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Valentini: “Arretramenti dell’A14 e della ferrovia soluzione ideale e fattibile, subito una progettazione unitaria”

INFRASTRUTTURE - Il presidente della fondazione San Giacomo della Marca: "Raggiungere l’obiettivo dell’arretramento autostradale da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto e dell’arretramento ferroviario almeno nelle Marche sud è necessario, ma anche realistico. Cittadini e istituzioni locali lavorino insieme per raggiungere gli obiettivi"
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Massimo Valentini

“Il recente convegno su ‘Arretrare l’Autostrada per lo Sviluppo Sostenibile del Territorio‘ ha fatto emergere due chiare consapevolezze. La prima riguarda la necessità di tale richiesta che porterebbe un grande valore aggiunto a tutto il territorio in termini di sostenibilità. Si libererebbe la costa da una pressione ambientale enorme causata dalla concentrazione di tutti i tipi di traffico nord-sud nei centri abitati della costa e si porterebbe una via di comunicazione fondamentale come l’autostrada in prossimità delle aree interne rompendo così il loro mortale isolamento e nello stesso tempo preservando i caratteri della bellezza ambientale con una realizzazione a ridosso delle zone industriali urbanizzate delle vallate e con un passaggio in galleria per gli attraversamenti collinari. L’altra consapevolezza emersa è la concreta possibilità di realizzare questa opera in quanto si tratta di un’opera che rientra tra le fattispecie adottate normalmente dal Ministero, ovvero la possibilità di prevedere tali arretramenti e la disponibilità di risorse che devono però osservare il loro naturale iter“.

E’ l’intervento del presidente della fondazione San Giacomo della Marca, Massimo Valentini che torna ad affrontare uno dei temi più dibattuti, da anni, da decenni, nel Fermano in ambito infrastrutturale: l’arretramento della terza corsia dell’A14, appunto. Un tema molto caro a Valentini e alla fondazione che presiede.

“Per arrivare alla realizzazione di un’opera infrastrutturale di questo tipo occorre in primis andare alla progettazione dell’opera, poi sulla base dell’ipotesi progettuale e quindi della stima dei costi andare alla definizione delle risorse, infine all’appalto dei lavori. Occorre pertanto in questa fase chiedere che si vada immediatamente ad una progettazione dell’opera dell’arretramento autostradale da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto. Questa richiesta deve oggi confrontarsi con l’accelerazione data al tema della velocizzazione della linea ferroviaria adriatica che richiede una chiara presa di posizione da parte del territorio in quanto da anni sta andando avanti l’incredibile progetto di portare la velocità dei treni sull’attuale tracciato a 200 km all’ora apponendo barriere antirumore alte 8 metri per controllare l‘enorme inquinamento acustico che ne deriverebbe. Deve essere chiaro che non sono chiacchere, ma che ci sono atti formali che porteranno inevitabilmente a questa realizzazione se i territori non si faranno sentire. Rimane difficile da comprendere come la mancanza di una visione strategica dello sviluppo della dorsale adriatica abbia portato a partorire una scelta di questo tipo che è inaccettabile per i territori costieri in quanto si andrebbe a distruggere l’ecosistema marittimo e la sua economia. La dorsale adriatica è stata proprio oggetto nel mese scorso di un atto formale da parte della Commissione Europea che porterà a breve il Parlamento Europeo ad inserire anche il tratto Ancona-Foggia nel Corridoio Baltico-Adriatico delle reti Trans-Europee. E’ una grandissima opportunità per modernizzare le vie di comunicazione della dorsale adriatica che è stata raggiunta attraverso la spinta delle 4 regioni adriatiche e di corpi intermedi come la nostra Fondazione che – continua il presidente Valentini – ha coinvolto nello scorso maggio con un convegno proprio su questo tema i coordinatori europei delle reti trans-europee e i presidenti delle regioni interessate.

L’arretramento della ferrovia per l’alta velocità, per le merci e per i treni veloci appare in questo caso l’unica soluzione, quantomeno nel tratto delle Marche sud. L’attuale tracciato con le relative stazioni rimarrebbe operativo solo per una metropolitana di superficie che garantirebbe un traffico regionale e il collegamento con l’unico snodo regionale di Ancona. Tale arretramento ferroviario va perfettamente a sposarsi con la necessità dell’arretramento autostradale da Porto Sant’Elpidio richiedendo pertanto una progettazione unitaria che è possibile subito avviare utilizzando parte delle prime risorse di 5 miliardi previste dal Governo per la dorsale adriatica. Solo avendo questa progettazione si potrà poi passare ad una realizzazione a stralci della intera opera. Raggiungere l’obiettivo dell’arretramento autostradale da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto e dell’arretramento ferroviario almeno nelle Marche sud è necessario, ma anche realistico e non ha alternative se non quella della realizzazione della terza corsia autostradale nell’attuale sito e della velocizzazione dell’attuale rete ferroviaria con le barriere antirumore alte 8 metri. Ciascuno a questo punto deve assumersi le proprie responsabilità, sia i cittadini che le istituzioni locali, lavorando insieme per raggiungere gli obiettivi degli arretramenti che sono la strada per dare un futuro di sviluppo al territorio”.


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