Sindaco, si chiudono un anno ed una stagione amministrativa durata due lustri consecutivi. Rimpianti?

Nessun rimpianto. Avrei potuto fare di più, meglio o diversamente ma fa parte delle cose. E’ stato fatto comunque tantissimo rispetto anche alle condizioni date e alle difficoltà quotidiane: ogni giorno c’è una montagna da scalare e gli obbiettivi stanno dall’altra parte del versante. Sono stati raggiunti quasi tutti.

Cosa lascia in eredità a chi verrà dopo di lei? 

Chi verrà dopo di me può aprire una stagione completamente nuova non solo perché con me si chiude un’epoca ma anche perché, se non ci sono imprevisti e possiamo completare le procedure urbanistiche che riguardano, per esempio, il piano regolatore del porto e l’ex cinema Excelsior, si può ragionare finalmente su temi nuovi: Porto San Giorgio non ha più superficie per immaginare sviluppo ovvero per collocare servizi o dare risposte abitative ai giovani, solo per fare un esempio.

Col senno del poi cosa non rifarebbe?

Non ci sono cose di cui mi debba pentire particolarmente, più o meno rifarei tutto anche perché al di là dei risultati raggiunti o di quello che può essere stato percepito, ho sempre cercato di perseguire l’interesse generale.

Come ci ha cambiati la pandemia e come è cambiata la comunità sangiorgese alle prese con questa emergenza?

La pandemia oltre a non risparmiare Porto San Giorgio da lutti e sofferenze ha violentato il tessuto economico della nostra città. Gli esercenti, gli albergatori, gli operatori turistici hanno dovuto rivedere completamente e per certi versi ridimensionare le loro attività. Ma anche se il Covid ci è piombato addosso in un momento in cui stavamo già vivendo un forte momento di crisi, la città ha saputo rialzarsi, cambiare pelle da un punto di vista commerciale, e sta tenendo botta egregiamente. Anche con l’aiuto dell’Amministrazione comunale.

Porto San Giorgio è ancora la città degli ex? Ex cinema, ex Silos etc?

Porto San Giorgio è stata per tanto tempo la città degli “ex” perché essi sono tutti beni privati e quasi mai ci sono state le condizioni e le capacità politiche per affrontare progetti di riqualificazione con i proprietari. Oggi fanno tutti parte del futuro prossimo di Porto San Giorgio: durante la prossima legislatura non solo assisteremo alla ristrutturazione dell’ex cinema ed alla riqualificazione di Piazza della Marina ma, il passaggio dell’ex lavanderia Cossiri dall’amministrazione fallimentare ad una nuova proprietà, consentirà anche la realizzazione dell’ingresso sud della Città.

Un paio di dritte al nuovo Sindaco?

So già chiaramente quali consigli dare al nuovo Sindaco, sia egli un amico o no. Soprattutto in termini operativi, in relazione al funzionamento della macchina comunale. Poi è necessario che sia un Sindaco diverso da Loira, pur mantenendo serietà e sobrietà istituzionale.

Tornerà a fare l’avvocato a tempo pieno quando sarà terminato il mandato amministrativo? Oppure ha in serbo qualche altro obiettivo politico?

Tornerò sicuramente a fare l’avvocato magari mettendo anche a disposizione di terzi, compresa la politica, il complesso bagaglio di esperienze e competenze maturate in questi anni.

Per chiudere, cosa augura ai sangiorgesi per il 2022?

La crisi economica e la repentina trasformazione del settore commerciale prima, la pandemia poi, ci hanno fatto scoprire improvvisamente fragili: esprimo l’auspicio che si rafforzi in ognuno di noi il sentimento solidale di appartenenza alla comunità cittadina, trovando nella nostra storia, nelle esperienze vissute e nella nuova intraprendenza dei giovani le ragioni per un misurato ottimismo per l’avvenire.


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