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Protesta dei concessionari a Roma: «Difendiamo il turismo balneare»

ROMA - Sfileranno domani nella capitale i balneari per dire no all'emendamento del Governo che di fatto manda all'asta tutte le concessioni balneari dal 2024. E' quanto prevede infatti la direttiva Bolkestein. Intanto anche diversi Presidenti di regione stanno prendendo posizione contro la norma Ue. Tra Fermo e Porto San Giorgio sono circa una novantina le strutture interessate.
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di Sandro Renzi

Ci saranno anche i balneari della provincia di Fermo alla manifestazione nazionale promossa domani a Roma dalle sigle sindacali che rappresentano il settore. Sfileranno in corteo per dire no all’emendamento del Governo che recepisce in toto la direttiva Bolkestein e manda all’asta dal 2024 tutte le concessioni balneari, eccezion fatta per quelle assegnate con gara pubblica secondo lo schema della direttiva stessa. Per gli operatori aderenti al Sib la “direttiva servizi” deve imporre un preliminare accertamento della scarsità di risorse o interesse transfrontaliero e tutelare pure la proprietà aziendale dei concessionari. A Roma i sindacati di settore chiederanno inoltre che restino valide le proroghe già rilasciate in applicazione della legge Madia fino al 2033.

Tra Fermo e Porto San Giorgio sono oltre cento le concessioni interessate dalla direttiva, poco meno di una novantina gli chalet. Sessanta quelle che gravitano nel Comune di Porto San Giorgio ed il resto tra Lido di Fermo, Casabianca e Marina Palmense. Il rischio concreto di finire a gara viene da tutti letto come la fine di una imprenditoria locale che ha contribuito a dare una mano alla crescita del territorio. «La proposta di modifica mira a migliorare la qualità dei servizi con conseguente beneficio per i consumatori, a valorizzare i beni demaniali e, al contempo, a dare certezze al settore» si legge nel provvedimento licenziato dal Cdm a febbraio. Non la pensa così il Sib e non la pensano così molti presidenti di Regione pronti ad alzare le barricate contro l’attuazione della direttiva. Si punta allora ad ottenere il diritto di prelazione per chi ha già un tratto di spiaggia in concessione, o in alternativa un periodo transitorio per tutelare il lavoro autonomo. C’è poi il capitolo del “valore aziendale” che i concessionari chiedono a gran voce a sostegno di chi dovesse perdere l’azienda dopo aver effettuato anche cospicui investimenti negli anni. In molti casi gli chalet sono a gestione famigliare e offrono lavoro a tante persone nel periodo estivo. Lo spauracchio di una gara sta creando allarme tra gli operatori che possono trovarsi senza un lavoro tra due anni.

 


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