di Leonardo Nevischi

Lo scorso 15 gennaio il vecchio direttivo era stato indotto a chiudere il centro sociale “Salvadori” a causa del verificarsi di episodi di violenza e pesanti minacce. Una situazione molto difficile da gestire perché la struttura di via Bachelet a Lido Tre Archi rappresenta un punto chiave per un quartiere già noto per le sue criticità. Al che, sulla vicenda era intervenuta anche il prefetto Vincenza Filippi nel comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Dallo scorso 25 gennaio, però, il centro è tornato ufficialmente operativo con l’obiettivo di fungere sia da luogo di aggregazione per gli anziani sia da luogo di integrazione dove i ragazzi di tutte le etnie possano svolgere le loro attività ricreative.

Paolo Calcinaro

«Il centro sociale si è fatto forza ed ha riaperto i battenti sotto la guida della nuova presidente Carmen Serino – ha spiegato il sindaco Paolo Calcinaro -. Qui ci sono cittadini che si corciano le maniche e mettono molto del proprio per far sì che il quartiere progredisca, poi invece c’è una minoranza che non si mobilita per dare una mano ma è la prima a puntare il dito» ha punzecchiato il primo cittadino di Fermo facendo implicitamente riferimento a Gabriele Voltattorni, presidente del Comitato residenti di Tre Archi che in precedenza aveva parlato di una “resa da parte dell’amministrazione dinanzi una situazione sempre più critica”.

Un centro sociale sempre più centrale nei piani dell’amministrazione comunale: «Vogliamo incrementare la partnership del comune e abbiamo aggiunto un supporto per il centro sociale attraverso l’inserimento di operatori sociali per i più giovani, che è giusto che continuino a vivere queste strutture che presto diventeranno ancora più appetibili – ha proseguito Calcinaro -. Immaginiamo da qui a due anni una zona completamente rinnovata che potrà dare vita a un’aggregazione che abbia anche un perno sportivo. In passato ricordo che le conseguenze e le attività criminogene qui dentro si espandevano a macchia d’olio: ora le problematiche non sono scomparse, ma si sta portando avanti un lavoro e i passi in avanti sono sotto gli occhi di tutti. Basta dipingere questo quartiere come un luogo infernale, soprattutto per rispetto dei residenti che hanno a gran cuore Tre Archi e che vedono prospettive di crescita per questa zona». Sulla questione sicurezza il sindaco è lapidario: «Ogni pomeriggio stiamo cercando di mettere una pattuglia di vigili a perlustrazione della zona: non sarà risolutivo ma anche la semplice presenza delle forze dell’ordine scoraggia lo spaccio».

Si passa poi alla questione legata alla gestione degli spazi (tema che ha già visto scontrarsi gli anziani ed i giovani frequentatori del centro sociale): «Una grande risposta verrà dal prossimo futuro, ossia dalla realizzazione delle strutture in cantiere. Ne è un esempio lo skate park: non avevamo la certezza che fosse così rispettato ed invece ad oggi non vi è nemmeno un murales ed è perfettamente custodito. Questo non è indifferente, perché significa che se si porta qualcosa di nuovo anche qui forse chi vi vive si responsabilizza».

Alessandro Ranieri, coordinatore dell’Ambito Sociale XIX

Una sfida da vincere anche per il consigliere Luciano Romanella, da sempre vicino alle sorti del quartiere: «Vedere tutti questi lavori in corso a Tre Archi ci conforta e ci dà forza. Tra un paio di anni qui la musica cambierà, ne sono convinto. Ed a tal proposito sarà utile anche il ruolo del nuovo colonnello dei carabinieri che sta portando avanti un’azione di intelligence mirata per stanare un clan criminale ben noto». Con Romanella, presenti alla riapertura del centro sociale anche gli assessori Mirco Giampieri, Alessandro Ciarrocchi, Annalisa Cerretani, la consigliera Luciana Mariani e Alessandro Ranieri, coordinatore dell’Ambito Sociale XIX.

È stato proprio quest’ultimo a presentare una prima bozza della programmazione delle attività laboratoriali e sportive pensate per far coesistere adulti e ragazzi. «Due educatori della cooperativa Il Picchio saranno presenti tutti i giorni della settimana, compresa la domenica, per occuparsi dei rapporti con i ragazzini in relazione ai loro bisogni. Accanto a questa azione educativa stabile di presenza degli adulti, ci sarà anche la possibilità di affiancare attività laboratoriali e sportive da altri enti. Abbiamo un budget che utilizzeremo per attivare queste tipologie di azioni. In parallelo avremo corsi di lingua e laboratori di orientamento. Questa programmazione verrà perfezionata nelle settimane future – ha concluso Ranieri -, ma l’obiettivo è rendere il centro il fulcro di una dinamica sociale che porti all’aggregazione. Deve essere un presidio di persone e relazioni e non un luogo legato alla paura di vivere episodi di violenza».

Carmen Serino, la nuova presidente del centro sociale “Salvadori”

© RIPRODUZIONE RISERVATA