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Posti letto full nei reparti, giornata da incubo al Pronto soccorso. Valentino al lavoro con la direzione Av4 per superare lo ‘scoglio’ sovraffollamento

FERMO - Venti pazienti Covid sono rimasti nel reparto guidato dal primario Alessandro Valentino, causa mancanza letti negli altri reparti. «Nelle prossime ore dovrebbero liberarsi dei posti a Malattie infettive e nella struttura di Campofilone. Siamo costantemente al lavoro per fronteggiare le situazioni critiche. E questo è possibile anche e soprattutto grazie all'impagabile lavoro di medici, infermieri e Oss che si stanno davvero facendo in quattro»
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Il primario Alessandro Valentino

di Giorgio Fedeli

Giornata da incubo quella vissuta oggi al Pronto soccorso dell’ospedale Murri di Fermo. A gettare sale sulle ferite di un reparto in grandissima difficoltà ormai da tempo immemore, i posti letto per pazienti Covid tutti occupati nei reparti.

Una situazione che ha costretto il primario del Pronto soccorso, Alessandro Valentino, a racimolare e ricavare spazi un pò ovunque, per accogliere i pazienti malati di Covid arrivati nel suo reparto in giornata. Venti, in totale, sistemati con tutte le accortezze del caso, a partire dal distanziamento e dalla netta separazione tra gli affetti da Coronavirus e le altre emergenze. Sì perché, non ci si dimentichi che al Pronto soccorso ormai da mesi è tornato ad arrivare di tutto. Dopo la virtuosa renitenza, chiamiamola così, dell’utenza che durante il primo lockdown ha fatto registrare un sensibile calo degli accessi, con le persone che hanno fatto ricorso alle cure del reparto d’ingresso del Murri solo quando ve ne era realmente bisogno, da mesi, dicevamo torna di tutto. Pazienti ‘di ogni genere’ e codice, a cui ovviamente si aggiungano anche i malati Covid, o i casi sospetti. Se a questo si somma l’ormai cronicizzata, incancrenita, carenza di medici e infermieri, il mix letale è bell’e servito. Insomma si va avanti, si prova in ogni modo e con ogni mezzo a fronteggiare l’emergenza (di personale e posti letto) nell’emergenza (quella pandemica). E si riesce a restare a galla solo grazie al lavoro e all’abnegazione dei medici, infermieri e Oss del Pronto soccorso.

Il direttore Av 4, Roberto Grinta

Ma torniamo ad oggi, giornata passerà agli annali del Murri come una di quelle ‘limite’, da bollino rosso, per il Pronto soccorso. «Sì, confermo, la situazione oggi è stata molto impegnativa. E lo è tuttora – confessa il primario Alessandro Valentino, anche lui in reparto, al fronte verrebbe da dire ormai – abbiamo avuto 20 casi Covid. Domani si dovrebbero sbloccare dei posti letto nei vari reparti quindi dovremmo riuscire a ricoverarne gran parte. Abbiamo lavorato tutto il giorno con la Direzione di Area vasta 4 e l’Ospedaliera, a tutti i livelli insomma, per cercare di trovare posti. Speriamo che nelle prossime ore la situazione migliori. Abbiamo lavorato per il problema del sovraffollamento. Ce la siamo cavata alla meglio”. Nodo accessi, dunque? “Non direi. Piuttosto è stata una questione di mancanza posti letto. E alla fine i pazienti – spiega il primario – sono rimasti in Pronto soccorso. Con 20 pazienti Covid abbiamo dovuto ‘invadere’ anche mezza area no Covid del Pronto soccorso perché dobbiamo fare di tutto per mantenere anche rispettate le doverose distanze tra pazienti Covid e no Covid. Domani mattina dovrebbero liberarsi dei posti a Malattie infettive e nella struttura di Campofilone. Quindi probabilmente sarà possibile ricoverare gran parte di questi pazienti che abbiamo. Comunque siamo costantemente al lavoro per fronteggiare le situazioni critiche. E questo è possibile anche e soprattutto grazie all’impagabile lavoro di medici, infermieri e Oss che si stanno davvero facendo in quattro. Stanno reggendo il Pronto soccorso».


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