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False dichiarazioni per ottenere i contributi sisma, denunciati per truffa. Nei guai anche un funzionario pubblico

SISMA - In cinque hanno presentato autocertificazioni in cui hanno attestato fraudolentemente che la loro abitazione, principale, abituale e continuativa è stata distrutta o sgomberata a causa del terremoto. Denunciato anche un funzionario pubblico per abuso d’ufficio per aver omesso di effettuare i necessari controlli sulla veridicità delle autocertificazioni
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di redazione CF
La Guardia di Finanza di Fermo continua con costante impegno ad operare sul territorio della provincia per prevenire e reprimere gli sprechi di denaro pubblico e la corruzione, per accertare le responsabilità amministrativa per danni erariali da parte di amministratori locali ed impedire la commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, a tutela di un utilizzo trasparente ed efficiente dei finanziamenti nazionali e comunitari, tanto più importante in un contesto emergenziale come quello attuale.

Su delega della locale Procura della Repubblica, le Fiamme Gialle fermane hanno eseguito accertamenti ed indagini su episodi di indebita percezione del contributo di autonoma sistemazione (Cas) erogato da uno dei Comuni del cratere. Il contributo è una misura destinata ai cittadini la cui abitazione è stata distrutta, in tutto o in parte, oppure è stata sgomberata, in seguito ai terremoti che hanno colpito l’Italia centrale nel 2016.

«Nel corso delle indagini sono state acquisite ed esaminate – spiegano dal comando provinciale della Finanza di Fermo, guidato dal colonnello Antonio Regina – le istanze presentate dai cittadini residenti nel Comune dell’entroterra fermano per l’ottenimento del beneficio, oltre a testimonianze dirette ed alla documentazione attestante i consumi idrici ed elettrici dei percettori del contributo. Gli accertamenti hanno fatto emergere importanti anomalie e sono terminati con la denuncia all’Autorità giudiziaria di cinque persone per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (articolo 640 bis del codice penale, che prevede la reclusione da due a sette anni), poiché hanno sottoscritto e presentato autocertificazioni in cui hanno attestato fraudolentemente che la propria abitazione, principale, abituale e continuativa è stata distrutta o sgomberata a causa del terremoto. Tale dichiarazione ha tratto in inganno il comune di residenza, il quale ha erogato, nel tempo, un importo complessivo di 122.642 euro».

Il comandante provinciale, colonnello Regina

Ma non finisce qui. «Un ulteriore responsabile, nella sua qualità di funzionario pubblico, è stato denunciato – aggiungono dal comando provinciale delle Fiamme gialle fermane – per abuso d’ufficio (articolo 323 del codice penale), per aver omesso di effettuare i necessari controlli sulla veridicità delle autocertificazioni rese dai beneficiari del contributo, consentendo così ai cinque dichiaranti di godere di un ingiusto vantaggio patrimoniale e di sottrarre risorse alle casse pubbliche a danno di altri utenti realmente bisognosi».
Le presunte condotte illecite sono attualmente al vaglio dell’Autorità giudiziaria e, sulla base del principio di presunzione di innocenza, l’eventuale colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo dove intervenisse sentenza irrevocabile di condanna, a cui seguirebbe la confisca del profitto del reato.
In questo ultimo periodo, caratterizzato da una diffusa richiesta di sovvenzioni pubbliche per sopperire alle situazioni di disagio derivate dagli eventi sismici che hanno colpito il centro Italia e dall’emergenza epidemiologica, l’attività nel settore delle pubbliche provvidenze continua ad essere oggetto di continuo monitoraggio da parte delle Fiamme Gialle fermane, per verificare che le stesse siano erogate a persone realmente ricadenti in condizioni di sofferenza e che i finanziamenti non vadano “dispersi” a beneficio di chi simula artificiosamente situazioni di difficoltà sociale o economica.


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