Lei lo abbraccia e gli sfila i soldi dalla tasca, lui lo minaccia. Due giovani rapinatori identificati dalla Mobile

FERMO - L’incrocio di tutti gli indizi analizzati ha consentito in breve tempo di dare un volto ed un nome agli autori della rapina impropria, due giovani di circa vent’anni domiciliati a Lido Tre Archi, e di segnalarli alla Procura della Repubblica

di redazione CF

Lei, con la scusa di un abbraccio, gli sfila i soldi dalla tasca, circa 200 euro. Lui lo minaccia e poi, entrambi, fuggono con il giovane malcapitato ad inseguirli, invano, per cercare di recuperare i soldi. E alla fine a trovarli sono stati gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Fermo che, incrociando identikit e immagini della videosorveglianza, hanno dato ai rapinatori un nome e un volto: due ragazzi sono stati così denunciati per rapina impropria.

L’articolo 628 del codice penale che sanziona il reato di Rapina prevede, infatti, nel secondo comma, quella che ordinariamente viene definita come “rapina impropria”. Infatti oltre alla violenza o alla minaccia commesse prima della sottrazione di un bene altrui e finalizzate all’impossessamento del bene, il reato di rapina e la medesima sanzione, sono previsti anche quando, dopo la sottrazione dei valori, gli autori attuano comportamenti minacciosi o violenti per assicurarsi il possesso del bene già asportato.
Sembra un “caso da manuale” ma la quotidiana realtà sulla quale sono chiamati ad indagare gli operatori della Squadra Mobile dimostra che la rapina impropria è molto più frequente di quanto si possa credere. Stiamo parlando di uno dei tanti casi risolti in breve tempo dagli investigatori della Questura i quali si sono dedicati, anche questa volta, con impegno e professionalità per identificare e segnalare alla Procura della Repubblica gli autori di questi pericolosi atti predatori.

Era la tarda sera di pochi giorni fa quando un giovane residente sulla costa fermana, terminato il suo turno di lavoro, ha raggiunto in bicicletta il quartiere di Lido Tre Archi.
Nei pressi dell’androne di un palazzo ha notato la presenza di due coetanei, un ragazzo ed una ragazza, con i quali in precedenza aveva scambiato qualche parola e si è fermato a parlare con loro.

«Nel corso del dialogo – la ricostruzione dei fatti fornita dalla Questura – il ragazzo ha chiesto al giovane appena arrivato una somma in prestito per una presunta improvvisa esigenza personale ma a seguito del rifiuto è scattato, per la coppia, il piano b. La ragazza si è infatti avvicinata alla vittima designata e con la scusa di abbracciarla, gli ha infilato le mani nelle tasche del giubbino impossessandosi di alcune banconote per un totale di circa 200 euro. Dopo la sottrazione e le legittime rimostranze del ragazzo per ottenere la restituzione del bottino, il complice si è messo in mezzo a difesa della ladra, minacciando la vittima di picchiarla nel caso avesse proseguito nel pretendere di tornare in possesso dei soldi rubati. E dopo le minacce, la fuga. Ladra e complice sono infatti scappati fino ad entrare nel cancello del cortile di un palazzo che hanno chiuso alle loro spalle, inseguiti dal derubato nei confronti del quale sono state pronunciate ulteriori gravi analoghe minacce. La coppia ha fatto poi perdere le proprie tracce entrando nello stabile».

Alla vittima, a quel punto, non è rimasto altro che richiedere l’intervento della Volante e i poliziotti giunti sul posto hanno acquisito le prime informazioni sul reato commesso e sugli autori dei quali la vittima aveva una conoscenza solo superficiale.
Gli elementi acquisiti “a caldo” dagli operatori della Volante, quelli risultanti dalla denuncia presentata in Questura, le immagini dell’evento delittuoso rilevate dalla videosorveglianza ma soprattutto la profonda conoscenza degli investigatori della Squadra Mobile fermana delle dinamiche criminali e dei soggetti gravitanti nel quartiere costiero di Fermo, hanno consentito di indirizzare le indagini nei confronti di due persone già note per i loro precedenti di polizia relativi a pregressi reati predatori. L’incrocio di tutti gli indizi analizzati ha consentito in breve tempo di dare un volto ed un nome agli autori della rapina impropria, due giovani di circa vent’anni domiciliati nel quartiere, e di segnalarli alla Procura della Repubblica.


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