
Il Partito della Rifondazione Comunista organizza per domenica 13 febbraio 2022, dalle 10 alle 13 in Piazza del Popolo a Fermo, una giornata di mobilitazione nell’ambito della campagna contro gli aumenti delle bollette e il ripristino della legge Fornero avviata nello scorso dicembre. Ad annunciarlo è Alessandro Fortuna, segretario della federazione di Fermo: «Saremo presenti in decine di piazze in tutta Italia con i nostri striscioni, le bandiere e i volantini e una raccolta firme contro gli aumenti delle bollette e il carovita che colpiscono in modo durissimo i ceti popolari e i lavoratori italiani già stremati da salari e pensioni tra i più bassi d’Europa, spesso da fame, precarietà diffusissima e disoccupazione. Vogliamo dire basta a una incidenza sistematica della tassazione su salari e pensioni che oggi si avvale di un’inflazione al 4,8% per cento per scaricare sui lavoratori gli effetti nefasti delle liberalizzazioni e della speculazione sui prezzi. Vogliono farci credere che gli aumenti delle bollette derivino dalla transizione ecologica, in realtà siamo di fronte al fallimento della liberalizzazione e della privatizzazione del settore energetico».
«Il caro bollette è una vera emergenza nazionale che apre una nuova crepa sulla privatizzazione di beni di prima necessità quali l’energia, di cui nessuna famiglia può fare a meno – continua Fortuna -. Ci mobilitiamo per pretendere che il governo intervenga immediatamente, bloccando gli aumenti come in Francia e in Spagna, tagliando i profitti delle grandi aziende che distribuiscono e vendono il gas e l’energia elettrica, colpendo la speculazione finanziaria sui meccanismi di formazione dei prezzi di gas ed elettricità, eliminando oneri di sistema obsoleti, dando finalmente un taglio ad accise, addizionali regionali e iva, tasse pagate in prevalenza dai ceti popolari». «Raccoglieremo anche le firme contro il ripristino della legge Fornero sulle pensioni – conclude – su cui proprio questi giorni si discute nei tavoli tra governo e sindacati, avanzando le nostre proposte per: la pensione a 60 anni o con quaranta di contributi; per le donne, pensione a 55 anni o 35 di contributi; non più pensioni sotto i mille euro; l’adeguamento integrale delle pensioni all’inflazione. Le firme raccolte verranno utilizzate per promuovere e sostenere ordini del giorno nei consigli comunali e consegnate ai prefetti per farle arrivare al governo».














