
«Non ci stiamo a farci dipingere dal sindaco Franchellucci come ‘nemici della città”. Non si può e non si deve permettere di nascondere le inadempienze della sua amministrazione e di quelle passate, da più di vent’anni a questa parte». Inizia così il comunicato stampa del Coordinamento di Associazioni per la ex FIM, che tiene a fare chiarezza.
«Il sindaco dice che “Non può esserci una parte del paese che ancora mette in piedi congetture per rallentare un percorso di riqualificazione che ripartirebbe domani mattina se la proprietà avesse la certezza di poter demolire e ricostruire la Cattedrale” ma non si può impedire alle Associazioni di intervenire in questioni di interesse pubblico, facendo dileggio del concetto di democrazia. Tantomeno si può imputare alle associazioni qualsiasi ritardo. Non siamo stati noi a ritardare la bonifica dell’area – si legge -. La situazione stagnante non è certo colpa nostra. E lui, invece, a che cosa ha pensato in questi ultimi anni dalla sua prima elezione del 2013 e da prima ancora come consigliere comunale? – si interrogano -. Forse ha dimenticato che sotto il suo primo mandato fu lasciata scadere, senza procedere alla riscossione, la fidejussione in favore del Comune per ben 3 milioni di Euro, perché la bonifica era stata interrotta dal settembre 2011. Per il bene della collettività, l’amministrazione avrebbe dovuto esigere quei 3 milioni di euro restanti e procedere in prima persona alla bonifica dell’area. Invece non ha neanche fatto i passi necessari per garantire la collettività sul prosieguo e la buona riuscita della bonifica, imponendo alla proprietà, come di prassi, una nuova fidejussione. Che cosa ha messo in atto per salvaguardare la salute dei suoi concittadini proprio dal punto di vista della bonifica in questi suoi 9 anni di mandato elettorale? – seguitano -. Non ci pare si sia prodigato in questo senso, ma è stato solerte nel concedere, su richiesta della proprietà, un ulteriore 50% di edificabilità per via delle maggiori spese previste proprio per la bonifica del terreno e della Cattedrale. Non si è mai messo in una posizione di ascolto di altre opinioni che non fossero quelle della proprietà».
«Con i suoi comportamenti ha confermato la linea tracciata da chi, in passato prima di lui, ha commesso il primo madornale errore: ovvero quello di non acquisire tutta l’area, nonostante ci fossero le condizioni favorevoli in questo senso. Da questo errore ne sono scaturiti molti altri. Con protervia, Franchellucci accusa il Coordinamento di non volere lo sviluppo della città. Ma, qual è la sua idea di sviluppo della Città: almeno 300 appartamenti sul lungomare centro per un totale di 33.000 metri quadri edificabili? – si interrogano in maniera retorica -. È sicuro il sindaco che i cittadini, stanchi di vedere quell’abbandono colpevole, saranno felici di vedere quell’area così intensamente cementificata? Lui sta gettando fumo negli occhi ai cittadini: la colpa delle lungaggini non è certo delle Associazioni, ma dell’immobilismo e delle inadempienze di vario tipo, soprattutto imputabili proprio alle pubbliche Amministrazioni locali. È stata la poca lungimiranza, se non addirittura la cecità, dei vari amministratori che si sono succeduti che ha fatto incancrenire quella situazione. Non è affatto vero che il Tar si sia pronunciato per la demolizione della Cattedrale. Il Tar, annullando per difetti di forma la delibera che negava la revisione del vincolo da monumentale a memoriale, chiedeva alla Commissione competente di fornire un nuovo atto amministrativo, mantenendo quindi vivo ed efficace il vincolo monumentale apposto nel 2001. Altra inesattezza è quella che riguarda lo studio effettuato dall’Università Politecnica delle Marche, commissionato dalla proprietà stessa, nel quale, comunque, si offrono riflessioni sulle possibilità di recupero. Non solo, in quel documento si chiarisce una volta per tutte che, per quanto riguarda l’inquinamento, la sua risoluzione esula “dalle competenze degli enti preposti alla salvaguardia del patrimonio culturale”.
«Quindi – concludono le associazioni – l’esplicita minaccia da parte del sindaco di adire alle vie legali qualora le risposte della Soprintendenza non arrivassero in tempi brevi è senza fondamento alcuno. E anche inutili sono le reiterate lamentele da parte della proprietà che chiede alla Soprintendenza cosa fare. È un paradosso, visto che sono proprio loro ad essersi presentati come esperti professionisti di bonifiche e, in questa veste, ha avuto un preciso e ufficiale incarico pubblico. Infine, la proposta di far acquisire al comune la Cattedrale per poi proseguire direttamente con la bonifica e il restauro è semplicemente ridicola. Sarebbe una presa per i fondelli nei confronti dei cittadini tutti, sarebbe un ulteriore premio per l’inadempienza della società proprietaria la quale, nel frattempo, ha incassato diversi benefit dalla nostra Amministrazione.Vogliamo che si ripeta la beffa del ex cineteatro Beniamino Gigli? Quell’operazione ci è costata quasi 3 milioni di euro e due palazzine fronte mare costruite in mezzo alla strada».














